Rassegna storica del Risorgimento

FRANCIA RELAZIONI COMMERCIALI CON L'ITALIA 1881-1889; IITALIA R
anno <1976>   pagina <212>
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Gabriella Cavallaro
coltori ecc., dall'altra) resero mutevole la linea di condotta -del potere statale nel vano sforzo di conciliare le più disparate esigenze. Gli imprenditori agrari del Nord, infatti, reclamarono insistentemente la tutela delle loro esportazioni (seta greggia e bestiame) mentre i granicoltori del Nord e quelli assenteisti del Sud solidarizzarono con gli industriali protezionisti, per difenderai dalla con­correnza estera.
La convergenza tra agrari cerealicoitori e industriali tessili, siderurgici, me­tallurgici aveva portato, nel dicembre 1886, alla denuncia dei trattati di commercio con la Francia, l'Austria-Ungheria, la Spagna, la Svizzera. L'inizio delle tratta­tive venne, però, procrastinato fino alla approvazione della nuova tariffa doga­nale italiana (14 luglio 1887). Durante l'elaborazione di questa, non si perdette di vista l'imminente scadenza dei trattati e la necessità di disporre di una base adeguata su cui fondarsi per i futuri accordi soprattutto con la Francia che occu­pava il primo posto nel nostro movimento commerciale. n) La tariffa mirò ad assegnare il mercato interno a talune produzioni nazionali di consumo, sottraen-dole alla concorrenza francese. Dal precedente trattato di commercio italo-fran­cese del 1881 si era avuto un evidente progresso economico che riguardava principalmente le industrie tessili le quali, insieme alle metallurgiche, furono le meglio protette dalla nuova tariffa doganale.
Il trattamento dei tessuti francesi di lana, di cotone e di seta al loro in­gresso in Italia divenne uno dei punti più controversi delle trattative che, dal­l'ottobre del 1887 all'agosto del 1888, impegnarono i due paesi. La tariffa gene­rale italiana, infatti, riguardo ai tessuti, aveva introdotto una più sottile diffe­renziazione nelle varie voci (per tipo di tessuto, secondo la composizione della trama, ecc.), differenziazione che provocava notevoli aumenti nei dazi che gli esportatori francesi avrebbero dovuto pagare. Gli industriali francesi volevano per questi tessuti il mantenimento dell'accordo del 1881, ma solo nell'ultima fase delle trattative (gennaio-febbraio 1888) i negoziatori italiani accondiscesero ad apportare delle modifiche che, però, rimasero sempre lontane dalle richieste della controparte.
E. trattamento dei tessuti di lana e di seta venne ad intrecciarsi, nel corso dei negoziati, con l'insistente e ripetuta richiesta italiana di vincolare il dazio d'importazione francese sul bestiame. Per questo si batterono gli agrari lom­bardi e piemontesi che disponevano in parlamento di rappresentanti autorevoli, quali Tegas e Lucca. Quando nel gennaio sembrò che le trattative dovessero arenarsi, data l'inconciliabilità dei rispettivi punti di vista sui tessuti, i nego­ziatori italiani si mostrarono disposti a concedere ai prodotti manifatturieri, cui
H) Cfr. Relazione della commissione parlamentare sulla riforma della tariffa doganale (Relatore Luzzatti), Arri PARLAMENTARI (citati d'ora in poi A.P.), Leg. XVI, I Sess., Do­cumenti, Doc. N. 137 A, pp. 31-37 e 65 sgg. Oltre la relazione Luzzatti, cfr. anche i di­scorsi di Tegas alla Camera, A.P., Discussioni, Tornata del 10 dicembre 1886, pp. 1057-1058, e Tornata del 23 giugno 1887, pp. 3987-3989.
*2) Le consul de Florence à Flourens, 27 avril 1887, in ARCHIVES NATIONALES PARIS (citato d'ora in poi A.N.P.), Ministèro du Commerce, Sèrie F 12, Relatìons Commerciale*) Cote 8951.
13) M. CALZAVA RI NI, Il protezionismo industriale e la tariffa doganale del 1887 in Clio, 1966, pp. 55-93. Sul grado di sviluppo raggiunto dal cotonificio di E. Cantoni e sul bisogno di una mediazione politica svolta da A. Rossi e De Angeli nel 1887 cfr. R. RO­MANO, Il cotonificio Cantoni dalle origini al J900, in Studi Storici, fase. 2,1975, pp. 478 sgg.