Rassegna storica del Risorgimento
LA MASA GIUSEPPE OPERE
anno
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1975
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pagina
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435
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Della guerra insurrezionale di G. La Masa
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di notabilità, fra le quali quelle di Massimo d'Azeglio. Aggiunge che questo libro è stato scritto coi principii stessi esternati dal Manin: che voi eravate forse spinto alla pubblicazione di esso per impulso dello stesso d'Azeglio; che finalmente oggi non solo l'ex ministro vi ha ricusata la sua firma, ma vi ha dissuaso a pubblicarlo non essendo opportuni i tempi.
Membro io, ultimo finché volete, ma pur smembro del partito repubblicano, ed amico di voi repubblicano, memore di ciò che scriveste nel vostro libro sul proposito di d'Azeglio quando trattavate la rivoluzione a Roma, potrei io domandarvi qualche schiarimento su tali voci, e, più che voci, pubbliche partecipazioni di giornali? Voi sapete che, quando mi comunicaste il vostro scritto, chiedendomi se lo avrei firmato, vi risposi che sì, salvo il cambiamento di alcuna frase che non mi andava a sangue, lo che mi diceste potersi fare. Come oggi questo libro dovea fregiarsi della firma del realista d'Azeglio accanto all'umile repubblicano Gabussi? È vero che nella vostra ultima corsa mi parlaste di tutt'altro, ed anzi mi lasciaste subodorare che forse mancava l'opportunità; ma non mi diceste né mai avrei pensato che vi poneste sotto le ali di d'Azeglio che io rispetto altamente pei suoi meriti letterari, niente affatto dal lato della politica. In tale stato di cose, con quella franchezza che concede l'amicizia, e la solidarietà di opere in conformità di principii, vi chieggo qualche delucidazione, onde non credere, senza fondamento, che voi siate passato pochin pochino in altro campo. Se ciò è, non ho cosa alcuna a dire, ed io avrei sempre per voi la stessa amicizia.
Il V. Gabussi
V
G. LA MASA A D. MANIN7)
[novembre 1855]
Volevo aspettare che fosse compiuta la copia manoscritta dell'opera mia sulla guerra insurrezionale in Italia, per comunicarvi in iscritto un progetto che da più di tre anni dava incarico all'amico Luigi Masi di manifestare verbalmente a voi, ed agli amici nostri in Parigi, coll'avviso che meco erano d'accordo varie nostre notabilità politiche e militari.
Esultai quando lessi nei giornali la lettera che rivelava il vostro concetto politico che armonizza pienamente colla prima parte del mio. Questa coincidenza di opinioni mi faceva lieto, perché, sostenuta da più individui influenti, un'idea viene più facilmente accettata dalla generalità.
Or devo dirvi che io son per dar alle stampe l'opera suaccennata, la quale mira ad effettuare quell'unione che ci abbisogna in un concetto politico, militare, che coordini l'Italia nei giorni della guerra insurrezionale per la cacciata dello straniero.
In questa opera progetto il modo che unicamente mi pare adatto alle circostanze politiche d'Italia, il modo come il Re di Piemonte esser possa con noi e cosa dobbiamo far noi nel caso che non lo sia*
7) B.C.V., Arch* La Mona. Minuta. A tergo Findimzo: All'Italiano Damele Manin Parigi.