Rassegna storica del Risorgimento

FRANCIA RELAZIONI COMMERCIALI CON L'ITALIA 1881-1889; IITALIA R
anno <1976>   pagina <228>
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Gabriella Cavallaro
caria W) mediante l'ammissione sul mercato estero delle nostre obbligazioni fer­roviarie si era fatta sempre più pressante, in Francia, dove d Rothschild avevano iniziato una campagna di ribasso sui titoli italiani, si tentò di servirsi dell'arma finanziaria per indurre la nazione vicina a più miti consigli in campo com­merciale. 100)
Le proposte francesi con annessa tavola dei dazi richiesti vennero rimesse al Menabrea il 22 febbraio e non modificavano sostanzialmente le precedenti domande sui tessuti e sui filati di lana e di seta. Ancora una volta si 'insisteva sul mantenimento del trattato del 1881.101) Dati i legami sempre più stretti tra Crispi ed il blocco protezionista industriali-agrari cerealicoitori, la tariffa del 1881 poteva essere assunta solo quale punto di partenza per eventuali tran­sazioni da sottoporre al consiglio dei ministri.102* Poiché il governo francese si trovava nell'impossibilità di modificare le sue proposte,1Q3) dal 1 marzo i due paesi misero in atto le tariffe differenziali.
6. L'INCERTA RIPRESA DEI NEGOZIATI E LA TATTICA DILATORIA FRANCESE.
I negoziati si prolungarono ancora per alcuni mesi con scambi di note. La Francia, data la prevalente presenza dei propri capitali 'investiti in titoli di rendita italiana, disponeva di una potentissima arma finanziaria per colpire la
99) L'aumento del dazio sul grano da 3 a 5 lire il quintale fece seguito alla laboriosa discussione finanziaria dei primi di febbraio che provocò il voto di fiducia per l'intero gabi­netto su un o.d.g. Baccarini ed il conseguente ritiro di un o.d.g. Branca che chiedeva prov­vedimenti atti a sanare il disavanzo e ad allontanare l'eventualità di nuovi aggravi tributari che inevitabilmente avrebbero pesato sulla proprietà fondiaria. Cfr., A.P., Camera, Discus­sioni, Leg. XVI, Sess. II, Tornata del 4 febbraio 1888, pp. 890-909.
Alla fine di febbraio, auspice il Rossi, si tenne a Milano un comizio protezionista durante il quale fu votato un o.d.g. che, oltre ad incoraggiare il governo a difendere a in modo equo ed uniforme la produzione nazionale agricola e manifatturiera come unica base della buona finanza , a riformare gradualmente il sistema tributario a ... cominciando dal-Fescludere qualsiasi sospetto di un ripristino dei due decimi dell'imposta fondiaria , di­chiarava la disponibilità dell'Assemblea ... ad assecondare qualsiasi sacrificio necessario per l'erario nazionale, purché venga ripartito equamente su tutte le classi dei cittadini , Comizio protezionista a Milano , in L'Economista d'Italia, 25 febbraio 1888.
H* Menabrea a Crispi, 24 febbraio 1888, in D.D.I. cit., p. 516.
1Qt) Négociations commerciala avec l'Italie. Demandes de la France, Annesso alla nota verbale del 20 febbraio 1888, in Libro Verde N. 59, AJP., Leg. XVI, Sess. II, Docu­menti Diplomatici presentati alla Camera dal ministro ad interim degli Affari Esteri (Cri­spi), Corrispondenza e negoziati per il rinnovamento del trattato di commercio con la Fran­cia, Seduta del 28 febbraio 1888, pp. 8-36.
KB) Crispi a Menabrea, 24 febbraio 1888, in DJD.I. cit., p. 517.
W3) Alla vigilia dell'applicazione delle tariffe differenziali vi fu un ultimo e febbrile scambio di telegrammi: Crispi domandava se le proposte francesi potevano essere suscetti­bili di modifiche, ma il ministro degli Esteri francese si trincerava dietro l'opposizione ardente del senato; malgrado ciò, il Crispi decise ugualmente di inviare le contropro­poste italiane.
Cfr. Crispi a Menabrea, 27 febbraio 1888, Tel. in partenza N. 231, in A.S.M.E.B.. cit.; Menabrea a Crispi, 27 febbraio 1888, Tel. in arrivo N. 432, ivi e Tel. in arrivo N. 436, D.D.L cit., p. 526; Crispi a Menabrea, 28 febbraio 1888, Tel. in partenza N. 232, in A.S.M.E.R. cit.; Menabrea a Crispi, 28 febbraio 1888, Tel. in arrivo N. 439, ivi,