Rassegna storica del Risorgimento

CRISPI FRANCESCO CARTE; MANCINI PASQUALE STANSLAO CARTE; MUSEO
anno <1976>   pagina <235>
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MUSEI, ARCHIVI E BIBLIOTECHE
fl I FONDI ARCHIVISTICI I
DEL MUSEO CENTRALE DEL RISORGIMENTO
XL: LA PRIMA GUERRA MONDIALE NELLE CARTE DI ALFREDO DALLOLIO
Quanti ricordi affiorarono alla mia mente quando, nel maggio del 1951, attraversai le sale-biblioteca dell'appartamento di palazzo Taverna per accompa­gnare il prof. Ghisalberti, chiamato in quella casa dal grande vecchio che aveva finito di riordinare le sue carte e voleva donarle al Museo centrale del Risorgi­mento. Ricordi della mia infanzia, perché il cognome Dallolio l'avevo sentito da sempre nella mia famiglia per la stima che mio padre aveva concepito per le figlie del generale, infermiere preziose nel suo ospedaletto da campo durante la prima guerra mondiale. E ciò avvenne diceva il maggiore Eugenio Morelli anche se l'idea di avere accanto le figlie del ministro per le Armi e Munizioni non era stata accolta all'inizio con entusiasmo... La stima si mutò in amicizia, continuò negli anni e si trasmise alle generazioni più giovani.
Alfredo Dallolio,1J nella lettera di consegna, scrive : Rimetto al Museo del Risorgimento quanto mi sta più a cuore; molte volte sono stato sollecitato a stampare alcuni di quei fascicoli che sono stati tutti scritti con serenità e sin­cerità, per mettere in luce la verità, respingendo pregiudizi e preconcetti. Non ho mai voluto deviare da una decisione presa da tempo: nulla per la pubbli­cità, nulla per la polemica. Anche per questo volle che le carte rimanessero chiuse ancora per quindici anni. Non si tratta, quindi, deU'archivio Dallolio, ma di una scelta studiata per mettere in luce i fatti salienti, le decisioni discusse, le azioni e reazioni contemporanee e posteriori di politici e militari italiani e stranieri; i documenti sono selezionati secondo i diversi argomenti e accompa­gnati quel che più conta dal commento del principale protagonista.
Nulla fu mai pubblicato, e non ho mai intorbidato la storia colla pole­mica , scrive ancora Alfredo Dallolio nella lettera di consegna del 16 giugno 1951, ed aggiunge, perché non lo si possa accusare di non essere preciso: Però molti documenti furono esaminati d'alia Commissione Parlamentare d'In­chiesta per le spese di guerra; anzi di alcuni chiese copia. Mancano, infine, nei riguardi della Statistica e del Munizionamento... parecchi documenti che prestai dietro richiesta al Commissariato generale per le Fabbricazioni di guerra, e andarono poi smarriti nel periodo in cui fui assente da Roma 4 aprilel943-l maggio 1945 . La lacuna non è grave: Ciò che ho riunito è già sufficiente per la verità dei fatti*.
Date queste premesse, nell'ordinamento archivistico dei due volumi e delle quattordici cartelle non si è creduto mutare la suddivisione già predisposta da lui per questi documenti che abbracciano tre successivi periodi della carriera di Alfredo Dallolio: 4 maggio 1911-9 luglio 1915: direttore generale d'Artiglieria
*) A parte le voci nelle Enciclopedie e le commemorazioni, vedi ERSILIO MICHEL, Il fucinatore. Alfredo Dallolio, nella collezione Opera nazionale dedicata agli artefici della Vittoria , Piacenza, 1924, pp. 48.