Rassegna storica del Risorgimento

AGRO ROMANO BONIFICA; ITALIA LEGISLAZIONE 1870-1900
anno <1976>   pagina <201>
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La bonifica dell'Agro romano 201
poter superare rattuale e varia crisi.95) Drammatico è il tono con cui la crisi viene descritta dalla pubblicistica: ... ristrettasi la produzione dei cereali s'è venuto sempre più allargando il pascolo... poiché nulla di più semplice, di più comodo, di più sicuro che vendere le erbe spontanee ai pecorari nella stagione d'autunno e d'inverno, riserbando per la falciatura le erbe primaverili... tal metodo è latto impotente a sostenere la crisi formidabile che travolse e ingoiò le ingenti fortune dei vecchi mercanti... Il numero delle tenute abbandonate da­gli antichi affittuari è enorme; ed i proprietari... non sanno trovare altro espe­diente che vendere le erbe ai pastori nomadi, i quali oggi pagano a stento per­seguitati dagli uscieri, ma che domani non pagheranno più punto; e scompari­ranno ... È per fatale necessità dei tempi mutati che s'impone loro di cambiare l'agricoltura di una volta, se intendono salvare i loro patrimoni dalla rovina .) Per quanto riguarda il meccanismo della crisi, non possiamo che limitarci, in questa sede, ad avanzare un'ipotesi di interpretazione. In primo luogo ci si trova senza dubbio di fronte ad un riflesso della crisi edilizia e bancaria, in cui fu­rono coinvolti tanti nomi di proprietari e mercanti di campagna romani. La crisi ebbe però anche degli agenti specificamente agricoli: mentre perdurava la tendenza al ribasso dei prezzi dei cereali, il pascolo non fu più in grado di assicurare, come era avvenuto nel periodo 1881-1890, un sufficiente reddito sosti­tutivo. Con la crisi edilizia, si era di molto ristretta la domanda di fieno da Roma, che i mercanti controllavano in condizioni monopolistiche ;w) ma soprat­tutto era sopraggiunto un periodo di difficoltà per la pastorizia: il prezzo della lana era in fase discendente, quello del formaggio pecorino non aveva ancora raggiunto livelli tali da compensare il primo.98)
Tale situazione è alla base dell'abbandono da parte dei proprietari e mer­canti di campagna romani di quel ne innovetur contro cui si era infranta la legge del 1883. L'episodio più emblematico è forse costituito dal tentativo, da parte degli stessi proprietari romani, di attirare nell'Agro capitali lombardi. Inizia, nel 1894, il duca Salvia ti, affittando La Cervelletto ai lodigiani Bonn-chi e Secondi: sulla base di un rapporto contrattuale ben diverso da quello tra­dizionalmente in vigore nell'Agro, la tenuta verrà trasformata in una moderna azienda agricola, incentrata sulla produzione di latte e carne per il mercato romano.99) L'affitto Salviati sembra, immediatamente, poter divenire il modello
95) SOCIETÀ, DEGLI AGRICOLTORI ITALIANI, I recenti scioperi agrari in Italia e i loro effetti economici, Roma, 1902, p. 95.
96) M. CAPRI, La crisi agraria e la Campagna Romana, in .Rivista Agricola Romana,
tu 1896, n. 4.
9?) Annuario Statìstico di Roma, Roma, 1913. Fieno introdotto in città (totali per
triennio):
1885-87 q. 700.985 1894-96 q. 554.790
1888-90 839.551 1897-99 532.309
1891-93 615.469 1900-02 528.622
98) La concorrenza delle lane australiane provoca un contìnuo ribasso nei prezzi della lana: cfr. I.S.T.À.T., Sommario di statistiche storiche italiane, Roma, 1959. Di conseguenza, tra l'ultimo ventennio dell'Ottocento e l'inizio del '900 si attua una specie di ce ristruttu­razione all'interno della pastorizia laziale, che si orienta prevalentemente verso la produ­zione del latte: cfr. R. OANFERONI, La pastorizia nel Lazio e nell'Abruzzo, Roma, 1969, p, 22. Cfr. anche, nel testo, la attività della a Società tra i mercanti di campagna .
99) Tenuta dell'Agro Romano in bonifica, in Bollettino della Società Generale dei viti-cultori italiani, a. 1896, n. 1.
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