Rassegna storica del Risorgimento
AGRO ROMANO BONIFICA; ITALIA LEGISLAZIONE 1870-1900
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186 Mirella Scardozzi
terre liquidate, continuarono, salvo rare eccezioni, a condurle secondo i vecchi metodi.26) Il motivo di tale fallimento non è tanto da ricercarsi nella scarsa consapevolezza, a livello governativo, delle possibilità di rinnovamento offerte da una occasione tanto propizia, nel fatto che si tennero esclusivamente presenti le necessità finanziarie dello Stato,27) quanto piuttosto nella forza degli interessi legati alla struttura agraria consolidata nella Campagna Romana, nella effettiva mancanza di crepe al suo interno.
Quei fermenti rinnovatori infatti, che abbiamo segnalato per gli anni immediatamente successivi all'Unità, si rivelano col passare del tempo nienl'altro che increspature su una superficie sostanzialmente immota. A cominciare dal 1874-75, e per tutta la durata della grande crisi agraria, sembra accelerarsi nella Campagna Romana il processo involutivo ottocentesco segnalato dal De Felice.28) La coltura granaria diminuisce rapidamente fino a ridursi, intorno al 1890, ad una superfìcie insignificante; unica novità di rilievo nella tecnica colturale è la scomparsa dalle prescrizioni contrattuali del divieto di rompere le valli.29) Egualmente in diminuzione è il bestiame bovino: nonostante gli alti prezzi della carne in Roma, non solo non si sviluppa un moderno allevamento etabulato, ma diminuisce anche quello brado, risultando sempre più conveniente riservare i pascoli alle pecore.30) H numero degli ovini che scende a evernare nella Campagna Romana, infatti, aumenta costantemente nell'ultimo trentennio del secolo, passando dai 340.000 capi circa in media negli
nell'Agro, almeno fino al 1881, cfr. R. CANEVARI, Note alla carta agronomica dei dintorni di Roma. Appendice, in Monografia della città di Roma cit.
**) W. SOMBART, La Campagna Romana, Torino, 1891, p. 186: ...tutti hanno preso in enfiteusi il terreno al solo scopo dì estendere il pascolo per le greggi e coll'inten-dimento preconcetto di non mantenere gli obblighi contrattuali... . H solo F. Piacentini sembra realizzare quelle migliorie di cui era stato tra i più convinti propagandisti: da una relazione di una commissione del Comizio, incaricata di visitare le sue tenute (S. Maria di Galeria, Valchetta e Primaporta), si deduce che egli ha ristretto la coltura dei cereali alle zone in pianura, introducendo la rotazione continua; ha migliorato i pascoli e costruito alcune tettoie per gli ovini. Valchetta è citata a modello anche da G. VALENTI, La Campagna romana e il suo avvenire economico e sociale, in In., Studi di politica agraria, Roma, 1914 (ma lo scritto è del 1893), in cui si parla, accanto a numeroso bestiame ovino e bovino allo stato brado, di un inizio di allevamento bovino stabulato.
27) Sembra essere l'ipotesi accennata dal Melograni, op. cit., p. 472.
M) R. DE FELICE, op. cit., pp. 109 sgg.
2?) Dalle relazioni del Comizio agrario al Ministero di Agricoltura si ricavano i seguenti dati sulla superficie annualmente coltivata (cioè seminata a cereali) nell'Agro:
1870-71 ha 21.643 1974-75 ha 17.703
1871-72 21.691 1875-76 14.034
1873-74 23.729 1876-77 12.378
Superfluo forse precisare che questi dati possono solo essere indicativi di una linea di tendenza, data la scarsa precisione delle rilevazioni.
Per quanto riguarda l'innovazione nella tecnica colturale, cfr. nota 26 e Atti della Giunta per Ut Inchiesta Agraria e sulle condizioni della classe agricola, XI, Roma, 1884, p. 717: a mentre nei contratti antichi ai escludeva dalla coltura principalmente le valli... oggi invece, con un vero progresso è più sovente accordata la coltivazione delle valli e proibita sul colli e sui monti .
30) Dalle solite relazioni del Comizio risulta che i bovini nell'Agro scendono da 34.600 nel 1870 a 28.682 nel 1881*82. La diminuzione del bestiame bovino è poi continuamente segnalata dalla pubblicistica.