Rassegna storica del Risorgimento

MARTINI FERDINANDO
anno <1975>   pagina <452>
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Alberto Aquarone
Come si è già veduto, la decisione di introdurre nella Colonia il Go> verno civile, ordinando l'altopiano sotto capi indigeni e riducendo per ora l'occupazione militare all'Asm ara , fu presa dal consiglio dei ministri nella sua adunanza del 20 luglio. La questione della ricerca della persona adatta per il nuovo, delicato ufficio di governatore civile dell'Eritrea era così posta uffi­cialmente sul tappeto, strettamente collegata all'attuazione del piano di forte ridimensionamento della presenza militare italiana nella colonia. Un collega-mento che era proprio il ministro della Guerra a sottolineare nella sua urgente necessità. Il 29 luglio 1897 Luzzatti riferiva infatti al presidente del Consiglio: Oggi ho veduto Pelloux, il quale manda in Africa un buon telegramma per mettere freno alle spese. Mi ha nettamente dichiarato che il concentramento a Massaua-Asmara non si farà se non vi sarà sul posto un Governatore civile, che dia gli ordini e assuma la rasponsabilità. Col Governatore civile, sorretto dal Governo centrale, si potrà, dice Pelloux, ottenere l'obbedienza dei militari. Altrimenti no. Si deve dunque cercare un Governatore civile. Ed io aggiungo ohe deve essere un uomo molto, ma molto autorevole T>. 5)
Nel successivo consiglio dei ministri del 25 agosto il problema cominciò ad essere affrontato nella sua concretezza. Come si legge nel verbale, già citato, di quella riunione, fu allora conferito un mandato di fiducia al presidente del Consiglio e al ministro degli Esteri affinché provvedessero alla nomina di un governatore civile per l'Eritrea. Altro, dal verbale stesso, non risulta. Ma fin dai giorni immediatamente successivi cominciò a circolare sulla stampa quoti­diana la notizia che il ministero fosse orientato verso la scelta del senatore Romualdo Bonfadini, noto come vigoroso esponente di una politica di liquida­zione, o per lo meno di riduzione ai minimi termini, della colonia Eritrea.6) Il primo orientamento del governo verso la persona di Bonfadini era del resto in sintonia con la sua decisione, comunicato al Negus il 3 settembre, di accettare il confine da lui proposto.7) Secondo fonti giornalistiche, comunque, tale scelta non era avvenuta senza vivaci contrasti in seno al consiglio dei ministri, con­trasti che riflettevano i perduranti dissensi, anche a livello di governo, sulla
tarlo e tra questi vi era Cola Janni Napoleone dell'estrema sinistra, il quale gli disse: " Ma perché non vi decidete subito a venir via addirittura? ". Al che Ruolini, sentendolo parec­chie persone rispose: " Perché non è maturo il Rei lasciatemi fare. Chi avrebbe potuto pensare un anno fa che si potesse arrivare oggi a questo punto! Datemi un altro anno e vedrete n . Cr. SIDNEY SONNINO, Diario, voi. I: 1866-1912, a cura di BENJAMIN F. BROWN, Bari, Laterza, 1972, pp. 354-355. L'aneddoto in questione era stato riferito a Sonnino dal segretario della presidenza della Camera, Lucifero, il quale asseriva di essere stato presente al colloquio.
5) Cfr. LUIGI LUZZATTI, Memorie, cit., p. 480.
6) Dopo aver lungamente militato (era stato eletto la prima volta nel 1867) nelle file moderate della Camera, aveva conseguito da poco (ottobre 1896) la nomina a senatore. Si era sempre battuto in prima linea contro le eccessive spese militari e non aveva mancato di esprimere le sue vivaci riserve nei confronti di una politica coloniale di espansione. Su di lui v. B. Di PORTO, Bonfadini Romualdo, in Dizionario Biografico degli Italiani, voi. 12, pp. 3-5, dove peraltro manca qualsiasi accenno alle vicende connesse alla sua ventilata nomina a governatore dell'Eritrea. Non sembra molto attendibile la notizia riportata dal Cilibrizzi a proposito di questa mancata nomina: e cioè che Bonfadini, essendosi poi visto negletto, mori di crepacuore . (Bonfadini mori in effetti nel 1899). Cfr. SAVERIO CILIBRIZZI, Storia parlamentare politica e diplomatica d'Italia Da Mantova a Vittorio Veneto, voi. HI, Napoli, Trevea, 1939, p. 29.
7) Cfr. il telegramma di Budini, Visconti Venosta e Pelloux, già citato alla nota 3.