Rassegna storica del Risorgimento

AGRO ROMANO BONIFICA; ITALIA LEGISLAZIONE 1870-1900
anno <1976>   pagina <187>
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La bonifica dell'Agro romano
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anni 1870-1874 ad una cifra quasi costantemente al di sopra delle 450.000 unità tra il 1885 e il 1895.31) L'aumento costante dei redditi di proprietari e mer­canti di campagna, segnalato dal Sombart,32) è dovuto appunto alla pastorizia, sia attraverso l'allevamento esercitato in proprio dal mercante di campagna sia attraverso il subaffitto del pascolo iemale ai moscetti dell'Appennino Centrale.
Dato un tale andamento del reddito agrario, e pur non tenendo presenti le allettanti occasioni di investimento nella speculazione edilizia e nelle imprese finanziarie che si schiudono in questo periodo nella capitale, è facile spiegare il disinteresse o addirittura l'avversione dei proprietari e mercanti di cam­pagna romani verso l'intensificazione colturale, verso investimenti di capitale nell'agricoltura.
Una volta esauritasi infatti la discussione sulla liquidazione delle terre dell'Asse, il dibattito all'interno dell'ambiente agrario romano perde notevol­mente di vivacità: non si parla più non solo di frazionamento del latifondo, ma neanche molto di miglioramenti realizzabili all'interno dei rapporti pro­duttivi dati; ritorna con monotona insistenza solo la richiesta di risanamento delle zone paludose, da realizzarsi a spese dello Stato. L'iniziativa nella que­stione dell'Agro passa ormai in altre mani: è Giuseppe Garibaldi, nella sua permanenza a Roma come deputato, a risollevare per primo il problema.
I progetti dì Garibaldi per il porto di Roma e per la bonifica dell'Agro assumono, si è detto, il segno di una contrapposizione complessiva alla politica della Destra per Roma.33) La Capitale infatti sottolinea più volte la ostilità del Sella e di circoli che hanno relazione col Campidoglio ai progetti di Garibaldi : per essi è assai più urgente la costruzione di case che la sistema­zione del Tevere e il bonificamento dell'Agro Romano;34) in particolare per l'Agro si afferma che Non è né un Minghetti né qualsiasi altro ministero di Destra, possiamo anzi dire, non è ài sistema attuale che possa render possi­bile così grande impresa... Il sistema attuale non può senza distruggere la propria essenza... toccare i diritti dei principi, dei grandi signori che possie­dono tratti immensi dell'Agro Romano e si contentano di farci pascolare sopra degli armenti .35 ' Garibaldi, però, deludendo le speranze della sinistra più radicale, non dà alla sua battaglia per il Tevere e per l'Agro un accento rivoluzionario , ma conduce invece una capillare opera di mediazione alla ricerca di alleanze e di appoggi concreti.36! Fa scalpore, in questo senso, susci­tando le proteste della stampa clericale e l'imbarazzo di quella radicale, lo
31 ) COMIZIO AGRARIO, Bestiame ovino che scende a svernare nella Campagna ro­mana , in Rivista agricola romana, a. 1896, n. 6, p. 124.
32) Op. cil.. pp. 131 sgg.: ... In quest'ultimo secolo il prezzo d'affìtto è cresciuto del 100 ... mentre tutta l'Europa agricola occidentale soffre di una terribile crisi agraria, mentre da ogni lato ai verifica un abbassamento sconsolante nei prezzi di acquisto e di af­fìtto dei terreni... nella Campagna Romana i proprietari e i fittavoli si trovano nelle mi­gliori condizioni .
M) A. CARACCIOLO, Roma capitale dal Risorgimento alla crisi dello Stato liberale, Roma 1956 (2 cdiz., 1974), pp. 87-95, cui rimandiamo per una più puntuale trattazione del­l'argomento.
3*) La Capitale, 6 febbraio 1875.
35) Ivi, 31 gennaio 1875.
36J Cfr. A. CARACCIOLO, op. cit. Tra l'altro il generale riceve anche una delegazione del Comizio agrario, che lo nomina socio onorario: cfr. Boll. Agr. J?om., a. 1875, pp. 113 sgg.