Rassegna storica del Risorgimento

FRANCIA RELAZIONI COMMERCIALI CON L'ITALIA 1881-1889; IITALIA R
anno <1976>   pagina <221>
immagine non disponibile

Negoziati commerciali italo-francesi 221
nazionali ma anche sulla rendita italiana e, approfittando della sfiducia tedesca, BÌ era data ad acquistare rendita rossa Qa piazza parigina ne aveva assorbito 40 o 50 milioni e quella lionese 25 milioni); da qui anche il rifiuto all'ammis­sione delle nostre obbligazioni ferroviarie sul mercato di Parigi.58* Esso non era per Crispi un sintomo favorevole per i preliminari commerciali . W Fu appunto l'ostilità degli ambienti borsistici e dei protezionisti, agrari e indu­striali, a far si che ì preliminari parigini si risolvessero in un nulla di fatto.
Rientrava tra gli obiettivi principali di EUena, Luzzatti e Branca fare di tutto per vincolare il dazio sul bestiame ed ottenere un ribasso della sopratassa aleoolica sui vini; questi due punti dell'accordo non erano, però, considerati condizioni ineliminabili qualora fossero stati concessi compensi più larghi in altri traffici principali dell'Italia con la Francia. 61> Perché i loro colleghi si orientassero sulla natura delle loro richieste, i delegati italiani avevano ritenuto utile presentare una nota prima ancora degli incontri veri e propri. Oltre a volere regolarizzare l'esportazione italiana dei prodotti agricoli e la tassazione dei vini di gradazione superiore a 16, si avanzavano richieste di riduzione del dazio di entrata in Francia sul bestiame; era, inoltre, domandato il tratta­mento della nazione più favorita ed il mantenimento del regime convenzionale per le semole in pasta e le paste d'Italia.62* Le richieste italiane vennero re­spinte in blocco mentre venne avanzata la proposta di riduzione o soppressione dei dazi d'uscita sulle sete e sugli zolfi,63* ritenuti artìcoli utili per un'even­tuale rappresaglia.
I negoziatori francesi miravano a regolare i rapporti commerciali tra i due paesi sulla base della parità di trattamento per le merci italiane e per quelle francesi, attenendosi al trattato del 1881, salve a modificarlo per eccezioni .
La ferma coerenza della linea di condotta assunta dai negoziatori della repubblica si rivelò immediatamente allorché, pur accondiscendendo dopo molte renitenze a trattare sulla base della tariffa generale italiana, chiesero per tutte le voci un puro e semplice ritorno ai dazi del precedente trattato (vini, tessuti
5T) R. GIRAULT. Emprunts cit., pp. 140-145 e 147-155.
58) Ressman a Crispi, 19 settembre 1887, Tel. in arrivo N. 1354, in A.S.MJ2.R. cit.
59) Crispi a Ressman, 20 settembre 1887, Tel. in partenza N. 802, ivi.
9 In base al trattato commerciale italo-spagnolo del 1882 i vini iberici, al loro in­gresso in Francia, pagavano un dazio di appena 2 franchi per ettolitro fino ad un tenore alcool!co di 16. I vini italiani, invece, pagavano un dazio di franchi 3,50 e subivano quindi mw pesante concorrenza tanto più che, data l'elevata tassa francese d'importazione stigli aleools, si preferiva importare vini di elevata gradazione per ricavarne alcool.
61) Sui personali punti di vista di Luzzatti ed ESiena si veda L. LUZZATTI, Memorie tratte dal carteggio e da altri documenti, Bologna, 1935, voi. II (1876-1900), pp. 251-252; V. ELLENA, / nuovi trattati di commercio, in La Nuova Antologia, 16 gennaio 1887, voi. VII, Serie III, pp. 305-337.
*9 Note italienne 29 septembre 1887 , in À.M.A.E.P. cit.. Voi 18 cit. Sulle semole in pasta e le paste d'Italia, invece, il Dautresme aveva proposto un aumento da 3 a 8 fran­chi il quintale quale candido sine qua non all'apertura dei negoziati, cfr. Dautresme a Flourens, 21 juin 1887, ivi.
tf) Le consul de Florence à Flourens, 27 avril 1887, A.N.P. cit Cote 8951.
W Note francaise 1 octobrc 1887 , in A.M.AJE.P. cit., Voi. 19 (octobre-décem-Bre 1887).
**) Ressman a Crispi, 6 ottobre 1887, in DJD.I. cit., p. 169 e Tel. in arrivo N. 1419, in A.S.M.E.R. cit.