Rassegna storica del Risorgimento

MARTINI FERDINANDO
anno <1975>   pagina <456>
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Alberto Aquarone
Uscito così di scena Bonfadini (evidentemente non del tutto di sua spon­tanea volontà), ricominciava la faticosa ricerca di un governatore civile, non senza oscillazioni che potevano giungere fino alla tentazione di lasciare ancora per qualche tempo le cose come stavano, ossia con l'autorità militare padrona assoluta del campo in Eritrea. Era appena filtrata la notizia del tramonto della candidatura Bonfadini, che già cominciavano ad essere registrate dalla stampa indiscrezioni secondo le quali il gabinetto si stava orientando nel senso di affidare il governo della colonia, per lo meno provvisoriamente, ancora ad un militare; la scelta al riguardo sembrava essere caduta sul colonnello Di Maio, addetto militare a Pietroburgo.17) Il Messaggero del 12 ottobre comunicava addirittura che quest'ultimo avrebbe affrettato la sua partenza in modo da essere a Massaua alla fine del mese nella sua nuova veste di comandante militare della colonia; tale fretta era determinata dal fatto che le condizioni generali dell'Eri­trea erano di recente parecchio peggiorate, soprattutto a causa di numerose defezioni nei ranghi delle truppe indigene e della generale sfiducia nell'Italia serpeggiante in seno alla popolazione locale.18) La candidatura del colonnello Di Maio fu invece ancor più fugace e misteriosa di quella del senatore lom­bardo. 19> A parte le continue incertezze del ministero sulla politica da seguire riguardo all'Eritrea, la situazione era resa più confusa dal fatto che la ricerca del nuovo governatore civile si intersecava con l'esigenza, ormai particolarmente avvertita dall'esecutivo, di procedere ad una riorganizzazione dei servizi cen­trali concernenti le colonie, in armonia con il generale orientamento politico diretto a concentrare nell'autorità civile quei poteri, che fino ad allora erano stati in larga parte, e talora in modo determinante, esercitati invece dall'appa­rato militare. Il trapasso dall'uno all'altro metodo di governo poneva ovvia­mente tutta una serie di problemi quanto mai delicati, primo fra tutti quello di una maggiore unità di direzione per meglio neutralizzare le persistenti vel­leità dei militari, ancora più che mai restii, in colonia, a riconoscere la supre­mazia dell'autorità civile. Significativo, a questo proposito, quanto scriveva
I7) Ma le prime voci in proposito avevano già cominciato a circolare verso la fine di settembre, come già si è visto. (V. nota 13). Il popolo romano dell'8 ottobre 1897, riferiva dal canto suo in una nota intitolata In Africa: Circa il Governatore della colonia, finora è soltanto decisa la nomina del comandante militare, nella persona del colonn. Di Maio. (...) La nomina del Governatore civile è tuttora in pectore. Fallita quella del Bonfadini, la cui designazione non si doveva fare, che ad atto compiuto, per evitare tanti commentì ed altrettanti pettegolezzi, gli on. Rudinì e Venosta non hanno ancora trovato la persona adatta. Bisogna badare che il nuovo Governatore civile sia, oltreché persona adatta al diffi­cile compito, di un temperamento calmo per evitare qualunque attrito di suscettibilità co] Comandante militare. Non è cosa facile, ma non è neppure impossibile .
,8) La situazione dell'Eritrea. Il colonnello di Maio, in H Messaggero, 12 ottobre 1897.
,9) Secondo la fiorentina Nazione, Di Maio aveva rinunciato all'incarico perché non era riuscito ad ottenere dal ministero le garanzie da lui richieste circa gli stanziamenti ritenuti indispensabili. Cfr. l'articolo del 23 ottobre 1897 dal titolo Bonfadini e Di Maio, La stessa interpretazione era avallata il giorno dopo dal Messaggero, nel dare notizia del definitivo abbandono, da parte del governo, del proposito di nominare Di Maio a coman­dante militare dell'Eritrea. (Cose d'Africa, 24 ottobre 1897). Non è improbabile tuttavia, che al rifiuto dell'alto ufficiale avesse contribuito pure la persistente incertezza su quella che sarebbe stata la ripartizione di attribuzioni fra l'autorità civile e l'autorità militare in Eritrea.