Rassegna storica del Risorgimento

MUSEO DI CAPRERA
anno <1976>   pagina <132>
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Vita dell'Istituto
figuravano il disegno, la ginnastica e l'apprendimento di un mestiere. Al riguardo, con gesto munifico Amalia De Cesaris Nicelli legò all'erigendo Istituto tutte le sue sostanze ohe pe­raltro risultarono insufficienti per poterlo realizzare subito. Il disegno della testatrice potè essere attuato solo il 1 maggio del 1875 quando venne inaugurata la sede allestita mediante l'aiuto finanziario di due altri benefattori: il sacerdote don Antonio Cella e l'avv. Luigi Ceruti. Molto più tardi l'istituzione si trasformò in - Scuola d'Arti e Mestieri " anch'essa resa funzionante in virtù di un contributo di un consorzio ed alla munifica elargizione dclTavv. Spartaco Coppellotti da cui la scuola stessa prese il nome. La Sala di Lavoro f De Cesaris' Nicelli " continuò tuttavia ad aiutare i fanciulli bisognosi ed è attiva tuttora mediante l'assegnazione di borse di studio.
La serie delle interessanti comunicazioni veniva esaurita dalTavv. Corrado Sforza Fo­gliarli che ha trattato delle "Relazioni prefettizie sullo spirito pubblico a Piacenza nella seconda metà dell'Ottocento ". Per questo studio il relatore ha utilizzato l'importante ed ine* dita documentazione originale esistente a Roma presso l'Archivio Centrale di Stato perché, quella che un tempo si conservava a Piacenza negli archivi della Prefettura, purtroppo è andata completamente distrutta subito dopo l'ultimo conflitto. Si tratta delle relazioni " riser­vate -- che i Prefetti del Regno inviavano periodicamente al Governo centrale e che costitui­scono, senza alcun dubbio, una delle più interessanti e preziose fonti per l'indagine storica sul periodo post unitario.
La relazione prefettizia presa in esame da Corrado Sforza riguarda il 1883: articolata su due rapporti semestrali, offre aspetti di vivo interesse locale. Autore della relazione stessa era l'allora prefetto avv. Cornerò, piemontese, già aderente in gioventù alla " Giovane Ita­lia " e, successivamente, compreso tra i compilatori dell'indirizzo inviato a Carlo Alberto perché il sovrano iniziasse la riforma civile e politica del Paese. Deputato al Parlamento per sette legislature il Cornerò, scelta la carriera prefettizia e nominato Senatore, era giunto a Piacenza dopo aver retto le province di Catanzaro, Ravenna, Bologna, Siena e Livorno. Ap­pena giunto a Piacenza si era venuto a trovare subito nel vortice di una battaglia elettorale rovente e preparatoria delle elezioni politiche del 7 gennaio 1883 che vide fronteggiarsi due schieramenti: quello dei ** progressisti " che caldeggiava la candidatura di Felice Cavallotti e quello dell'" Unione liberale-monarchica " che puntava sulle elezioni del principe romano* Emanuele Ruspoli. A rinfocolarne la campagna elettorale tenuta viva dal foglio locale " Il Progresso era intervenuto in quei giorni un nuovo giornale. " La Libertà ", che nessuno aveva mai visto prima di allora. Lo aveva fondato il dr. Ernesto Prati che si trovò ben presto a difendere i suoi ideali liberali con la spada, in duelli, oltre che con la penna. Nelle vota­zioni del 7 gennaio nessun candidato risultò eletto ma, in quella di ballottaggio della dome­nica successiva ottenne la vittoria, sia pure per pochi voti, il " progressista " Cavallotti. Rife­rendosi ad una successiva tornata elettorale nella quale invece venne eletto il Iiberal-monar-chico Ruspoli, il prefetto Cornerò così scriveva al Governo: " L'elezione dell'on. Cavallotti risvegliò il partito monarchico-liberale, che rinvigorito da nuovo elemento giovane assicurò la vittoria al suo candidato Principe Ruspoli ". A parere dell'avv. Sforza I,u elemento giovane" cui si riferiva il Cornerò forse era proprio il dr. Prati unitamente ai collaboratori di " Li­bertà".
Per quanto riguardava lo spirito pubblico nella nostra provincia, il prefetto annotava che nel secondo semestre del 1883 i reati minori avevano registrato un aumento rispetto a quelli avvenuti nel semestre precedente, mentre non se ne dovevano segnalare di gravi. La maggior parte della popolazione piacentina mostrava un contegno " soddisfacente " anche perché secondo il Cornerò il Governo aveva mostrato fermezza nei confronti dei par­titi " sovversivi " t ra i quali l'alto funzionario indicava quello " progressista-radicale " la cui attività, tesa a far proseliti soprattutto tra gli elettori rurali era stata fortemente contrastata dal partito ** liberale-monarchico D partito dei cattolici o " clericali ", che il prefetto giu­dicava attestato su posizioni di astensione e di riserva, veniva invece definito come un par­tito nel quale militavano diversi fanatici ed intransigenti che non volevano adattarsi alla nuova situazione politica. Lo schieramento dei ** democratici " era invece ritenuto poco con­sistente, composto di elementi culturalmente scarsamente preparati, privo di mezzi econo­mici per cui al partito era impedita la necessaria efficienza.
Il relatore, infine, riferiva sulla seconda parte della relazione prefettizia del 1883 la