Rassegna storica del Risorgimento

LA MASA GIUSEPPE OPERE
anno <1975>   pagina <430>
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Gian Maria Varanini
tutti gli aspetti della problematica presa in esame dal La Masa. L'opera del sici-liano infatti, trattando del modo come far concorrere gli elementi insorti alla guerra , presupposta già in atto nel Lombardo-Veneto sostenuta dalle armi sarde contro l'Austriaco, ammette compiuta l'insurrezione e provocata la guerra . Lo stesso titolo dell'opera, insomma, è sbagliato: quella del La Masa è una guerra di partigiani, e non insurrezionale. La guerra insurrezionale, a parer mio, è quella che muove primitiva contro i Governi dominatori, e tende a emancipare il terreno, e gli elementi d'azione sulle sfere d'azione rispettive, per poi tramutarsi a quella guerra la quale per l'unità di azione è la guerra nazionale propriamente detta.54) Il La Masa aveva affermato chiaramente55) di volersi occupare soltanto della seconda fase della guerra insurrezionale , dato che a suo giudizio nel primo stadio, in quello della sommossa,56) sulla scorta dell'esperienza del '48 i popoli erano in grado di vincere da soli. Ma il Fabrizi osserva molto pertinentemente (come già in sostanza il Gabussi) che proprio quella prima fase, la vera e propria insurrezione, era invece la decisiva, e nient'affatto scontata. L'insurrezione ( nelle parti del sud e centro , comun­que) poteva essere insamma o iniziativa, o conseguente alla guerra: se ini­ziativa, essa avrà dovuto provvedere sino dal suo primo insorgere al suo ordine costruttivo, all'obbiettivo nazionale per cui indirizzarsi : una volta affermatasi per la sua intrinseca energia, cioè, essa non si sarebbe certo disciplinatamente sottomessa ad una forza, il cui intervento era posteriore al successo della rivolu­zione stessa. Se invece come nel progetto La Masa l'insurrezione era con­seguenza all'iniziativa milifiaire del Piemonte, supponendo l'Austria integra dei suoi mezzi d'azione, basterebbe il Piemonte ad affrontare un incerto suc­cesso?.57) H Fabrizi mostrava in conclusione un aperto scetticismo, opinando non essere possibile il risolversi in assoluto del problema del come combattersi la guerra nazionale , dato appunto che tale quesito comportava l'altro del come la guerra nazionale possa originarsi.58) E tutto il discorso del La Masa, perciò, è costruito sulla sabbia. Anche sul piano più strettamente tecnico e militare, il giudizio del Fabrizi è molto severo, come si può ben intuire, essendo tali aspetti strettamente legati all'impostazione politica. Il Consiglio Centrale degli Stati insorti cardine del programma del La Masa è considerato con molto sospetto, in quanto è federale, cioè per via di Stati e non col supporto collettivo che è quello della popolazione .59) Inoltre il Fabrizi reputava ecces­sivo e non praticabile quell'impasto di elementi tutti sardi nelle file dei corpi creati dalla rivoluzione , ciò che avrebbe dato il la a campanilismi ed avrebbe indotto a destinare al comando di tali corpi od i militari di cui vuoisi sbaraz­zare l'esercito, cioè i peggiori, ovvero i più contrari al governo rivoluzionario . *) Nessuna prevalenza piemontese dunque, molto più che le tradizioni popolari di altre parti d'Italia per la guerra di dettaglio sono maggiori, in rapporto alla
) M.C.R., Carte Fabrizi, 523/58, 7.
H) CXT. PISACANE-LA MASA, La guerra cit., p. 390.
*) Cfr. PKSACANB-LA MASA, La guerra cit., p. 386.
57) M.C.R., Carte Fabrizi, 523/58, 6.
58) M.C.R., Carte Fabrizi, 523/58, 7. ) M.CJEL, Carte Fabrizi, 528/58, 6.
6) Ibidem. H progetto del La Masa affiancava infatti le imita di guerriglia a contin­genti regolari, affidandone il comando a ufficiali regolari (dunque in prevalenza piemontesi).