Rassegna storica del Risorgimento
FRANCIA RELAZIONI COMMERCIALI CON L'ITALIA 1881-1889; IITALIA R
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1976
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Negoziati commerciali italo-francesi
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dato il protezionismo dominante, si tendeva a minimizzare la portata della guerra tariffaria con la vicina repubblica. Poiché le nostre esportazioni consistevano in materie prime e derrate alimentari, il regime differenziale le avrebbe colpite meno dei corrispettivi manufatti francesi che non avrebbero potuto fare a meno del mercato italiano m) mentre in Francia si sarebbe aggravata la crisi industriale. m>
La debolezza strutturale dell'intero apparato produttivo italiano ebbe, invece, modo dà rivelare tutte le sue falle soprattutto per l'esistenza di un fondamentale squilibrio tra aree arretrate o che avevano avviato una lenta faticosa trasformazione agraria, quali quelle meridionali, e aree con un adeguato sviluppo capitalistico, quali quelle autosufficienti del Nord. La brusca interruzione nella direttrice dei traffici strozzò al Sud ogni trasformazione e consolidò il latifondo e la granicoltura ai danni di una più progredita economia mercantile (viticoltura, agrumicoltura ecc.). Dato il carattere specifico e non di prima necessità di certi prodotti tipici dell'agricoltura meridionale che aveva sempre smistato le proprie derrate verso il mercato francese, riusciva difficile avviare correnti alternative di traffico anche per la miope politica statale tesa a limitare l'espansione della spesa pubblica allo scopo di raggiungere il pareggio nel bilancio statale. L'insufficiente rete infrastrutturale (ferrovie, strade ecc....), ritardando o bloccando l'esodo dei prodotti agricoli verso nuovi mercati, aggravò il malessere delle regioni meridionali.123)
Dato l'accentuarsi della crisi economica,,24* la nota di risposta italiana del
a proposito della necessità di trovare nuovi sbocchi, si notava che la questione ... è ben più difficile da risolversi per le condizioni speciali dei paesi che nel pensiero dei sottoscrittori delle petizioni dovrebbero acconsentire a delle riduzioni di gabelle sul vino in cambio di concessioni sulla tariffa doganale .
*2*) ... Le più tra le nostre esportazioni consistono di materie prime e di derrate alimentari. Un reggimento differenziale le offenderà meno di quel che saranno le manifatture francesi... , in L'Economista d'Italia, 4 dicembre 1887, I trattati di commercio ; cfr. analoghi argomenti, ivi, 3 marzo 1888, La rottura delle trattative con la Francia ; ivi, 10 marzo 1888, Lotta doganale con la Francia ; ivi, 30 giugno 1888, Il trattato con la Francia ; anche La Riforma, 26 febbraio 1888, La fibra nazionale : ivi, 29 febbraio 1888, La tariffa generale ; F. CRISPI, Discorsi Parlamentari, Roma, 1925, voi. II, p. 901 e voi. Ili, pp. 2 sgg., discorsi del 21 dicembre 1887 e del 29 febbraio 1888.
,22) Rassegna Politica , in La Nuova Antologia, 29 febbraio 1888, pp. 152 sgg. Solamente L'Economista di Firenze, fedele al liberismo economico, dissentiva dalla generale campagna di stampa ed additava con toni apocalittici i danni a cui l'Italia andava incontro; tangibilmente offriva le prove di ciò con le cifre attestanti la diminuzione cospicua del movimento commerciale con l'estero. Cfr. Per la rinnovazione del trattato con la Francia , in L'Economista, 9 febbraio 1888, N. 720; 11 trattato di commercio , ivi, 5 febbraio 1888, N. 718; a Ed ora? , ivi, 4 marzo 1888, N. 722; I primi risultati della nuova politica economica , ivi, 3 giugno 1888, N. 735; Il commercio italiano nei primi quattro mesi del 1888 , ivi, rispetto ai primi quattro mesi dell'anno precedente la diminuzione sia delle importazioni (56 milioni) sia delle esportazioni (19 milioni) veniva giudicata a desolante ; a Politica ed Economia, ivi, 2 settembre 1888, N. 748.
123) G. BARONE, Crisi economica e marina mercantile nel Mezzogiorno d'Italia (1888-1894), in Archivio storico per la Sicilia orientale, 1974, fase. I, pp. 45-111.
'24) Per far fronte al deficit del bilancio statale, il ministero si era visto costretto a trovare nuove entrate e aveva tentato di ripristinare i due decimi dell'imposta fondiaria. L'opposizione degli agrari sì era profilata già nell'aprile 1888, durante la discussione della legge sui tributi locali, e si era accentuata nel maggio durante hi discussione sullo stato di