Rassegna storica del Risorgimento

FRANCIA RELAZIONI COMMERCIALI CON L'ITALIA 1881-1889; IITALIA R
anno <1976>   pagina <232>
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Gabriella Cavallaro
luglio alle domande francesi, costituiva ... la dentière limite que le gouverne-ment du Roi ne saurait dépasser . 125> La replica francese che si fece aspettare per circa un mese, lasciava al governo italiano tutta la responsabilità della sua determinazione; si insisteva, ancora una volta, sulle mancate concessioni sui tessuti di lana, di seta e di cotone, la cui esportazione nel 1886 aveva toccato i 32 milioni di franchi. 12fi>
Legrand era stato dell'avviso di interrompere i negoziati:
... Tous les renseigneinents consulaires ou privés parvenus au département du Com­merce tendent... à établir d'une facon péremptoire que la crise agricole et financière dont le Sud de la Péninsule est atteint. ne peut que s'aggraver par le maintien de la loi francasse du 27 février 1888 coìncidant avec ime récolte de vins qui promet d'ètre particulièrment abondante. t27)
7. SUCCESSIVI TENTATIVI ITALIANI DI NORMALIZZAZIONE DELLE RELAZIONI COM­MERCIALI.
Nei primi mesi del 1889 l'Italia versava in una situazione di tale disagio che Crispi ricominciò a saggiare il terreno tramite il nuovo ambasciatore fran­cese a Roma, Mariani, per giungere ad un accomodamento. Il Goblet riteneva che non si dovessero ... décliner absolument les propositions dont nous sommes saisis , ma la parola definitiva spettava al ministro del Commercio. Crispi, pur prospettando la possibilità di stipulare un trattato limitato agili articoli che interessavano maggiormente gli scambi tra i due paesi, aveva preavvisato che le richieste francesi sui tessuti di lama non potevano essere accolte. Di ciò si servi appunto il ministro del Commercio per respingere le uances italiane.I29)
Alla fine di quell'anno cruciale, Crispi, di fronte alla crescente crisi econo­mica e finanziaria, nel vano tentativo di ottenere un prestito dai Rothschild, decise di abolire le tariffe differenziali ma il suo gesto rimase senza eco. la Francia si continuò a trovare più utile regolare i rapporti commerciali con l'Italia in base alla tariffa del 27 febbraio 1888. Con l'approvazione della tariffa
previsione della spesa del ministero delle Finanze. Crispi, per ricostituire la maggioranza, aveva fatto ritirare dal Magliani il disegno di legge. Cfr., A.F., Camera, Disc, cit., Tornate del 19, 20 e 21 aprile 1888, pp. 1869-1901, sul riordinamento dei tributi locali; Tornate del 14, 15 e 17 maggio 1888, pp. 2566-2610 e 2701, discussioni sullo stato di previsione della spesa del ministero delle Finanze.
125> Risposta del governo italiano col prospetto di tutti i dosò, che potrebbero consen~ tirsi per Ventrata in Italia, 12 luglio 1888, in L.V., N. 61 cit., pp. 32-50.
126) Nota della Francia indicante le ragioni per le quali non può accettare le ultime proposte italiane, 15 agosto 1888, ivi, pp. 51-56.
t27) Legrand à Goblet, 22 juillet 1888, in A.N.P. cit., Cote 8951.
128) Goblet à Legrand, 12 février 1889, ivi; cfr. Goblet a Mariani, 30 janvier 1889, in DJD.F. cit., voi. VII (1 janvier 1889-19 man 1890), p. 323; Mariani à Goblet, 5 février 1889, ivi, pp. 329*331; Goblet a Mariani, 9 février 1889, ivi, pp. 341-342. L'accordo com­merciale veniva però subordinato alla soluzione della questione tunisina, cfr. Spuller à Ma­riani, 9 mars 1889, ivit p. 363 e anche E. SERRA, La questione cit.
*29) Le ministre du Commerce a Spuller, 11 mars 1889, in A.N.P. cit., Cote 8951.
,30) Billot, nuovo ambasciatore francese a Roma, aveva consigliato di servirsi del­l'arma finanziaria per indurre l'Italia a mutare l'orientamento della sua politica estera. Cfr. R. POIDEVIN, Finances cit., pp. 87-89.