Rassegna storica del Risorgimento
MARTINI FERDINANDO
anno
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1975
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pagina
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461
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F. Martini governatore in Eritrea
461
Alla fine -di ottobre, il problema eritreo sembrava cosi più che mai ad un punto morto. Commentava amaramente il Messaggero:
La questione dei confini è ... sospesa; del famoso governatore civile non si ha più il coraggio di parlare; i probabili governatori militari non ne vogliono sapere della colonia Eritrea perché pretenderebbero 30 milioni all'anno per mantenere l'altipiano, compresa Cassala; e eoa fra queste incertezze, fra questi tentativi vari, fra le polemiche più oziose, si cerca di guadagnar tempo, forse colla speranza che la questione africana abbia a risolverla il buon Dio, in un giorno di buona volontà. 3)
Quasi contemporaneamente, la Critica sociale così registrava il fallimentare bilancio, a giudizio per lo meno dei socialisti, della gestione Rudini:
Guardatelo nella questione africana, che è quella che pur l'ha messo e lo tiene al potere. Che cosa vuole egli o a che mira? Già, non parliamo di soluzioni radicali: si sa chi e che cosa non lo consente. Contentiamoci di una qualsiasi soluzione intermedia. Ma a quale soluzione moviamo?
Resteremo al vecchio confine? Lasceremo l'altipiano, come fu solennemente promesso? E le zone d'influenza, il famoso Hinterland del manifesto elettorale, chi ce ne sa dare novèlle? Avremo uà Governo militare? Un Governo civile? L'avremo a Roma? L'avremo a Massaua? Chi vi manderemo? Bontadini? ringoiato. Di Maio? liquidato. Lamberti? svaporato. Tutto ciò in poco più o poco meno d'una settimana. E il sottosegretariato delle colonie? Spuntato e sepolto anch'esso; salvo rispuntare. Ogni giorno è un nuovo gioco di bussolotti. Là, la e là! Non si dirà che manchi di prestigio un Governo così giocoliere. Il generale Sani, il nuovo sottosegretario in pectore, è messo per intanto alla prefettura di Firenze.31)
In realtà, proprio in quei giorni in cui da più parti si andava lamentando il vicolo cieco in cui sembrava fosse andata a cacciarsi, e per chi sa quanto
amministrativi, contabili e di tutte le questioni di natura politico-commerciale che vi si connettono . In un altro schema di decreto veniva precisato che tale ufficio sarebbe stato posto oc sotto la immediata direzione di un sottosegretario di Stato , il quale avrebbe dovuto sostenere in Parlamento la discussione degli atti e delle proposte relativi agli affari coloniali . Un altro schema di decreto abbandonava però, probabilmente a seguito dei dubbi di natura costituzionale sopra accennati, l'idea di un sottosegretariato, stabilendo invece ohe l'annninistrazione della Colonia Eritrea sarebbe stata posta sotto la dipendenza della Presidenza del Consiglio dei Ministri e che il bilancio della colonia stessa sarebbe stato amministrato dal governatore alla dipendenza e sotto la responsabilità del Presidente del Consiglio dei Ministri . Infine, un ultimo schema di decreto, datato 4 novembre 1897, così disponeva: ce Art. 1. Gli uffici che attualmente trattano gli affari d'Africa presso i ministeri degli Esteri e della Guerra sono riuniti in un'unica Direzione Generale. Art. 2. La Direzione Generale per gli affari coloniali sarà diretta da un funzionario superiore dello Stato. Art. 3. Fino a nuova disposizione, la Direzione Generale per gli affari coloniali sarà alle immediate dipendenze del ministro degli Affari Esteri. In realtà, fu solo nell'aprile del 1900 che, con apposito decreto reale, l'Ufficio coloniale venne distaccato dalla Direzione degli affari politici e posto alle dirette dipendenze del ministro. La sua piena autonomia fu poi ribadita e anzi rafforzata nel nuovo ordinamento dato alla struttura burocratica del ministero degli Esteri da Prinetti, con R.D. 2 gennaio 1902, n. 2.
3) Sospensione generale, in II Messaggero, 30 ottobre 1897.
31) C. S., Governo a dondolo, in Crìtica sociale, a. VII, n. 21, 1 novembre 1897, pp. 321-322. In effetti Giacomo Sani, maggior generale commissario nella riserva ed ex deputato, resse la prefettura di Firenze dal 1 novembre 1897 al 15 maggio 1898. Cfr. MARIO MISSORI, Governi, alte cariche dello Stalo e prefetti del Regno d'Italia, Roma, Ministero dell'Interno, 1973, p. 356.