Rassegna storica del Risorgimento

LA MASA GIUSEPPE OPERE
anno <1975>   pagina <447>
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Della guerra insurrezionale di G. La Masa- 447
vi dirò che sono stato sorpreso assai della variante da voi fatta al primo mani­festo litografato, nel quale poneste II re di Piemonte comandante generale della guerra etc9 e nel nuovo a stampa piantate II re di Piemonte comanderà ditta-tonalmente la guerra etc Questo dittatorialmente dopo i fatti recenti e i trattati e le alleanze, amico mio, suona molto male ad ognuno che non siasi dato anima e corpo a questo re di Piem. come iniziatore di una guerra per ila unificazione e libertà d'Italia, e vi sono debolmente io. Perdonatemi dunque se non vi mando la mia firma, la quale d'altronde vai poco o nulla, e sarebbe una noce in un sacco.
Mi vien detto che sarà pubblicata non so quale risposta a stampa al vostro programma, ma ignoro chi se ne occupi. Ad onta di tutto, io vi sarò sempre v.ro amico, ed estimatore della vostra coscienziosa opinione. V. aff.
Gabussi
XVI
G. GALLETTI A G. LA MASA20)
Montevecchio, 7 luglio 1856 Mio Cariss.,
Gabussi mi ha spedito il Somm.o dell'opera tua coi brani di essa che hai stampati, dicendomi che ti scriva subito in proposito. Ma io già lo feci quando tu mi rimettesti tempo addietro lo stesso Sommario, e conosci ciò che ne penso, come sai che non nego la mia firma, desiderando peraltro che tu non me la chieda, perché dovrei apporre qualche restrizione: ma a che prò la mia firma? Dì ad alta voce e gridalo in piazza, che io sono con chiunque dia opera pronta ed ardita ad ima rivoluzione armata intesa a riconquistare la nostra indipen­denza: dì che sospiro questo evento coU'ansia la più viva, dovesse ancora costarmi la vita: dì che benedico chi lo accelera, che detesto chi attraversa o snerva peritoso questo moto che diverrà presto potenza formidabile, questo moto che unico può aprirci via a redenzione: dì tutto questo e non troverai chi osi contradirti, perché la mia vita è abbastanza conosciuta.
Conta adunque sul mio assenso in genere e sulla mia cooperazione qua­lunque essa siasi, senza badare alla mia firma; che io non ambisco di portarla sui giornali, lasciando questo piacere a coloro che ne imbrattano le colonne per farci, non richiesti, da maestri di quello che sappiamo, e peggio poi di sci­pitezze ridevoli. A noi con tant'altri che senza nota d'orgoglio possiamo dirci uomini di azione perché lo fummo, a noi piacerà udire pubblicato il nostro nome quando sia per far sapere che avemmo e che replicammo prove bene­dette da Dio e più fortunate dell'altre.
Addio. H tuo affano
Galletti
20) B.C.V., Arch. La Masa. A tergo l'indirizzo: All'Egregio Sig. La Masa - Torino.