Rassegna storica del Risorgimento

FRANCIA RELAZIONI COMMERCIALI CON L'ITALIA 1881-1889; IITALIA R
anno <1976>   pagina <224>
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Gabriella Cavallaro
fosse mantenuto l'articolo speciale riguardante i tessuti di lana cardata a catena composta interamente di fila di cotone, i tessuti composti di una catena di lana pettinata e di una trama di lana cardata (prevalendo nel peso la lana cardata) e i tessuti misti di lana pettinata pura e mescolati a lana cardata; èssi infatti venivano assimilati ai tessuti di lana pettinata e sottoposti ad un aumento di dazio dal 20 al 32 . Dautresme insistette per il mantenimento dell'arti­colo speciale iscritto nella tariffa convenzionale.78) Dato però lo sviluppo assunto dalle industrie italiane in questo settore, riusciva difficile, se non impossibile, lare delle concessioni; si chiedevano riduzioni che per Ellena erano ... peu propres à facìliter une entemte .79) Le domande francesi si estesero anche ad altri articoli come i tessuti di lana stampata, feltri, maglierie, pizzi e tulli, artì­coli confezionati.
La Francia aveva adottato una tattica dilatoria allo scopo di sondare le effettive intenzioni dell'Italia che, nel corso del mese di novembre, aveva intra­preso i preliminari commerciali con l'Austria-Ungheria. Essi, tramite De Mouy, vennero seguiti con grande interesse e attenzione dalla repubblica francese; infatti si sperava che l'impero asburgico strappasse delle concessioni che, in virtù della clausola della nazione più favorita, avrebbero finito col giovare anche al commercio francese. I delegati italiani, oltre a vincolare un numero limitato di voci (appena 49), erano riusciti a fare escludere dalla convenzione quegli articoli che non interessavano da vicino l'esportazione austriaca (tessuti e filati di lana a cui invece il commercio francese era maggiormente interessato. 8)
Data la brevità del tempo a disposizione per arrivare ad un accomoda­mento, si domandò da parte della Francia una proroga del trattato in vigore.81* Crispi, tuttavia, date le pressioni degli industriali lanieri, la condizionava a quelque esperance sérieuse de voir les négociations aboutir . Poiché il go­verno francese non poteva impegnarsi in tal senso, per uscire dall'impasse Crispi propose all'ambasciatore francese di stipulare una convenzione provvi­soria limitata a quegli articoli sui quali si era d'accordo. Il suo tentativo cadde però nel nulla; il disegno di legge Fauretó) mise in luce non solo la sostanziale concordia del governo della repubblica con la Commission des douanes, presieduta da Meline, 8*) ma anche l'atteggiamento ostile delle Camere,
7?) Propositions frangoises concerntmt les lainages, Annexe H, La L.V., N. 57 cit., pp. 38*39.
7g> Dautresme à Flourens, 22 novembre 1887, in A.N.P. cit., Cote 8951.
79) Gerard à Flourens, 7 novembre 1887, ivi,
8) "W. SOMBART, La politica commerciale cit., pp. 279-280.
81) Per De Mouy Crispi era ... fort peu favorable, au moina en apparente, à des idées concili antes , De Mouy à Flourens, 21 novembre 1887, in D.D.F. cit., voi. VI cit., p. 647.
) De Mouy a Flourens, 10 décembre 1887, in A.N.P. cit, Cote 8951; Crispi a Menabrea, 6 dicembre 1887, in D.D.I. cit., p. 324; Crispi a Menabrea, 10 dicembre 1887, ivi, p. 337; Crispi a Menabrea, 15 dicembre 1887, ivi, p. 355.
83) Inizialmente il disegno di legge Faure prevedeva un articolo unico che autoriz­zava il governo della repubblica a colpire i prodotti italiani al loro ingresso in Francia di un dazio pari a quello da cui venivano colpiti i similari prodotti francesi esportati in Italia. Esso venne successivamente modificato dalla Commission des douanes e stabili per le merci italiane inasprimenti del 100 per cento.
84) Meline nella sua qualità di presidente della Commission des douanes ... avant de prendre une revolution definitive sur une question si importante aveva sollecitato un in*