Rassegna storica del Risorgimento

LA MASA GIUSEPPE OPERE
anno <1975>   pagina <434>
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434 Gian Maria Varanini
posto forse d'una dozzina di rappresentanti con voto deliberativo? Praticamente il vostro concetto, non è attuabile.
L'eccezione politica sta poi in ciò che voi accordate a Vittorio Emanuele il comando generale delle armi se abbraccia la guerra d'Italia etc. Voi compren­derete di leggieri quali difficoltà possono insorgere per definire se realmente il Re abbracci o no questa guerra. Qualche rappresentante -di Roma, di Bologna, di Napoli potrebbe negare queste intenzioni al re sabaudo, perché non porta le armi in quelle Provincie, mentre nella guerra e nella politica si fa quel che si può e non quel che si vuole. Per me la cooperazione degli altri Stati la vedo in altro modo; essi devono accordare un tacito mandato di fiducia al Re che im­pugna le armi, non incepparne i movimenti con sospetti, mettendogli ai fianchi una specie di consiglio di sorveglianza. Ricordate d'altra parte di questo dilemma un po' duro, ma vero = o il Re di Piemonte perde di fronte all'Austria, e nes­sun Consiglio Centrale è stato a salvar lui, e l'Italia o il Re è vincitore, e chi potrà imporgli tale ordinamento, tale legge, tale costituzione?
Riparlare -di costituente è errore grave; nessuno va a battersi, perché il frutto della vittoria rimanga poi a disposizione della Costituente. La fiducia, fiducia fondata sul passato di Re Vittorio Emanuele, ecco 1 miglior progetto di cooperazione.
Vi saluto di cuore.
E. Oldofredi
IV
G. GABUSSI A G. LA MASA6>
Genova, 17 ottobre 1855 C. A.,
Ammettendo il contenuto della vostra ultima nella quale avete voluto spie­garmi dettagli ad entrambi spiacevoli; e senza riscontro alla domanda che vi faceva sul ricevimento dell'Opera che vi mandai a Lesa all'unico intendimento di essere certo che non sia andata smarrita, vi scrivo su di un altro argomento che ho per interessante, -e panni richieda alcuna delucidazione, per quei di­ritti che accorda l'amicizia, la conformità di principii, e la responsabilità che grava ognuno che abbia pubblicato per le stampe opere improntate di un de­ciso colore.
Avrete letto per certo ciò che è stato detto nei giornali in proposito del libro che si annunzia esser voi in procinto di pubblicare. Una dichiarazione vostra inserita nella Stampa dava a credere che foste assolutaménte ligio ai principii esternati dal Manin, il quale appariva passato nel campo dei Costi­tuzionali, et quidem dei Costituzionali Piemontesi.
Io non lessi quella vostra dichiarazione; ben so che si riportava al libro che aveste la gentilezza di farmi leggere nella parte politica, nel quale non era apertamente spiegato ciò che pare abbiate voluto chiarire- in seguito. Ma la cosa è andata forse più oltre. Un articolo riprodotto in vari giornali e tratto da una gazzetta lombarda, parla del libro vostro che dovea apparire con firma
6) B.C.V., Ardi. La Masa. A tergo l'indirizzo: Sr. Generale Gius. La Masa - Torino.