Rassegna storica del Risorgimento
MARTINI FERDINANDO
anno
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1975
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pagina
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458
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458 Alberto Aquarone
buzioni erano state nuovamente trasferite al ministero della Guerra.a) Al tempo etesso, continuavano a persistere le vestigia della tradizionale frammentazione delle competenze in materia coloniale, tanto che era non a torto ricorrente la deplorazione per il fatto che l'Eritrea vivesse in uno stato costante di confusione amministrativa, a causa di questo suo dipendere un po' da tutti: dalla presidenza del Consiglio per l'indirizzo politico generale, dagli Esteri per le relazioni diplomatiche e per buona parte dell'amministrazione, dalla Guerra e dalla Marina per la difesa e l'ordine pubblico, dalla Grazia e Giustizia per l'amministrazione giudiziaria, dalle Poste e Telegrafi per i servizi postali. Una ristrutturazione dei servizi e delle varie attribuzioni, nel senso di una loro ricomposizione unitaria, appariva così quanto mai necessaria, soprattutto in vista del passaggio dal governo militare a quello civile.
Verso la metà di ottobre cominciarono in effetti ad apparire sulla stampa quotidiana le prime notizie sul proposito del governo di istituire uno speciale ufficio per gli affari coloniali, affidandone la direzione ad un sottosegretario posto alle dirette dipendenze del presidente del Consiglio. L'iniziativa, attribuita da alcuni direttamente a Visconti Venosta, non mancò di dare subito adito a commenti e schermaglie polemiche che riportarono nuovamente in primo piano la questione eritrea ed i problemi politico-amministrativi che vi erano connessi.24) Alla reazione favorevole dei giornali più scopertamente ministeriali, sottolineanti l'urgenza di dare unità e vigore di indirizzo alla politica coloniale mediante la creazione di un unico organismo in cui si concentrassero tutti gli affari riguardanti i possedimenti ed i protettorati africani, si contrapposero subito le riserve e la diffidenza dei circoli più decisamente antiafricanisti, timorosi che la progettata istituzione dell'apposito sottosegretariato potesse costituire il primo passo verso l'abbandono di quella politica di ripiegamento in Eritrea alla quale il governo si era impegnato. Di queste preoccupazioni si fece
s) In sede di relazione della giunta generale per il Bilancio della Camera (seduta del 16 giugno 1896), il relatore, on. Pompili, tenne comunque a sottolineare che la nuova situazione doveva essere considerata provvisoria, in attesa che le circostanze consentissero di tornare di nuovo alla piena autonomia dell'Ufficio coloniale: Non essendoci da noi materia bastevole per un Ministero delle Colonie è ovvio che il Governo di queste formi una dipendenza di quello degli Affari Esteri; ed era opportuno pertanto che si fosse creato un apposito ufficio per gli affari coloniali, i quali, moltiplicandosi sempre più, chiedevano sempre maggiore studio ed operosità. Tale ufficio è stato ora sciolto, attribuendosi tutti quegli affari ad una Sezione della Divisione Politica. La misura corrisponde allo stato presente delle cose, quando la guerra sopraffa ogni attività, ogni altro bisogno, ogni altro studio. Ma se, come di cuore speriamo ed auguriamo, verranno per la nostra colonia i giorni di normale vita pacifica, questo Ufficio forzatamente rinascerà e sarà come un'arra dell'indole della Colonia, al pan della sua dipendenza dal Ministero degli Affari Esteri, al quale, anche per questo concetto, ci parrebbe pericoloso sottrarrle l'indirizzo e l'Amministrazione . La relazione è citata hi II governo dei territori oltremare, cit., pp. 15-16.
23)) Sulla organizzazione dei ministeri e sulle relative attribuzioni, nel periodo che qui interessa, si veda R. POHUINI, / ministeri, in Primo trattato completo di diritto amministrativo italiano, a cura di V. E OH LANDÒ, Milano, Società Editrice Libraria, s.a., voi. 1, pp. 449-760.
2*) Nel dare fra i primi notìzia del progetto governativo, il Messaggero specificò che il nuovo ufficio autonomo, voluto probabilmente dallo stesso Visconti Venosta, sarebbe stato presso a poco come il ministero delle Colonie in Francia . Cfr. Cose d'Africa Il segretariato coloniale, 17 ottobre 1897. II riferimento ad un vero e proprio ministero delle Colonie non poteva, ovviamente, non allarmare gli antiafricanisti.