Rassegna storica del Risorgimento

AGRO ROMANO BONIFICA; ITALIA LEGISLAZIONE 1870-1900
anno <1976>   pagina <207>
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La bonifica dell'Agro romano 207
La proposta della Commissione si scontra però nel dibattito alla Camera, protrattosi dal 20 al 27 febbraio 1903, contro forti resistenze. Il dibattito è par­ticolarmente denso per la consapevolezza, che tutti gli oratori manifestano, di trattare una questione che va al di là dello specifico problema dell'Agro: Oggi dobbiamo far sì che da questa discussione sorga un'era dà vera rigenerazione dell'Italia latifondistica e malarica , afferma il Celli;119) egualmente VAvanti definisce la legge una leggina di modeste proporzioni quanto allo spazio su cui dovrebbe immediatamente applicarsi, ma dì lunga portata e di grande va­lore per il principio che con essa viene incuneato nella nostra legislazione . A favore di un maggior irrigidimento dell'art. 6 del disegno di legge, concernente l'espropriazione, si forma un largo fronte di opposizione alle proposte della Commissione, che da radicali come il Celli, a socialisti come il Lollini, arriva fino a liberali moderati come il Pais-Serra e il Di Scalea. I più tenaci sosteni­tori di più. rigidi criteri di espropriazione sono naturalmente il Celli e il Lol­lini. Secondo il Celli, ... il tasso di espropriazione è la leva potente che farà muovere questa legge... è la sola forza motrice... se qui non verranno fittabili sul tipo di quelli che ci sono nell'Italia settentrionale e centrale come alcuni che ci sono già venuti, non vedremo la rigenerazione agrìcola, malgrado tutti i mezzi elargiti con questa legge .
È proprio mediante un accordo tra il Celli e il Lollini che viene presentato un emendamento all'art. 6, tale da modificare profondamente il testo proposto dalla Commissione: la legge del 1865 viene abbandonata e sostituita con una procedura molto simile a quella usata per insolvenza fiscale; si schiera a favore dell'emendamento lo stesso ministro Baccelli; l'emendamento è approvato. Fu una vittoria importante per l'opposizione democratica, ma di breve durata. H Senato, mostrandosi particolarmente compiacente verso i desideri dei proprie­tari romani, ribaditi in due petizioni ad esso presentate, non solo ritornò sostan­zialmente, per quanto riguarda l'esproprio, alla procedura proposta dalla Com­missione della Camera, ma allontanò ulteriormente la eventualità dell'espropria­zione concedendo ai proprietari, prima di essa, una specie di prova di appello .121)
L'ultimo colpo di scena è il modo con cui le pesanti modifiche appor­tate dal Senato vennero fatte passare alla Camera. L'8 dicembre 1903 (da pochi giorni si è costituito il secondo ministero Giolitti), G. Baccelli, B. Chimirri, G. Giolitti propongono di discutere, nella seduta mattutina del giorno seguente, ... il disegno di legge sul bonificamento agrario dell'Agro Romano, che è tornato alla Camera con una lieve modificazione. Invano l'on. Di Scalea obietta che e... è evidente che a quest'ora difficilmente i colleghi saranno informati che do­mattina alle 10 si discuterà questo importantissimo progetto di legge. E il dis­sidio tra la Camera e il Senato, che è stato detto un leggero dissidio, non è tale ma è gravissimo... è bene che la Camera si pronunci con piena cognizione di causa... .,22) La mattina del 9 dicembre il solo Lollini ricorda il senso della battaglia condotta alla Camera, protesta che ... col sistema adottato dal Senato si premia la negligenza, col danno manifesto di tatti i contribuenti si fa un
no) CAMERA, 21 febbraio 1903.
120 Avanti* 23 febbraio 1903.
i2i) DOCUMENTI SENATO, Leg. XXI, II se*. 1902/03, n. 189 A.
122) CAMERA, 8 dicembre 1903.