Rassegna storica del Risorgimento

AGRO ROMANO BONIFICA; ITALIA LEGISLAZIONE 1870-1900
anno <1976>   pagina <196>
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Mirella Scardozzi
attenzione sulle zone fuori porta.76) Gli interessi legati a tali aree suburbane non si lasciarono certo sfuggire l'occasione che veniva loro offerta: il 31 dicem­bre la ditta Bellini e Basevi chiede l'esenzione dall'imposta per un suo fabbri­cato ai Prati; il 2 febbraio A. Anderloni, direttore della Banca Tiberina, chiede l'esenzione dalla tassa di bollo e registro (L. 140.000) per la registrazione del­l'acquisto di alcuni fondi posti fuori Porta Pia; il 2 settembre 1886 i signori Mussi e Capponi chiedono l'esenzione per i loro fabbricati posti fuori Porta S. Lorenzo. ") All'allargamento della cinta daziaria, d'altra parte, ai giunge solo nel 1887, quando cioè ormai l'espansione edilizia era bloccata da fallimenti a catena di imprese e, poi, di banche. Il Magliani invero, spaventato dal continuo moltiplicarsi di domande per la esenzione, ad onta che le opere della mate­riale bonificazione non siano ne manco iniziate , sentendo la minaccia di una grave perturbazione all'interesse dello Stato, della Provincia e del Comune di Roma , chiede aiuto al Grimaldi e alla Commissione Agraria, per trovare qual­che mezzo burocratico che faccia argine alla valanga di richieste. Né il Grimaldi, ne la Commissione si mostrano però particolarmente solleciti in questo senso. Quest'ultima esprime anzi il parere che, ... attenendosi alla mera questione di utilità..., non sembra possa mettersi in dubbio come la presenza di fabbricati ad uso di abitazione... sia utile a svolgere più sollecitamente il miglioramento agra­rio ...; richiamando una popolazione stabile..., toglierebbe quello stato di isola­mento che ha spaventati fin qui gli agricoltori della Campagna e la rese quasi deserta.... Parere favorevole a che ...l'art. 17 della legge 8 luglio 1883 sia applicabile ai terreni dell'Agro Romano posti fuori della cinta daziaria della città di Roma, non esclusi quelli dei Prati di Castello , è emesso anche dalla sezione Finanze del Consiglio di Stato.
Paradossalmente, il contributo alla disordinata espansione edilizia di Roma nel periodo 1881-1887 fu l'unico risultato concreto della legge sul bonificamento agrario dell'Agro Romano .
Col 1890, all'incirca, si aprì la nuova fase della questione dell'Agro Ro­mano : 7S) il bonificamento agrario non fu più cioè un'insoddisfatta esigenza della classe dirigente italiana, ma la richiesta di una larga parte dei ceti agrari e in genere dell'ambiente economico romano. La nuova attenzione al problema dello sviluppo agricolo della campagna intorno a Roma trasse origine dalla crisi profonda e generale che seguì il periodo euforico della speculazione edilizia.
Man mano che si fa più chiara la impossibilità di una ripresa a breve sca­denza, si comincia a vedere nella intensificazione dell'agricoltura della Campa­gna Romana l'unica soluzione al ristagno della vita economica della capitale.'9)
76) A. CARACCIOLO, op. cit., pp. 155-164.
77) A.C.S., Min. Agr. Ind. Coroni., v. VI, b. 246, da cui sono tratte anche le cita­zioni che seguono.
"**) C. MANCINI, La nuova fase della questione dell'Agro Romano, in 11 Coltivatore, 1895, n. 15.
w) T. CASTELLANI, Calcoli e studi sulla trasformazione agraria del comune di Roma, Fano, 1893: ... la coltivazione dell'Agro Romano segnerebbe la fine della crisi edilizia a Roma. Mentre scrivo il crack bancario minaccia il paese di una nuova e più tremenda ro­vina. Il buon senso di molte società cittadine ai è risvegliato chiedendo al Governo di prov­vedere seriamente all'Agro Romano, come unico mezzo per attenuare gli immensi danni che tale stato di cose apporta a Roma .