Rassegna storica del Risorgimento
AGRO ROMANO BONIFICA; ITALIA LEGISLAZIONE 1870-1900
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La bonifica dell'Agro romano
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venga adottata nella più larga misura possibile. La discussione in assemblea e accesissima: C. Ohlsen presenta un ordine del giorno favorevole alla vendita immediata; scoppia un (non meglio specificato) vivo incidente tra Ferrajoli e Burdin da una parte, G. B. Pericoli dall'altra. Probabilmente, solo grazie al falto che un gran numero di soci abbandona Paula dopo l'incidente suddetto viene approvato a grande maggioranza l'ordine del giorno presentato dal Pericoli: non senza alcune, significative, modifiche, nel senso della attenuazione degli obblighi di miglioria e ampliamento della superficie dei lotti.19) Analoga risoluzione viene approvata il 6 agosto 1873 dal Consiglio comunale. La polemica continua in modo molto duro. Si schierano a favore dell'enfiteusi L'Economista d'Italia e L'Opinione; contraria in genere la stampa clericale, ma non solo essa; in Consiglio provinciale è ancora il Gori-Mazzolenà (futuro acquirente di ben ha 8.222 dalla Giunta liquidatrice nel solo Agro) a proporre e ottenere la sospensione del consueto sussidio al Comizio, perché esso, anziché di lavori e progetti seri, si è occupato di cose di poco momento ed anche dannose all'agricoltura.20)
Finalmente nel maggio 1874 la Giunta concede le prime tenute in enfiteusi: F. Piacentini ottiene ben ha 1.896, B. Sforza-Cesarini ha 1.290, G. Pinella ha 268. 21-' Si apre il dibattito anche all'interno degli stessi sostenitori dell'enfiteusi: il Salvagnoli protesta contro gli oneri eccessivi imposti dal capitolato speciale; W R. Pareto obietta, a chi avrebbe voluto una maggior suddivisione, che bisognava allettare i mercanti di campagna, soli agricoltori romani, a diventar proprietari... se si suddividevano le tenute... i mezzi attuali di coltivare avrebbero dovuto mutarsi tutt'ad un tratto... ;23) il Comizio sottolinea che, dato che il governo non sembra in grado di intraprendere le opere di bonifica, si fa problematica la coltura dei fondi spartiti e concessi in enfiteusi; ... da questo lato non rimane altro ad intromettersi almeno per qualche tempo.2*)
Alla prova dei fatti, fallì in pieno questo primo tentativo di operare una svolta nella storia agraria della Campagna Romana: non solo le terre concesse in enfiteusi furono poche rispetto a quelle vendute, ma non si ebbe frazionamento, pur parziale, di proprietà, né entrarono nomi nuovi nell'ambiente agrario romano; W aristocratici e mercanti di campagna, acquirenti o enfifceufci delle
W) Boll. Agr. Rom., a. 1872-73, pp. 708-726.
20) CONSIGLIO PROVINCIALE DI ROMA, 9 giugno 1874. La presa di posizione del Gori-Mazzoleni in Consiglio provinciale suscita una durissima replica da parte del Comizio Agrario, che lo accusa di contrastare il Comizio stesso perché fine massimo dell'istituzione è * ...quello di studiare i bisogni, il mezzo, le difficoltà che sorgevano a soddisfare la necessaria trasformazione della deserta campagna romana in un fertile ed ubertoso terreno (Boll. Agr. Rom., a. 1873-74, pp. 383).
21) L'Opinione, 24 maggio 1874.
22) Ivi, 27 giugno 1874.
23) Boll. Agr. Rom., a. 1875, pp. 82*83. Il Pareto era stato tra i principali elaboratori del capitolato di enfiteusi, riportato per esteso nell'articolo citato.
Ì4) Boll. Agr. Rom., a. 1873-74, p. 344: Atti del Cornino - Riunione del 31 maggio 1874.
25) cfr. P. MELOGRANI, La liquidazione dell'Asse Ecclesiastico a Roma, in Rassegna storica del Risorgimento, a. 1957, n. 2-3: sui 60. 000 ha liquidati furono concessi in enfiteusi ha 16.669. Per i nomi degli acquirenti e degli enfiteli ti, la superficie dei lotti, ì canoni e prezzi d'incanto e di delibera, ed altre notizie sull'operato della Giunta liquidatrice
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