Rassegna storica del Risorgimento
FRANCIA RELAZIONI COMMERCIALI CON L'ITALIA 1881-1889; IITALIA R
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Gabriella Cavallaro
non lasciavano adito a dubbi cosicché sia il ministro degli Esteri francese, Flourens, sia il capo del gabinetto, Goblet, preferirono lasciare al paese vicino la responsabilità dell'iniziativa.35*
3. IL DIFFICILE AVVIO DEI NEGOZIATI UFFICIOSI, LA MISSIONE BOSELLI, I PRELIMINARI PARIGINI.
Nel primo semestre del 1887 la preparazione della nuova tariffa doganale italiana non contribuì a semplificare l'avvio dei negoziati. Alle prime avvisaglie della protezione concessa alle industrie tessili, alcune camere di commercio francesi si affrettarono a cbiedere al ministro degli Esteri la tutela dei loro interessi.37) Prima ancora dell'apertura dei negoziati, il ministro del Commercio delineo chiaramente la linea di condotta da tenere: mantenimento dei vantaggi già precedentemente concessi dall'Italia in base alla clausola della nazione più favorita; aumento del dazio d'importazione sulle semole e paste d'Italia, quest'ultima canditio sine qua non per l'apertura dei negoziati.38
Le scelte del Crispi in politica economica non fecero che sviluppare l'orientamento protezionista già inaugurato da Depretis; egli dovette, quindi, agire sotto lo stimolo e le sollecitazioni dei gruppi protezionisti del Nord che, al tempo stesso, disponevano di una salda maggioranza dn parlamento ed erano appoggiati dai cerealicoitori del Settentrione e da quelli assenteisti del Sud. Personalmente Crispi, data la divisione dell'Italia in regione eminentemente agricola e regione industriale , avrebbe preferito che il rinnovo dei trattati fosse rimandato al 1892 poiché allora sarebbero scaduti tutti gli accordi commerciali e l'Italia sarebbe stata libera di sé -.
M difficile e delicato problema degli accordi commerciali fu da Crispi attentamente vagliato.40* La politica finanziaria della spesa pubblica, tesa ad incentivare lo sviluppo dell'industria pesante, necessitava del finanziamento estero. Dato il minor tasso di sconto praticato dal mercato francese, questo restava il più vantaggioso per aimmettervi le nostre obbligazioni ferroviarie. Nel-
35* A tal proposito Goblet annota: ... Quel avantage pouvions-nous trouver en pre-nani i'initiative de cette rupture? N'était-il pas préférable de la lui laisser? ... Nous avons eu par la suite maintes fois l'occasion de nous féliciter de n'avoir pas pris sur nous cette responsabili té , R. GOBLET, Souvenirs cit., Revue politique et parlementaire, n. 419, tomo CU, 10 octobre 1929, pp. 15 sgg.
36) Il Bulletitz de la Chambre de Commerce Frangaise de MUan. teneva informati i suoi lettori sui vari momenti dell'approvazione della tariffa generale ed il presidente della detta camera, L. Salomon, si affrettò a tradurre la tariffa generale italiana e ne invio diverse copie al ministro degli Esteri e del Commercio, cfr. Bulletin de la Chambre de Commerce Frangaise de Milan, janvier-juillet 1887; anche in A.NJP. cit., Cote 8957.
3?) La Chambre de Commerce de Rouen au ministre des Affaires Étrangères, 2 février 1887; La Chambre de Commerce de Dieppe au ministre des Affaires Étrangères, 10 février 1887, hi ARCHIVES DU MINISTBRE DES AFFAIBES ÉTRANGÈRES PARIS (citato d'ora in poi A.M.A.E.P.), Négociations Commerciales, Italie, Voi. 18 (janvier-septembre 1887).
M> Dautresme a Flourens, 21 juin 1887, ivi.
) Appunti tulle tariffe doganali, in A.C.S., Crispi, R.E. cit.
49) Si vedano al riguardo i brevi, schematici appunti sulla posizione di qualche parlamentare di fronte ai dazi richiesti, sullo squilibrio tra importazioni ed esportazioni, sullo sviluppo delle industrie in Francia e in Svizzera ecc., ivi.