Rassegna storica del Risorgimento

FRANCIA RELAZIONI COMMERCIALI CON L'ITALIA 1881-1889; IITALIA R
anno <1976>   pagina <226>
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Gabriella Cavallaro
politica protezionistica ed erano in ciò appoggiati dai cerealicoitori dei Nord e dai grandi proprietari terrieri assenteisti del Sud, desiderosi, questi ultimi, della protezione doganale per mantenere inalterato il valore della propria ren­dita fondiaria, i grappi più dinamici del capitalismo agrario della Val Padana (allevatori di bestiame e bachicoltori) chiedevano invece insistentemente la tutela dei loro -interessi, allo scopo di evitare danni alle loro esportazioni agricole ed erano inclini a solidarizzare con i proprietari meridionali (viticoltori, agrumi-coltoli, olivicoltori). Il potere statale, sollecitato da più parti, tentò di mantenere i normali rapporti commerciali con la Francia. Saracco ed i piemontesi avreb­bero aperto la crisi di governo se si fosse fatta guerra di tariffe alla Francia; gli industriali protezionisti, con Rossi alla testa, avrebbero, a loro volta, tolto il loro appoggio al ministero se nelle trattative in corso i loro interessi fossero stati sacrificati a quelli dell'agricoltura.89) Poiché il blocco agrario era sempre prevalente nello schieramento parlamentare e proprio nel gennaio del 1888 si era profilato il suo passaggio all'opposizione sulla politica finanziaria del governo, a Crispi non rimase che rilanciare l'incerto svolgimento dei negoziati. I delegati italiani proposero inaspettatamente ai loro colleghi il manteni­mento del regime fissato nel 1881 per i prodotti manifatturieri a cui il com­mercio francese era maggiormente interessato, anzi su alcuni punti particolari erano disposti a des concessions ultérieures , a condizione che la Francia fosse disposta ... à revenir pour le bétaii et spécialement pour la race bovine aux droits du tarif du 7 mai 1881 ou a des droits mème légèrement supé-rieurs... .90) L'inattesa apertura venne presa in considerazione dal 'gabinetto francese. Secondo Flourens:
Ces propositions maintiendraient notre commerce et nos industries en possession des avantages du traité de 1881 au moyen d'une concession concernant le regime du bétaii; ... il me parai trai t avantageux accueillir l'ouverture... Les négociations présentent des diffi-cultés et si OD observe l'ensemble des intéréts francais qui y sont znélés, il parait que la combinaison indiquée pourrait donne r sa tisf action sans sacrifier ceux de l'agri cui tu re ...9J)
Per il ministro dell'Agricoltura, Viette, bisognava salvaguardare e proteg­gere les intéréts de l'agri culture ;92) infatti la Commission des douanes all'unanimità non ebbe esitazioni:
... au moment mème où la crise du bétaii devient intense... il serait extrèmement imprudent de se désarmer pendant quatre années non seulement vis-à-vis de l'Italie mais vis-à-vis de tous les pays avec lesquels nous avons des traités ... ; tanto più che a ...en 1881 on avait pris devant l'agricolture l'engagement formel de ne pas comprendre les céréales et le betail dans Jes traités ... .
Bisognava, anzi, guadagnare tempo per ... voir quelle sera l'attitude de la Suisse et de l'Espagne qui paraitraient avoir suspendu leurs négociations pendant que nous poursuivions les nótres ... .W)
Ivi, pp. 216-244.
Proc'p Verbal N. IV, Séance du 13 janvier 1888, in L.V., N. 57 cit., pp. 104 sgg.
W) Flourens n Viette, 14 janvier 1888, in AMA.E.P. cit., Voi. 20 cit.
n) Viette a Flourens, 19 janvier 1888, ivi.
92) Lettre de Meline, 21 janvier 1888, ivi
W) Clavery à Teisseranc de Bori, 24 janvier 1888, ivL