Rassegna storica del Risorgimento

FRANCIA RELAZIONI COMMERCIALI CON L'ITALIA 1881-1889; IITALIA R
anno <1976>   pagina <225>
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Negoziati commerciali italo-francesi
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predisposte più ad una rottura commerciale che all'eventualità del raggiungi­mento di un'intesa.
Alla fine di dicembre Cri spi decise di prorogare i trattati che sarebbero scaduti il 31 dello stesso mese anche perché erano ancora in sospeso le trattative commerciali con la Spagna e la Svizzera. La proroga fu però limitata a soli due mesi mentre la Francia l'avrebbe voluta di sei.
5. LA CONFERENZA DI ROMA E LA ROTTURA DOGANALE.
Il compito dei negoziatori francesi, Marie e Teisseranc de Bort, inviati a Roma alla fine di dicembre, stava nel cercare di ottenere une am èli orati on du regime actuel; in cambio avrebbero potuto accordare facilitazioni su merci che non interessavano particolarmente l'industria ed il commercio francesi.K)
Le richieste francesi sui tessuti di lana e di seta restavano inalterate. Il mantenimento dell'articolo unico previsto nel precedente regime commerciale venne rifiutato, ma i delegati italiani proposero sui vari tipi di tessuti un ribasso dei dazi del 30 per cento rispetto alla tariffa generale; le loro offerte, però, resta­vano di circa il 20 per cento superiori alle domande francesi.W) Si trattava di riduzioni che ai protezionisti francesi sarebbero apparse réelles augmenta-tions sulla tariffa convenzionale. L'atteggiamento fermo e risoluto adottato dai delegati francesi che non si erano mostrati inclini ad alcuna concessione, faceva prevedere che dai negoziatori italiani non era stata detta ancora l'ultima parola. Dato l'orientamento protezionista delle Camere francesi, Marie domandava ... en quelles limites nous pourrions étre autorisés à transiger, si c'est possible . *n
I contrastanti interessi settoriali esistenti all'interno del blocco agrario-industriale italiano ebbero modo di rivelarsi proprio nei diversi momenti dei negoziati romani. Se gli industriali, soprattutto tessili,88* premevano per una
contro con gli esponenti del governo per decidere concordemente. Cfr. Lettre de Meline, 13 décembre 1887, in AJY1.A.E.P. cit., Voi. 19 cit.; anche Menabrea a Crispi, 15 dicem­bre 1887, Tel. in arrivo N. 1823, in A.S.MJE.R. cit., in cui ce... il relatore ha dichiarato che il governo aderiva alle conclusioni della Commissione delle dogane .
ffi> Flourens à Teisseranc de Bort, 24 décembre 1887, in AJNf.P. cit., Cote 8951. ) Sai tessuti di lana cardata erano previsti i seguenti dazi: Tariffa Generale li. y Proposte It. Proposte Frane.
200 170 150 del peso di 300 gr. o meno per m.c.
175 150 140 di più di 300 gr. non più di 500
150 140 115 di più di 500 gr. per m.c.
Per ì tessuti di lana pettinata: Tariffa Generale It. Proposte It. Proposte Frane.
250 210 175 del peso di 200 gr. o meno per m.c.
220 190 165 di più di 200 gr. e non più di 500
190 170 160 di più di 500 gr. per m.c.
in Procès Verbaux de la confércnce cit., in L.V., N. 57 cit., Procès Verbal N. Ili, Séance 9 janvier 1888, p. 83.
) Marie à Dauiresme, 10 janvier 1888, in AM.A.E.P. di., Voi. 20 (janvier-mars 1888).
M> Un gruppo di industriali lanieri (Biraghi, Cantoni, De Angeli), presenti a Roma, seguiva attentamente i negoziati commerciali e s'incontrò spesso con Ellena, Grimaldi e Crispi allo scopo di convincerli a fare le minor concessioni possibili e sempre dietro cor­rispettivo , cfr. L. A VAGLI ANO, Alessandro Rossi cit., pp. 228-235.
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