Rassegna storica del Risorgimento

AGRO ROMANO BONIFICA; ITALIA LEGISLAZIONE 1870-1900
anno <1976>   pagina <192>
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Mirella Scardozzi
monte radicali, osserva: Quali furono i motivi che spìnsero la Commissione a dare questo colpo di arresto, non è agevole rilevarlo dagli atti che sono stati pubblicati e noi crediamo che i vecchi pregiudizi, i forti interessi eransi coaliz­zati ad aver causa vinta.61) L'opposizione dei -proprietari si manifesta infatti, apertamente, con uno. petizione presentata nel maggio del 1882 dal Comizio Agrario: il rifiuto del progetto è netto e indiscusso, si avanza anzi un vero e proprio controprogetto, basato su varie forme di incentivazione da parte dello Stato, dallo sviluppo della viabilità, al credito a moderato interesse e a lunga scadenza , fino addirittura ai titoli gentilizi territoriali ; il tutto sorretto naturalmente dalla fiducia che ... i possessori di terre dell'Agro Romano si fa­ranno volenterosi esecutori dì questa grande opera di trasformazione, richiesta da vitali interessi economici e sociali e ed tempo stesso utilissima al loro pri­vato interesse.62)
Il fatto è che la proposta Baccarini, se pur estremamente limitata, legava la trasformazione colturale alla modifica dei rapporti di produzione, tentando di creare nell'Agro Romano una fascia di piccola proprietà attraverso l'enfiteusi. Il suo affossamento segnò un'altra vittoria dei proprietari e mercanti di campagna romani: nel successivo progetto, presentato alla Camera pochi mesi dopo e che riuscì finalmente a diventare legge, abbandonata ogni velleità di intervento sui rapporti di produzione, si affidò l'attuazione della bonifica agli stessi proprietari.
Il progetto di legge, presentato alla Camera dei Deputati dai ministri Berti, Magliani e Baccarini, dichiara la obbligatorietà del bonificamento agrario per tutti i proprietari dei terreni compresi nella zona di circa 10 km dal centro di Roma. I suddetti proprietari erano cioè tenuti ad attuare a loro spese i piani di trasformazione fondiaria elaborati da una Commissione di nomina reale. In caso di inadempienza, il governo aveva la facoltà di espropriare i terreni, con le mo­dalità dell'esproprio per causa di pubblica utilità, oppure di occuparli, eseguire i miglioramenti agrari e poi restituire i possessi migliorati al proprietario, te­nuto a pagare la spesa di bonifica in rate annuali, entro venti anni. Si proibiva inoltre nella zona dei 10 km il pascolo dei bovini allo stato brado. Si prevede­vano anche delle facilitazioni per coloro che avessero eseguito i miglioramenti prescritti dalla Commissione, non tali comunque da alterare il carattere essen­zialmente coercitivo della legge stessa. Un progetto quindi apparentemente molto draconiano : contro coloro che chiedono di affidare il miglioramento agricolo alla libera iniziativa privata, al tornaconto , il Berti dichiara la sua ferma convinzione che ... non bisogna esagerare il diritto di proprietà... la proprietà non ha diritti illimitati, immutabili, intangibili... lo Stato ha il diritto e il do­vere d'imporre ai proprietari la coltivazione assai meno estensiva di quella che oca si fa nella Campagna Romana .63)
Il progetto Berti suscita nei proprietari ed affittuari romani una reazione diversa da quella che abbiamo visto per il progetto Baccarini del 1880: non tuia contrapposizione netta, di principio, ma una discussione punto per punto del
**> M. BELTBANI SCA.UA, Il bonificamento dell'Agra Romano con la manodopera dei condannati, Roma, 1901, p. 14.
22) COMIZIO AGBABIO, Conclutioni votate dai soci del Comizio Agrario convocati in sessione straordinaria aprile-maggio 1882, in appendice a C. DESIDERI, Bonificamento agra-rio dell'Agro Romano. Considerazioni e proposte, Roma, 1883, pp. 83-86.
) DOCUMENTI CAMERA, Leg. XV, sess. 1882/83, n. 86.