Rassegna storica del Risorgimento

LA MASA GIUSEPPE OPERE
anno <1975>   pagina <437>
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Della guerra insurrezionale di G. La Masa 437
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F. TORRE A G. LA MASA9)
Torino, 22 dicembre 1855 Mio caro Sig. La Masa,
Ho letto il programma della vostra opera Della guerra insurrezionale in Italia e francamente e brevemente vi dirò la mia opinione per lettera non potendo a voce occupato nelle correzioni del Vocabolario nella Tipografia.10) Io non credo si possa prevedere una insurrezione così generale di tutti gli Stati Italiani, e molto meno si possa governarla con norme preventivamente determinate; tanti e così imprevedibili sono gli accidenti che sviluppano e accompagnano le rivoluzioni. Dato pur che si possa ciò fare, non è, a mio cre­dere, buona e sana politica mettere fuori e innanzi tempo un progetto che mentre non ottiene lo scopo di unire colla lettura gli nimi degli italiani, che pur debbono fare questa rivoluzione ed ai quali per le presenti condizioni è vietato leggere ogni scritto che alla nostra nazionale ÌDdipendenza si riferisca, istruisce il nemico delle nostre intenzioni e gli dà agio a prepararsi alla difesa. E ciò sia detto in generale e senza venire all'analisi della vostra opera; della quale peraltro mi piace lodare lo intendimento e congratularmi con voi che caldeggiate sempre con amore la nostra santa causa italiana. Contro cui, mio caro, così assiduo e pertinace lavoro combatte quel verme che da tanti secoli la rode, il Papato; del quale Voi, non so perché, non vi date pena alcuna, mentre ha formato la paura di tutti i nostri solenni politici, che non vi veggono solo una questione interna per l'Italia, ma Europea, e non da sciogliersi con una rivoluzione: se altrimenti fosse noi Romani del 1848 l'avremmo sciolta stupendamente. Penso che sia inutile -dichiararvi che consento con voi nel con­cetto della intera unità e nel concorso di tutte le forze militari e cittadine d'Italia per ottenere la nostra indipendenza: ma poicché, come vi dissi prima, non credo si possa con regole prestabilite governare una rivoluzione, così non mi è dato restringermi e limitarmi colla mia firma al vostro progetto; sibbene come amatore della mia patria la seguirò in tutte le sue fasi e a seconda degli accidenti che la chiameranno a risorgere porrò per essa l'opera ed anche la vita.
Addio, mio buon Sig. La Masa, vogliatemi bene e credetemi vostro affano
Federico Torre
9) B.C.V., Arci, La Masa.
10) Trattasi certamente del dizionario italiano-latino che il Torre compilò durante l'esilio piemontese e che ebbe anche una discreta diffusióne nelle scuole del regno (L. DEL NOCE-F. TORBE* NUOVO vocabolario latlno-italiano e italiano'latino compilato ad uso dette scuole, Torino, 1856).