Rassegna storica del Risorgimento

STATO E CHIESA; TAPPARELLI LUIGI PADRE
anno <1976>   pagina <139>
immagine non disponibile

FONTI E MEMORIE
STATO E ORDINI RAPPRESENTATIVI JL NEL PENSIERO DI LUIGI TAPARELLI D'AZEGLIO
1. Dagli scritti del Taparelli non emerge una chiara e sistematica conce­zione delio Stato. Essa si compone in modo piuttosto disarticolato attorno ad alcuni principi ricorrenti che costituiscono i sostegni, anche essi peraltro non sempre univoci, di un fluttuante insieme di proporzioni. Alla base di queste ultime c'è una serrata e implacabile critica alle organizzazioni statali moderne e ai loro presupposti ideologici che l'autore si studia di demolire con razionale rigore di argomentazioni perché, pur nella ferma convinzione ohe assai più utile sarebbe alla società l'obbedire senza sapere che il sapere (come oggi accade) senza obbedire,1) ritiene che tale tipo di argomenta possano trovare più credito, nel suo tempo, di quelli fondati puramente sulla fede. In realtà, però, tutta la sua costruzione teorica si basa su presupposti teologici ed è forte­mente permeata di elementi dogmatici, tanto che in definitiva ogni critica alle istituzioni moderne può essere ricondotta alla 'Stigmatizzazione dello spirito e della cultura nate dalla Riforma e alla intollerante difesa del Cattolicesimo. Dalla radice protestante e dalla deviazione eterodossa Taparelli fa derivare direttamente gli sviluppi ideologici e politici che sfoceranno nella rivoluzione francese e nella nascita dello Stato moderno che, pertanto, sarebbe viziato sin dalla sua origine da un errore di fondo, causa di ogni rovina dei tempi più recenti.
Caratteristica è l'argomentazione fondamentale sulla quale si basa la sua violenta crìtica alla teoria roussoviana del contratto sociale definito romanzo filosofico : 3) egli respingo con sdegno le posizioni del settecentesco Spedalieri e del contemporaneo Mamiani che ritrovavano le lontane origini di quella teoria nella dottrina di S. Tommaso4' e ne dimostra con puntiglioso sarcasmo la na­tura irrealistica e antistorica dovuta al fatto che i Buoi sostenitori, seguaci del sofista di Ginevra , preferiscono stiracchiare il fatto al sistema anziché appoggiare il sistema sul fatto .5) Così al Bnrlamaqui rimprovera l'immaginosa finzione di un idilliaco stato iniziale dell'umanità che non trova alcun riscontro nella reale vicenda storica e allo Spedalieri la ingenua fiducia nella ragione umana che al contrario è soggetta a innumerevoli inganni per cui la natura non le dà dizitto se non quello di seguire altra ragione più oretta, più certa, più ferma, cioè le dà il diritto di dipendere da altri per conseguire il proprio fine .6) La teoria del contratto sociale, nonostante l'apparenza, degraderebbe
n L. TAPAHELLI D'AZEGLIO, Saggio teoretico di diritto naturale appoggiato sul fatto, 8* ed., Roma, 1949, voi. II, 1011.
2) L, TAPABELLI D'AZEGLIO, Esame critico degli ordini rappresentativi nella società moderna, Roma, 1854, voi. I, p. 65 e passim.
3> L TAPARELLI, Saggio teoretico tal., voi. I, 482.
*> Ivi, voi. II, CVI.
S) Ivi, voi. I, LXVHL
Ivi, 575.