Rassegna storica del Risorgimento
AGRO ROMANO BONIFICA; ITALIA LEGISLAZIONE 1870-1900
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1976
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Mirella Scardozzi
Società, sorta nel 1869 da una vivacissima ripresa del dibattito sulla bonifica, ottiene di trasformarsi in Comizio Agrario Romano il 22 gennaio 1871: tra i suoi soci essa conta proprietari e mercanti di campagna, liberali e clericali.S) Il clima, in questo primo periodo, è piuttosto ottimistico: persino Bettino Ri-easoli, certo non sospettabile né di incompetenza né di ingenuità, in una lettera al Salvagnoli manifesta la sua fiducia nella soluzione del problema, attraverso la divisione dei grossi possedimenti ... in preselle, di estensione ciascuna da potersi lavorare da una piccola famiglia di agricoltori e farne la vendita col prezzo in mano, con la condizione della casa da farsi in breve tempo... come si è fatto in Toscana. Questa cosa può farla un Comune, la Provincia, un Istituto di beneficenza... la faranno, sebbene con più indugio, attesa la estesa massa dei terreni, per i possessi rustici delle fraterie .6)
In questi anni, scorrendo le pagine nel Bollettàrio Agrario Romano, organo del Comizio, si ha l'impressione di un certo dinamismo anche nell'ambiente agricolo romano. Tra gli ultimi mesi del 1870, infatti, e l'inizio del 1871 è in via di costituzione a Roma una società anonima per l'impianto di uno zuccherificio, la quale volendo profittare dell'incolti terreni che fanno triste e malefica corona alla Capitale d'Italia, anelerà necessariamente ad immegliarne l'aria; i terreni dell'Agro sono giudicati adattissimi alla coltura della barbabietola e si chiede solo al Governo, per facilitare l'impresa, di curare le opportune disposizioni onde i latifondi, che furono e sono la prima, unica e vera sorgente di miseria e di malattia, siano restituiti al lavoro e ai bisogni delle classi agricole e industriali .7) La società effettivamente si costituisce, con la presidenza di G. di Carpegna, ma lo zuccherificio viene costruito a Rieti; 8> nell'Agro non si va al di là di esperimenti di coltivazione.9)
Le relazioni del Comizio Agrario sullo stato dell'agricoltura segnalano una certa espansione della superficie coltivata a cereali, l'introduzione di aratri più perfezionati, di erpici, di seminatrici e la generalizzazione dell'uso delle trebbiatrici.
5) li primo consiglio direttivo del Comizio Agrario, solo leggermente modificato rispetto a quello precedente della ce Società d'incoraggiamento , è cosi composto: pres. F. Pallavicini; vice-pres. F. Campello, F. Piacentini; cassiere F. Orsini; segr. G. di Carpegna, G. Troiani (Bollettino Agrario Romano, a. 1871, p. 125).
6) Lettere e documenti del Barone B. Ricasoli, pubblicati per cura di M. TABARRINI e A. GOTTI, Firenze, 1895, voi. X, pp. 261-263.
7 Bollettino Agrario Romano, a. 1871, f. III, p. 83 (d'ora in poi cit. Boll. Agr. Rom.).
8) Ivi, a. 1872-73, p. 203. Partecipano all'impresa la Banca Agraria Romana, la Banca Agraria di Milano, la Banca di Reggio Calabria.
" Si ha notizia di esperimenti di coltivazione nella tenuta di Grotta Rossa, in affitto a F. Piacentini, nel 1871; in quella di Fonte di Papa, presso Monterotondo; in un'altra del Tucci-Savo, presso Castellacelo, dove esisteva un altro zuccherificio fondato in periodo papale. Nella Inchiesta Agraria non si fa cenno a tale coltura.
W) Le trebbiatrici erano state introdotte nell'Agro, ad opera del princ. F. Borghese, fin dal 1840. Cr. C. DE CUPIS, Le vicende dell'agricoltura e della pastorizia nell'Agro Romano, Berna, 1911, p. 414. Nel Boll. Agr. Rom., a. 1871, pp. 65-79, Generalità dell'agricoltura dell'Agro Romano, ai afferma: e il numero delle trebbiatrici a vapore in questi ultimi anni è prodigiosamente cresciuto; tanto che l'antica battitura del grano a cavalli è pressoché da peri ulto andata in disuso e ben oltre 120 trebbiatrici hanno funzionato questa estate 9. Per le variazioni della coltura granaria, cfr. nota 29.