Rassegna storica del Risorgimento

AGRO ROMANO BONIFICA; ITALIA LEGISLAZIONE 1870-1900
anno <1976>   pagina <184>
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Mirella Scardozzi
del contratto enfiteutico, Salvagnoli, di Carpegna, G. B. Pericoli, sono critici molto severi dèi sistema produttivo vigente nelle campagne romane: finché dura il latifondo sarebbe un'utopia il supporre che privati proprietari potes­sero invogliarsi soltanto di tentare la intera coltivazione di una sola delle loro immense proprietà... anche dopo seguito il bonificamento idraulico delle nostre campagne; la liquidazione delle terre dell'Asse offre un'occasione irripetibile di ottener subito la divisione di una parte dei latifondi dell'Agro Romano, che può farsi senza ledere il diritto di proprietà e di giustizia... .w) Si so­stiene la cessione in enfiteusi piuttosto che la vendita immediata (adottata gene­ralmente nelle altre regioni d'Italia), perché essa faciliterebbe la suddivisione del latifondo; perché sarebbe possibile subordinare la possibilità di affrancar zione del canone al compimento di alcuni miglioramenti fondiari; perché infine si allargherebbe la cerehia dei possibili proprietari e si lascerebbe loro mag­gior disponibilità di capitale liquido. Ritorna con insistenza l'esempio delle allivellazioni toscane del '700 e '800: in realtà però non si mira alla formazione di quelle preselle da potersi lavorare da una piccola famiglia , cui accen­nava il Ricasoli, quanto invece alla eliminazione delle tenute più estese (gli stessi proponenti oscillano abbastanza nell'indicare l'ampiezza dei lotti); una prima grossolana suddivisione della proprietà, che, mentre renda possibile pro­seguire il vecchio sistema di sfruttamento agricolo, ponga nel contempo l'enfi -teuta in condizione di poter eseguire in piccole proporzioni, secondo le forze dei suoi privati capitali e a misura che ottiensi il bonificamento idraulico, la miglior coltura dei terreni, escludendo gradatamente il vecchio sistema... .16) Non si pensa quindi alla formazione di piccoli proprietari, ma a facili-tare il più possibile l'acquisto di terra da parte dei mercanti di campagna e a pro­muovere la loro trasformazione da intermediari di pascoli a moderni impren­ditori agricoli.
Questa proposta, apparentemente così razionale e sensata, si scontra però contro la decisa opposizione della maggior parte dei romani presenti: e romani del livello di un P. Pericoli, direttore, tra l'altro, del Banco di S. Spirito, Ferri e Gori-Mazzoleni, tra i più potenti mercanti di campagna. Oltre a non passare in Commissione,17) la proposta di enfiteusi non è appoggiata neanche dal go­verno, durante la discussione in Parlamento sulla estensione alla provincia di Roma della legge eversiva dell'Asse Ecclesiastico: un emendamento del Salva­gnoli in questo senso viene accolto solo come raccomandazione alla Giunta liquidatrice. w)
Appena pochissimi giorni dopo l'approvazione della legge, però, i soci del Comizio Agrario sono chiamati in assemblea generale col seguente ordine del giorno: Convenienza di attuare il sistema di enfiteusi afirancahile solo dopo 10 anni per i beni di manomorta nell'Agro Romano : i sostenitori del­l'enfiteusi cercano ancora di far pressione sul governo perché quest'ultima
15> Jfftt Allegato F, Dell'enfiteusi dei beni rustici posseduti dalla mano-morta laica ed ecclesiastica nell'Agro Romano,, p. 237.
1*> Ivi, p. 264.
17) Votano a favore della proposta di cessione in enfiteusi dei beni ecclesiastici 11 mem­bri della Commissione; 6 sono invece contrari (P. Perìcoli, L. Jacobini, C. Possenti, P. Ba­i-ilari,? A. Gori-Mazzoleni, F. Ferri).
IO ATTI PABLAMENTAM - Leg. XI, sess. 1871*78 - DISCUSSIONI CAMERA (d'ora in poi <dt. CAMERA O SENATO ...).