Rassegna storica del Risorgimento

CRISPI FRANCESCO CARTE; MANCINI PASQUALE STANSLAO CARTE; MUSEO
anno <1976>   pagina <242>
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Emilia Morelli
Roma, 5 giugno 1934 XII
Caro Colonnello,
La ringrazio per la sua lettera del 1 corr. Desidero però precisare quanto riguarda la lettera al Presidente del Consiglio Orlando in data 3 novembre 1917 di cui allora sono sicuro di non avere avuto conoscenza. Solo che in seguito alla pubblicazione del libro del Maresciallo Caviglia ( La dodicesima battaglia: Caporetto ) meravigliato del periodo a pag. 257: Perciò prospettava al Governo la eventualità di dover far pace separata col ne­mico ricordando senza dubbi di sorta che mai avevo sentito parlare di pace separata da SJS. Cadorna, che avevo visto il 28-29 ottobre 1917 e il 5 novembre 1917, e né in Italia né all'estero mi era giunta la voce che SJE. Cadorna avesse prospettata al Governo tale eventualità mi rivolsi ad alcuni colleghi nel Ministero Orlando e ad altri Generali, i quali tutti mi confermarono nella mia e loro informazione. La domanda mia era: <t Ricordate di aver sentito dire che dal 28 ottobre al 5 novembre 1917 S.E. Cadorna avesse prospettato al Governo la eventualità di dover fare pace separata col nemico? . Tutti risposero: No.
Premesso ciò debbo per verità rilevare che per quanto riguarda le interpretazioni della Commissione d'Inchiesta per Caporetto (1919) a pagg. 547-548 e della Parte I: L'Italia nella guerra mondiale (marzo 1927) del generale Segato pagg. 514-515-541, mai da S.E. Cadorna che pure come è provato ne ebbe conoscenza vennero segnalate tali interpretazioni come erronee. Ciò mi fu fatto osservare da S.E. Caviglia e nulla ebbi da eccepire.
Come pure in, verità a pag. 216 ( La guerra alla fronte italiana , voi. II, 1923) lui timo periodo: Ho voluto esporre cosi la situazione nella sua dolorosa realtà ecc. ecc. di innegabile importanza, è saltato, per quanto a pag. 123 si legga: a Le mie impressioni sulla situazione generale, quale mi si presentava in quel giorno in base alle notizie che giungevano al Comando Supremo, sono fedelmente riprodotte in una lettera al Presidente del Consiglio dello stesso tre novembre che riassumerò, poiché è sul fondamento di quelle notizie che il Comando Supremo dovea prendere le sue determinazioni .
E il generale Segato aggiunge a pag. 514 riportando il periodo saltato che era: Ho voluto esporre cosi la situazione nella sua dolorosa realtà, sembrandomi meritevole di es­sere considerata all'infuori della ragione militare, per quei provvedimenti di governo che esorbitano dalla mia competenza e dai miei doveri . Altro periodo, la cui importanza è superfluo di far rilevare.
Inoltre ho ignorato l'impressione avuta da S.E. Orlando nella comunicazione di Suo Padre del 3 nov. 1917 o in altre successive comunicazioni che possono avere delucidato i propositi di S.E., come pure le informazioni speciali dell'I e del 2-3-4 nov. 1917, e ciò che poteva essere a conoscenza di S.E. Alfieri ministro della Guerra, e parlo di allora.
Ma ripeto per quanto riguarda me ed altri colleghi nel ministero Orlando, indipen­dentemente dalle interpretazioni della nota lettera 3 novembre 1917, che abbiamo conosciuta ben più tardi, mai abbiamo saputo o sentito dire che S.E. Cadorna dal 28 ottobre 1917 al 5 novembre 1917 avesse prospettata al Governo l'eventualità di far pace separata col ne­mico. Ciò quindi alTinfuori delle interpretazioni stampate, già citate.
Del resto anche il maresciallo Giardino che il 1 e il 5 novembre 1917 era a Treviso, può dire se a le preoccupazioni che il Comando Supremo avea (pagg. 104, 105, 106, volume I: Rievocazioni e Riflessioni di guerra . Maresciallo Giardino) arrivassero al punlo di parlare di pace separata... e se ad essa si riferisce la frase... per quei provvedi' menti di governo c/te esorbitano dalla mia competenza e dai miei doveri.
Mentre non sono in grado di spiegarmi come mai S.E. Cadorna non abbia rilevato le gravi interpretazioni già accennate circa la lettera del 3 novembre 1917, per mio conto non arrivo a capire che i provvedimenti di Governo si riferissero proprio alla eventualità di dover fare pace separata col nemico ... e dico subito i motivi:
1") Perché mai seppi né allora né dopo che S.E. Cadorna intendesse veramente parlare di pace separata. Non ho obbligo di sottoscrivere le interpretazioni degli altri.
2") Perché la Déclaration 26 Avril 1915 dice: a Lea Gouvcrnements Francois, bri tannique, italica et russe, s'engagent mutuellement ne pas conclure de paix séparée au cours de la présente guerre .