Rassegna storica del Risorgimento

MARTINI FERDINANDO
anno <1975>   pagina <453>
immagine non disponibile

F. Martini governatore in Eritrea
453
politica coloniale e sull'avvenire dell'Eritrea in particolare.8) L'annuncio della ventilata nomina di Bonfadini a governatore civile della colonia (nomina che peraltro non risulta essere mai stata formalizzata da una esplicita deliberazione del consiglio dei ministri stesso), suscitò immediatamente, com'era da atten* dersi, una levata di scudi da parte della stampa africanista , che aveva i suoi punti di forza in quotidiani come La Nazione di Firenze, La Tribuna di Roma ed II Mattino di Napoli. Né i commenti che cominciarono altrettanto immedia­tamente a provenire dalla sponda opposta erano fatti per tranquillizzare quanti speravano che, malgrado tutto, lo status quo potesse essere reso definitivo in Eritrea e che ogni idea di abbandono della colonia o della maggior parte di essa finisse gradualmente per esser del tutto dimenticata. La governativa Opinione liberale, per esempio, se in un primo tempo aveva presentato la probabile no­mina di Bonfadini in tono si favorevole, com'era ovvio, ma anche sostanzial­mente moderato, come espressione della volontà del governo di convincere il mondo, in Europa e in Africa, che la è proprio finita la velleità delle avven­ture,9) già pochi giorni dopo passava a sostenere baldanzosamente che la mis­sione specifica del nuovo governatore sarebbe dovuta consistere nel ripiega­mento a Massaua, dopo di che non sarebbe stato da escludere neppure il com­pleto abbandono della colonia.10) Le polemiche al riguardo erano destinate a prolungarsi lungo tutto il mese di settembre, in un dima di incertezza e di con­fusione ben spiegabile data la mancanza di una conferma ufficiale della nomina, come pure di una esplicita sua smentita o dell'annuncio del successivo ritiro
8) Secondo II Mattino del 27-28 agosto 1897 la candidatura di Bonfadini, al consi­glio dei ministri del 25, era stata sostenuta da Rudinì e da Visconti Venosta, ed era pre­valsa solo dopo vivaci contrasti. Qualche giorno prima, il quotidiano napoletano aveva così delineato le varie posizioni in seno al gabinetto sulla questione eritrea: Biin (Marina) favorevole al ritiro a Massaua; Pelloux (Guerra) incerto; Luzzatti (Tesoro) per la riduzione graduale dell'occupazione fino a portare il bilancio dell'Africa alla cifra di due milioni; contrari a questa politica di ripiegamento Branca (Finanze), Gianturco (Pubblica Istru­zione), Prinetti (Lavori Pubblici) e Guicciardini (Agricoltura, Industria e Commercio). Secondo Visconti Venosta, infine, non era possibile restare a Massaua senza un retroterra adeguato e bisognava perciò restare sull'altipiano, ma con la ferma intenzione di restarci pacificamente ed entro limiti sicuri. In linea di massima, occorreva per il momento accet­tare le proposte del Negus e poi si sarebbe visto. Insomma, nessuna politica di abbandono, sia pure graduale, ma una politica di pacifico raccoglimento. (La questione dell'Eritrea e il Governo, in. Il Mattino, 20-21 agosto 1897). Sulla varietà di opinioni in seno al ministero riguardo alla politica eritrea v. pure la testimonianza delTallora corrispondente del Times a Roma: HENRY WICKIIAM STEED, Through Thirty Years, 1892-1922. A Personal Narrative, Garden City and New York, Doubleday, Page Co., 1924, voi. I, pp. 116-117.
9) Giornalista governatore!, in L'Opinione liberale 28 agosto 1897.
*) A Massaua, ivi, 6 settembre 1897. Ma v. pure La gran collera degli africanisti, ivi, 2 settembre 1897, ove il giornale si affiancava al Corriere della Sera nella dura pole­mica contro gli oppositori di Bonfadini. Fra questi ultimi, uno dei più decisi era 0 presi' dente della Società di esplorazione commerciale in Africa, Vi goni, il quale rimproverò in par­ticolare all'uomo politico lombardo di mancare della necessaria esperienza e di essere stato sempre ostile all'espansione coloniale: Da dieci anni gridiamo contro la guerra, che con tanta leggerezza e insipienza si andava facendo in Eritrea, ed invochiamo la istituzione di un governo civile; ma oggi che il Governo è entrato in quest'ordine di idee, noi non flpflflfomn purtroppo applaudire alle sue risoluzioni . Cfr. P. V., Il Governatore civile del­l'Eritrea, in VEsplorazione commerciale e l'Esploratore, a. XII, fase. X, ottobre 1897, pp. 338-341.