Rassegna storica del Risorgimento

AGRO ROMANO BONIFICA; ITALIA LEGISLAZIONE 1870-1900
anno <1976>   pagina <198>
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Mirella Scardozzi
sione e qualificazione della lotta politica. L'8 marzo 1891 un comitato operaio sorto spontaneamente organizza nel palazzo comunale di Albano un grande comizio cui partecipano, assieme a molte società di mutuo soccorso del circon­dario, i deputati radicali Barzilai, Maffei, Engel e il socialista Agnini, il consi­gliere comunale A. De Santis (che qualche mese più tardi sarà tra i fondatori della Camera del Lavoro di Roma) oltre a numerosi rappresentanti del Bene Economico , tra cui l'aw. Persiani. Il comizio si conclude con l'approvazione di un ordine del giorno in cui Le Società Operaie del Lazio... ritenuto che la ricchezza stabile dell'Italia e di Roma posa principalmente sulla floridezza agri­cola, fonte di tutte le industrie e di tutti i commerci..., che solo una razionale riforma delle leggi sul credito e Bulla bonifica agraria può risolvere la eterna questione dell'Agro Romano... plaudono all'iniziativa presa in Roma dal comi­tato promotore per la coltura dell'Agro Romano, dichiarano la costituzione delle loro Società in sottocomitati promotori della bonifica agraria... .83) Ma la agi­tazione, programmaticamente condotta nella calma e nella legalità , organiz­zata dal Bene Economico , si conclude bruscamente con la votazione nella sede della Società, il 22 marzo 1891, di un ordine del giorno in cui si fanno voti al governo di proporre ... al Parlamento un nuovo disegno di legge che valga rigorosamente a favorire il risorgimento della agricoltura nel territorio della Capitale del Regno ; formulazione generica, frutto di una mediazione fra due opposte tendenze che cominciano a polarizzarsi all'interno della Società: mentre il Persiani sostiene che ci vogliono radicali riforme alla legge del 1883, la quale non può né potrà mai eseguirsi finché gli attuali proprietari saranno in possesso dei loro fondi , il Baccelli richiama al rispetto del diritto di proprietà. L'agitazione perde di chiarezza e si spegne per l'ambiguità della sua direzione politica: un altro comizio si svolge il 24 maggio a Velletri, sotto la presidenza di Menotti Garibaldi, in cui si vota di nuovo un indirizzo di plauso al Comitato di Roma ;M) ma quest'ultimo si è ormai incamminato in un'altra direzione.
Il Chimirri, ministro di Agricoltura nel primo ministero Di Rudinì, rispon­dendo alla Camera ad una interrogazione dell'on. Valle, l'8 luglio 1891, espone il suo punto di vista nella questione dell'Agro : Si grida tanto per la crisi agri­cola e poi si fanno meraviglie perché i proprietari dell'Agro Romano, trovan­dosi come tutti gli altri a disagio, indugiano e stentano a compiere i bonifici... Tra le varie cagioni che si oppongono alla bonifica dell'Agro Romano... la prin­cipale di tutte è la sproporzione tra l'impresa gigantesca ed i mezzi assegnati per eseguirla... L'unico mezzo di cui dispone il Governo è l'espropriazione... Di espropriazioni se ne sono fatte due. All'on. Valle paiono poche, ma io gli di­chiaro che se fossi venuto al ministero in tempo utile per impedirle non le avrei fatte... col sistema delle espropriazioni si va incontro a forti spese di perizia e si espone il Governo a perdite rilevanti... non sarebbe stato meglio di dare questa somma in premio ai proprietari... che impigliarsi in tanti fastidi senza alcuna sicurezza di riuscita? . Egli annuncia quindi la propria intenzione di proporre una modifica alla legge del 1883, basata sulla concessione di mutui di favore ai proprietari, con nn sistema analogo a quello per la costruzione di edifici scola­stici da parte dei comuni (la Cassa Depositi e Prestiti fornisce il denaro al tasso d'interesse del 2 o 3 , lo Stato paga la differenza tra questo e il tasso normale).R5)
*3) Ivi, 5, 9 marzo 1891.
) Ivi, 25 maggio 1891.
) CAMERA, 7-8 giugno 3891.