Rassegna storica del Risorgimento

CRISPI FRANCESCO CARTE; MANCINI PASQUALE STANSLAO CARTE; MUSEO
anno <1976>   pagina <239>
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Le carte di Alfredo Dallolio 239
1 opera svolta -dalla Sezione artiglieria dell'Intendenza generale durante la guerra. I Perrone hanno avuto molti meriti, ma per nessun motivo si deve rifiu­tare la verità-. In questo spirito Dallolio ha largamente interi oliato con docu­menti e sue note personali il volume di Pio e Mario Perrone, L'Ansaldo, la guerra e il problema nazionale delle miniere di Cogne . Non ha replicato pub­blicamente secondo la regola che si era prefisso, ma ha messo al corrente delle sue rettifiche (esse comprendono anche alcune asserzioni di Salandra e di Zu-pelli), il Re attraverso il conte Mattioli Pasqualini, rammiraglio Thaon di Revel, i gen. Brusati, Badoglio e Zoppi, il maresciallo Giardino. Per paura che le sue osservazioni potessero cadere in mani estranee, chiede a tutti di restituirgli la documentazione allegata. Leggiamo le due lettere più significative, quella di Dallolio al ministro della Real Gasa e la risposta del maresciallo Giardino.
Roma, 3 dicembre 1932 XI Eccellenza,
Certamente l'E.V. avrà ricevuto il fascicolo L'Ansaldo, la guerra e il problema na­zionale delle miniere di Cogne .
Nessuno più di me riconosce ed ha riconosciuto che i fratelli Perrone hanno fatto miracoli in fatto di produzione di artiglierie, essenzialmente per quantità, ma, ricordando le loro benemerenze, bisogna pure guardare risolutamente in faccia alla verità.
Non è poi mia intenzione, neanche in questo caso, come ebbi a dichiarare a S.E. il Capo del Governo e a S.E. Gazzera. di smentire pubblicamente S.E. Salandra e S.E. Zupelli, per ciò che si legge nel volume L'Intervento a p. 352, circa le batterie obici da 149 A, eresia la più vuota di consistenza, e in quanto alla testimonianza di S.E. Zupelli riportata nel fascicolo a p. 89 basti il notare che non può che riferirsi alla battaglia del Piave (15-23 giugno 1918) già avvenuta.
Sinora nulla ho mai smentito pubblicamente, neanche gravissimi errori della rela­zione ufficiale del nostro Stato Maggiore, riconosciuti dal Capo dell'Ufficio storico, perché ho sempre ritenuto mio dovere personale il tacere.
Ed anche pei Perrone ho lodato coscienziosamente quanto dovevo e potevo lodare perché ne era il caso e non ho ricordato mai pubblicamente che in 25 cannoni da 149 A (di cui 10 già alla fronte) risultò sbagliata la rigatura (l'errore commesso dalla Casa, dice nella Inchiesta il generale Vitelli, è di natura talmente grossolana e così anormale che non era supponibile potesse verificarsi), né l'insuccesso completo della produzione degli obici da 105, né le difficoltà pratiche per utilizzare il materiale obici da 149 A (III0 bis), né la facilità con cui parlavano di aver dato batterie senza ordinazioni preventive quando ave­vano ancora da allestire 2165 elementi e 1228 elementi da fucinare (IX0)... né altre
esagerazioni.
Sono passali più di dieci anni dacché Le consegnai alcuni documenti che si riferi­vano alla produzione delle Armi e Munizioni dopo Caporetto; collo stesso sentimento Le invio i qui uniti appunti con preghiera di restituzione a suo tempo, ora come allora.
Noi la guerra l'abbiamo vinta, e a fronte di tale grandioso avvenimento, a fronte di tanti sacrifìci passati, il ricordo della guerra deve andare verso la vita, e non verso sod­disfazioni personali.
Per cui concludo sempre sia meglio coniugare il verbo tacere.
Accolga i miei più distinti saluti
Alfredo Dallolio
A S.E. il
Conte Gr. Cord. Alessandro Mattioli Pasqualini
Miniatro della Casa del Re
Senatore del Regno ROMA