Rassegna storica del Risorgimento
FRANCIA RELAZIONI COMMERCIALI CON L'ITALIA 1881-1889; IITALIA R
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Gabriella Cavallaro
contributo per ulteriori stadi in materia-2) Alla luce delle più recenti acquisizioni della storiografia sullo sviluppo capitalistico italiano e sulla svelta protezionistica del 1887 si è inteso indagare sulla portata della pressione a livello decisionale dei gruppi protezionisti e rivedere l'ormai superato giudizio storico secondo cui la rottura commerciale italo-francese fu dovuta al Crispi. H materiale archivistico francese prova non solo l'esistenza di pesanti condizionamenti del blocco agrario-industriale francese nelle decisioni del potere statale, ma anche la strumentalizzazione da parte del capitalismo finanziario francese della prevalente dipendenza dell'apparato produttivo italiano dal capitale straniero.
1. LA CRISI DELLE RELAZIONI ITALO-FRANCESI (1881-1888).
Il capitalismo finanziario francese fu uno dei primi a ricercare nuove fonti di investimento all'estero.31 Nei primi anni di vita della Terza Repubblica i grandi banchieri avevano tratto notevoli profitti dai prestiti statali del 1871-1872.4) Alcuni istituti bancari, primo fra tutti le Crédit Lyonnais , avevano ricercato più remunerativi investimenti all'estero, soprattutto nella nostra penisola. Dalla costituzione del regno d'Italia i capitali francesi avevano finanziato le spese per le opere pubbliche, ma, dopo il riscatto da parte dello Stato delle ferrovie ed il ristabilimento della circolazione metallica, si erano concentrati in rendita di Stato.5) La Francia dispose così di una pericolosa arma finanziaria da usare contro la vicina economicamente più debole, minacciando quest'ultima di rimpatriare i titoli o negando ulteriori prestiti di fronte ad imprevisti peggioramenti della situazione politica ed economica.
Motivi di tensione non mancarono di profilarsi con l'occupazione francese di Tunisi. Il conseguente ingresso dell'Italia nella Triplice Alleanza ed il patto russo-tedesco segnarono l'inizio dell'isolamento francese accresciutosi, successi-
2) Eccezion fatta per la corrispondenza telegrafica, non mi è stato purtroppo consentito di servirmi dei ricco materiale archivistico conservato all'Archivio storico del Ministero degli esteri italiano perché in fase di riordinamento. Esso sicuramente avrebbe contribuito a chiarire meglio certi aspetti dei negoziati commerciali e della mancata ammissione delle nostre obbligazioni ferroviarie alla Borsa parigina. Ho reperito tra i fascicoli concernenti la corrispondenza estera del ministero Crispi traccia di un intero fascicolo (LXIX) riguardante il trattato di commercio con la Francia che dalla serie politica (serie A) è passato a quella commerciale non ancora ordinata. Anche la corrispondenza dei consoli italiani in Francia ci permetterebbe di conoscere le ripercussioni economiche della perdita del mercato italiano per la vicina repubblica.
3) Adrien Mazerat, direttore della succursale parigina del ce Crédit Lyonnais , nel 1876 scriveva ad un suo agente in Italia In questi termini: e Nous succombons sous le capital inoccupé... Voyez... s'il y a quelque chose à faire en Italie... Et le Trésor italien? Emet-il dea bona? A quel taux?... , in J. BOUVIER, Histoire économique et histoire sociale. Recherches sur le capitalismo contemporain, Genève, 1968; cfr. il capitolo Recherches sur l'histoire des mécanismes btincaires eri France clans le derìder tiers du XIX* siede, p. 129.
4> J. BOUVIEB, ivi, capitolo Aux origines de la III* République; les réflexes sociaux des miUeux d'uffaires, pp. 59-89.
5) Il Nitri ha calcolato che dal 1881 al 1889 dei 133 milioni di consolidato italiano all'estero 116,2 spettavano alla Francia; cfr. F. S. NITTI, // capitale straniero in Italia. Scritti di Economia e Finanza, voi. HI, parte II, Bari, 1966, pp. 414441.