Rassegna storica del Risorgimento
MARTINI FERDINANDO
anno
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1975
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pagina
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F. Martini governatore in Eritrea
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politica coloniale e sull'avvenire dell'Eritrea in particolare.8) L'annuncio della ventilata nomina di Bonfadini a governatore civile della colonia (nomina che peraltro non risulta essere mai stata formalizzata da una esplicita deliberazione del consiglio dei ministri stesso), suscitò immediatamente, com'era da atten* dersi, una levata di scudi da parte della stampa africanista , che aveva i suoi punti di forza in quotidiani come La Nazione di Firenze, La Tribuna di Roma ed II Mattino di Napoli. Né i commenti che cominciarono altrettanto immediatamente a provenire dalla sponda opposta erano fatti per tranquillizzare quanti speravano che, malgrado tutto, lo status quo potesse essere reso definitivo in Eritrea e che ogni idea di abbandono della colonia o della maggior parte di essa finisse gradualmente per esser del tutto dimenticata. La governativa Opinione liberale, per esempio, se in un primo tempo aveva presentato la probabile nomina di Bonfadini in tono si favorevole, com'era ovvio, ma anche sostanzialmente moderato, come espressione della volontà del governo di convincere il mondo, in Europa e in Africa, che la è proprio finita la velleità delle avventure,9) già pochi giorni dopo passava a sostenere baldanzosamente che la missione specifica del nuovo governatore sarebbe dovuta consistere nel ripiegamento a Massaua, dopo di che non sarebbe stato da escludere neppure il completo abbandono della colonia.10) Le polemiche al riguardo erano destinate a prolungarsi lungo tutto il mese di settembre, in un dima di incertezza e di confusione ben spiegabile data la mancanza di una conferma ufficiale della nomina, come pure di una esplicita sua smentita o dell'annuncio del successivo ritiro
8) Secondo II Mattino del 27-28 agosto 1897 la candidatura di Bonfadini, al consiglio dei ministri del 25, era stata sostenuta da Rudinì e da Visconti Venosta, ed era prevalsa solo dopo vivaci contrasti. Qualche giorno prima, il quotidiano napoletano aveva così delineato le varie posizioni in seno al gabinetto sulla questione eritrea: Biin (Marina) favorevole al ritiro a Massaua; Pelloux (Guerra) incerto; Luzzatti (Tesoro) per la riduzione graduale dell'occupazione fino a portare il bilancio dell'Africa alla cifra di due milioni; contrari a questa politica di ripiegamento Branca (Finanze), Gianturco (Pubblica Istruzione), Prinetti (Lavori Pubblici) e Guicciardini (Agricoltura, Industria e Commercio). Secondo Visconti Venosta, infine, non era possibile restare a Massaua senza un retroterra adeguato e bisognava perciò restare sull'altipiano, ma con la ferma intenzione di restarci pacificamente ed entro limiti sicuri. In linea di massima, occorreva per il momento accettare le proposte del Negus e poi si sarebbe visto. Insomma, nessuna politica di abbandono, sia pure graduale, ma una politica di pacifico raccoglimento. (La questione dell'Eritrea e il Governo, in. Il Mattino, 20-21 agosto 1897). Sulla varietà di opinioni in seno al ministero riguardo alla politica eritrea v. pure la testimonianza delTallora corrispondente del Times a Roma: HENRY WICKIIAM STEED, Through Thirty Years, 1892-1922. A Personal Narrative, Garden City and New York, Doubleday, Page Co., 1924, voi. I, pp. 116-117.
9) Giornalista governatore!, in L'Opinione liberale 28 agosto 1897.
*) A Massaua, ivi, 6 settembre 1897. Ma v. pure La gran collera degli africanisti, ivi, 2 settembre 1897, ove il giornale si affiancava al Corriere della Sera nella dura polemica contro gli oppositori di Bonfadini. Fra questi ultimi, uno dei più decisi era 0 presi' dente della Società di esplorazione commerciale in Africa, Vi goni, il quale rimproverò in particolare all'uomo politico lombardo di mancare della necessaria esperienza e di essere stato sempre ostile all'espansione coloniale: Da dieci anni gridiamo contro la guerra, che con tanta leggerezza e insipienza si andava facendo in Eritrea, ed invochiamo la istituzione di un governo civile; ma oggi che il Governo è entrato in quest'ordine di idee, noi non flpflflfomn purtroppo applaudire alle sue risoluzioni . Cfr. P. V., Il Governatore civile dell'Eritrea, in VEsplorazione commerciale e l'Esploratore, a. XII, fase. X, ottobre 1897, pp. 338-341.