Rassegna storica del Risorgimento

FRANCIA RELAZIONI COMMERCIALI CON L'ITALIA 1881-1889; IITALIA R
anno <1976>   pagina <222>
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Gabriella Cavallaro
di lana stampati, guanti, porcellane, vetrerie ecc.). Le prime consistenti diver­genze, tuttavia, si manifestarono a proposito dei tessuti di lana per i quali i rappresentanti del governo della repubblica insistettero fermamente che si mantenesse il precedente regime.66* Ellena, però, pur concedendo che i dazi della tariffa generale erano suscettibili di eventuali modifiche, fece chiaramente intendere che non si poteva più tornare al trattato del 1881. Nel corso delle trattative, Ellena che era stato tra i principali artefici della tariffa doganale italiana, si mostrò il meno conciliante dei tre plenipotenziari inviati a Parigi, fermo nella difesa degli interessi industriali, pronto ad un accomodamento solo se per i prodotti agricoli di maggiore interesse per la nostra esportazione, qua! era il bestiame, si fosse fatta balenare la possibilità di giungere ad un'intesa. La questione del trattamento convenzionale del bestiame diede luogo ad un vivace scambio di vedute che lasciò sostanzialmente inalterate le posizioni delle due parti. Branca insistette soprattutto perché fosse vincolato e ridotto il dazio sui buoi, ma l'importanza che rivestiva in Francia il commercio delle carni macellate, spinse i negoziatori francesi a domandare in contraccambio la ridu­zione del corrispondente dazio italiano da 12 a 5 o 3 franchi. 67) Non si parlò, invece, del trattamento dei tessuti di seta e di lana che, con quello del bestiame, rese difficile, anzi addirittura impossibile, un accomodamento. Per questi arti­coli si aspettava una precisa risposta da parte delle varie camere di commercio, prima di avanzare delle concrete richieste.
Luzzatti, Ellena e Branca fecero un ultimo tentativo presso Rouvier allo scopo di conoscere le intenzioni dell'altra parte sui tessuti di lana e di seta, ma ogni loro sforzo risultò vano.68) Troppo forti si delineavano le pressioni protezioniste perché il liberista Rouvier potesse cercare di attenuarne la portata.
La visita di Crispi a Bismarck fu considerata da molti contemporanei una delle cause fondamentali del fallimento dei negoziati parigini.70) La docu­mentazione diplomatica, invece, dimostra che le trattative fin dall'inizio, quindi prima ancora che fosse risaputa la notizia dell'incontro col cancelliere tedesco su cui tanto chiasso si fece sia sulla stampa francese, sempre pronta ad acco­gliere ogni voce allarmistica,7I) sia su quella italiana,72) incline ad innalzare il prestigio del Crispi, si presentarono difficili e con limitatissime possibilità di giungere ad un accomodamento sulle questioni basilari (bestiame). L'in­contro con Bismarck che rientrò nell'ambito di quelle iniziative Crispino ten­denti a conferire alla Triplice una finalità dinamica ed attiva, fornì tutt'al più
66) La tariffa generale italiana aveva aumentato per i tessuti di lana cardata il prece­dente dazio di Eranchi 93,50 e 140 al quintale a 150-200 franchi e per quelli di lana pet­tinata il dazio era salito da 130 e 170 franchi a 190 e 250.
67) a Procès Verbaux de la Conférence de Paris, Note résumée 6 et 7 octobre 1887 , in A.M.À.E.P. cit., Voi. 19 cit.
Ressman a Crispi, 11 ottohre 1887, in D.D.I. cit., p. 183.
6?) Luzzatti a Crispi, 18 ottobre 1887, ivi, p. 201.
***> Cfr. L. LUZZATTI, Memorie cit., pp. 250 sgg.; V. PARETO, L'Italie économique, in Revtte dea Deux Monde, 15 octobre 1891.
H) Luzzatti a Crispi, 18 ottobre 1887, in D.D.I. cit., p. 201; Ressman a Crispi, 21 ot­tobre 1887, ivi, p. 204; Ressman a Crispi, 6 ottobre 1887, Tel. in arrivo N. 1419, in A.S.M.ER. cit.; anche Gerard à Flourens, 1 octobre 1887, in DD.F. cit., voi. VI cit., p. 612,
7Z) Cfr. Rassegna Politica , in La Nuova Antologìa, 1 ottobre 1887, pp. 501 sgg.; La posizione dell'Italia . in La Riforma, a. XXI, 5 ottobre 1887; a II convegno in Ger­mania e Convegno e trattato , ivi, 6 ottobre 1887.