Rassegna storica del Risorgimento
FRANCIA RELAZIONI COMMERCIALI CON L'ITALIA 1881-1889; IITALIA R
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Gabriella Cavallaro
D. blocco agrario-industriale, decisamente protezionista, in Francia era ben più forte che in Italia poiché il maggiore sviluppo economico raggiunto dalla vicina repubblica dava ad esso un carattere di salda compattezza che i gruppi protezionisti italiani, divisi da interessi settoriali, non avevano. Dopo il 1875, allorché agli effetti della crisi agraria mondiale cominciarono ad aggiungersi i primi danni provocati dalla fillossera (rispetto agli 84 milioni di ettolitri del 1875 la produzione vinicola francese quattro anni dopo era scesa ad appena 25 milioni), sempre più insistentemente le camere di commercio chiesero l'intervento statale a difesa degli interessi lesi.26) Li una repubblica, come quella francese, sorta con l'appoggio dei grandi banchieri e dei grandi industriali, in cui lo schieramento dei partiti era dei più precari, essendo i grandi proprietari terrieri del Sud-Ovest nostalgici della politica bonapartista di vaste bonifiche e di incoraggiamenti tecnici, il protezionismo agrario e industriale costituì un'utile piattaforma per saldare in un blocco unitario i grandi proprietari terrieri del Sud-Ovest monarchici ed i piccoli proprietari dell'Est opportunisti e radicali.
L'intensa ed insistente campagna promossa daU' Association de l'industrie et de l'agricolture frangaises attraverso il suo organo Le Trovai! National, portò alla tariffa generale del 7 maggio 1881 che, fra l'altro, elevava i dazi sul bestiame e sul grano. Con la legge Waldeck-Rousseau del 21 marzo 1884, nata nell'intento di promuovere l'associazionismo operaio -e divenuta invece la legge dell'associazionismo agrario, nel 1887 gli agrari francesi disponevano di una capillare rete associativa che aveva come scopo la lotta contro la concorrenza estera27) e faceva capo a La Société dea agriculteurs de France che, tramite il Journal d'agricolture pratique, si batteva per il protezionismo. Fu appunto il sindacalismo agrìcolo a chiedere ulteriori aumenti nei dazi sui cereali e sul bestiame nel 1885 e nel 1887. Tali aumenti arrecarono un duro colpo all'esportazione del bestiame italiano in Francia, soprattutto dei buoi e dei vitelli; essa solamente sul mercato di Nizza era rispettivamente diminuita di 4.986 capi e di 11.252 in appena un anno.
matiques Francois, Sèrie I, (1871-1900) (citato d'ora in poi DJXF.), voi. VI (8 avril 1885-30 décembre 1887), Ministère Àffaires Étrangères, Commissioni de la publication dea documento relatifs aux origines de la guerre mondiale, p. 370.
2) Il delinearsi del protezionismo apparve già evidente dal 1879 quando delegati di circa cinquanta camere di commercio francesi presentarono al liberista Tirard, allora capo del governo, un indirizzo da cui trasparivano senza possibilità di dubbi le loro tendenze. Cfr. A.C.S., Ministero di Agricoltura, Industria e Commercio, Divisione Industria e Commercio (citato d'ora in poi Min. Afr. Ind. Comm., Div. Ind. e Comm.), Pacco 532, Relazioni Commerciali con la Francia, Nota del 12 maggio 1879.
**> V. Du BLED, Les syndicats professione!* et agricola, in jReuue des Deux Mondes, 1 septembre 1887, pp. 104-140; particolarmente pp. 115-117.
Sugli agrari francesi cfr. il fondamentale lavoro di P BARRAI., Les agrariens frangala de Meline à Pisani, Paris, 1968, particolarmente pp. 41-116.
a> A. ARNAUNK, Le commerce cit., p. 207; P. BARRAL, Les agrariens cit., pp. 84 sgg.
Rapporto del regio console a Nizza circa gli effetti dei dazi protettori dell'agricoltura stabiliti in Francia nell'aprile 1885 , in A.C.S., Min. Agr. Ind. e Comm., Div. Ind. e Comm. cit., Pacco 532.
Sulla diminuzione dell'esportazione del bestiame si veda anche la relazione Luzzatti