Rassegna storica del Risorgimento
FRANCIA RELAZIONI COMMERCIALI CON L'ITALIA 1881-1889; IITALIA R
anno
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1976
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pagina
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209
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I NEGOZIATI ITALO-FRANCESI
PER IL RINNOVO DEL TRATTATO DI COMMERCIO
E LA ROTTURA DOGANALE DEL FEBBRAIO 1888
La lunga depressione iniziatasi nel 1873 se da una parte favorì lo sviluppo industriale ed il sorgere del capitalismo finanziario, dall'altra determinò l'adozione di tariffe protettive in diversi paesi europei (Italia 1878; Germania 1879; Francia 1881 ; Russia e Austria-Ungheria 1882) per arrestare la discesa dei prezzi agricoli soprattutto dei cereali e del bestiame che dalle nuove terre messe a coltura (Stati Uniti, Canada, Argentina ecc.), per il progresso nei trasporti marittimi e l'incremento delle comunicazioni ferroviarie, giungevano sui mercati europei a far concorrenza ai prodotta nazionali. Le pressioni congiunte degli agrari e degli industriali in Francia, in Germania, in Italia non solo furono all'origine delle conquiste coloniali, nate dall'esigenza di procurarsi fonti di approvvigionamento delle materie prime e più ampi mercati di sbocco all'esportazione di merci e capitali, ma influenzarono anche le scelte di politica economica. Le guerre doganali (russo-tedesca, franco-svizzera, franco-spagnola, italo-francese) rivelarono l'esistenza di strettì legami tra i gruppi del protezionismo agrario-industriale, del capitalismo finanziario ed il mondo politico.!)
Nell'ambito dei mutamenti strutturali subiti dalle economie dei paesi industrializzati dell'Occidente europeo (Francia, Germania) una indagine storica volta ad accertare nelle sue varie componenti il dinamismo che fu alla base delle guerre commerciali potrebbe ulteriormente chiarire l'entità sia della pressione politica esercitata dal capitalismo finanziario e dai gruppi protezionisti all'interno di ciascuno Stato e per la difesa del mercato nazionale e per la conquista o il mantenimento di quelli esteri, sia degli strumenti adoperati dalla concorrenza capitalistica.
La presente ricerca, condotta in parte su materiale archivistico ancora inedito e imperniata sulle diverse fasi delle laboriose trattative commerciali italo-francesi (luglio 1887-agosto 1888) conclusesi con una rottura di decennale durata, senza pretendere di esaurire l'argomento, si propone di apportare un primo
]) Esiste una vastissima bibliografìa sull'imperialismo; per un orientamento generale sul problema cfr. L'Europa dell'imperialismo, fase. 20 dei Quaderni storici, maggio-agosto 1972, relazioni ad un convegno su La crisi della società europea intorno al 1900 (Macerata, ottobre 1971), tenute da S. J. WOOLF, B. CAZES, V. CASTRONOVO, U. CEHRONI, E. GALLI DELLA LOGGIA, P. BARUCGI, A. Asoa ROSA, T. GRENDI, E. Di NOLFO, A. ARA, N. TRANFAGLIA, S. CASSESE. Recentemente sull'argomento si è avuto il lavoro imponente, come mole e sforzo di sintesi di numerosi elementi, anche se non aggiunge nulla di nuovo, di R. WEBSTER, L'imperialismo industriale italiano tra il 1908 e il 1915, Torino, 1975; inoltre cfr., D. K. FIELDHOUSE, L'età dell'imperialismo, Bari, 1975.
Sulla connessione tra colonialismo e protezionismo cfr., R. LUXEMHURG, L'accumula' none del capitale, Torino, 1960, pp. 438-461 ; sull'esportazione dei capitali quale principale elemento distintivo dell'imperialismo si rimanda all'analisi ormai classica di LENIN. L'imperialismo, fase suprema del capitalismo, Roma, 1971, pp. 89-104.
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