Rassegna storica del Risorgimento
FRANCIA RELAZIONI COMMERCIALI CON L'ITALIA 1881-1889; IITALIA R
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1976
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Negoziati commerciali italo-francesi 223
agli ambienti borsistici e protezionisti francesi un concreto appiglio nazionalista per dimostrare la loro ostilità all'Italia. Utilizzando a loro vantaggio la congiuntura economica sfavorevole delineatasi con la campagna di ribasso della rendita italiana, essi miravano ad acquistare a minor prezzo le obbligazioni ferroviarie ed anche, possibilmente, a strappare un trattato di commercio che per lo meno conservasse fino al 1892 ai manufatti francesi la condizione di privilegio di cui godevano sul mercato italiano.
La questione della quotazione delle obbligazioni ferroviarie, su sollecitazioni di Rouvier, era stata ripresa in considerazione dal banchiere Raphael Cahen di Anversa che si era offerto di costituire un sindacato di tutti gli istituti finanziari di Parigi che avrebbero emesso 350.000 obbligazioni non piazzate senza, però, pattuirne la quotazione da determinarsi dopo un certo lasso di tempo.73) H sostegno finanziario veniva offerto dunque a condizioni proibitive; i primi acquirenti sarebbero stati danneggiati mentre il mercato parigino avrebbe potuto sfruttare a proprio vantaggio la favorevole o sfavorevole situazione internazionale. Il gabinetto Rouvier soggiaceva a des intrigues finaneières et puremenit intéressées s> ; esso avrebbe avuto contro tutta l'alta finanza se avesse accolto le richieste italiane perché gli interessi francesi non avrebbero avuto da trarne alcun profitto.
Con le risposte delle varie camere di commercio che cominciarono a giungere al ministero del Commercio anche il fronte protezionista veniva sempre più precisandosi. Rouvier aveva sperato di liberarsi del Dautresme ma fu, invece, lui a dover dare le dimissioni (19 novembre 1887); Dautresme rimase nel nuovo gabinetto Tirarci a garanzia della continuità d'indirizzo in fatto di politica commerciale.
Al ritorno da Parigi, Luzzatti, pur non disperando di potere arrivare ad un'intesa, non aveva nascosto che il nostro affare commerciale era gravissimo e che bisognava fare di tutto per rimetterlo in carreggiata.74) Crispi, perciò, trasse l'occasione dal discorso di Torino per riferirsi con accenti pacifici alla nazione vicina.75) Ogni tentativo di distensione, tuttavia, lasciò immutato l'atteggiamento ostile degli ambienti commerciali e finanziari francesi cosicché, alla fine di ottobre, si profilava la minaccia di una guerra tariffaria tra le due nazioni.7*
4. LE PROPOSTE FRANCESI SUI TESSUTI DI LANA E DI SETA. PROROGA AL 1 MARZO 1888 DEL PRECEDENTE TRATTATO.
Le proposte sui filati e sud tessuti di lana e di seta, rimesse dall'ambasciatore francese a Roma si limitavano ad insistere sul mantenimento del medesimo trattamento del 1881. Si chiedeva che tra i numeri 129 e 130 della nuova tariffa
73) Ressman a Crispi, 12 ottobre 1887, Tel. in arrivo N. 1468, in A.S.M.E.R. cit.
74) Luzzatti a Crispi, 18 ottobre 1887, in D.D.I. cit., p. 201.
75) Assicurazioni sugli intenti pacifici della visita a Bismarck erano state date da Crispi al Gerard ed anche Ressman aveva fatto altrettanto presso Flourens e Rouvier. Cfr. Gerard à Flourens, 8 octobre 1887, in D.D.F., cit, voi. VI cit., pp. 619-620; Gerard à Flourens, 9 octobre 1887, in D.D.F. cit., voi. Vl-bis (4 mara 1885-29 décembre 1887), pp. 129-131; Crispi a Ressman, 11 ottobre 1887, in D.D.1. cit., p. 180.
76) Menabrea a Grispi, 31 ottobre 1887, in D.D.I. cit., p. 225.