Rassegna storica del Risorgimento

CRISPI FRANCESCO CARTE; MANCINI PASQUALE STANSLAO CARTE; MUSEO
anno <1976>   pagina <247>
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Libri e periodici
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tate comunque e coerentemente l'evento politico non soffoca il dato giurìdico, rimasto sempre in autonomia in rigoroso rapporto con la vicenda dei fatti e dei pensieri umani.
La connessione, poi, è confermata dalle considerazioni sulla genesi e l'ampliamento dei concetti politici, avvertiti con effetti qualificati nell'ambito giuridico. E il primo capi­tolo Coscienza costituente e mandati imperativi netta Francia del 1789 dimostra quanto e come il diritto e pubblico e privato si sia delineato e abbia maturato i propri connotati in un periodo, tra i fondamentali della storia generale.
Analogamente, nel secondo Battaglie pubblicistiche e discussioni parlamentari sulla dichiarazione dei diritti dell'uomo, il Saitta tratta del cammino sul terreno, con valore on­nicomprensivo definito costituzionale, cogliendo gli aspetti salienti e penetranti, e senza lasciarsi irretire da idee troppo astratte, documenta le fasi preparatorie delle leggi con l'indispensabile corredo complementare dei progetti. L'intenzione (che non è assolutamente violenza) di porre in luce il peso nell'opera degli aspetti giuridici non può limitare l'analisi di quelli meramente storici, ai quali il Saitta riserva un'attenzione brillantissima nei risul­tati, cioè nei contributi forniti alle discussioni sui temi politici, simbolo della nuova era .
La giusta diffusione data nel capitolo La costituzione del 3 settembre 1791 e la mo~ narchia costituzionale alle considerazioni del Mounier e del Sieyès, leaders delle tendenze allora in contrasto e la pubblicazione, seppur in nota, dei passi essenziali dei documenti da altri elaborati in quello stesso periodo, convalidano la tesi sostenuta in apertura: il Saitta, nel lavorare con intenzioni genuinamente storiografiche, ha illuminato con brani sa­lienti l'argomentato cammino filosofico-giuridico.
D'altra parte diversi concetti, quali quelli del potere statuale e costituzionale, del­l'uomo nella società, della partecipazione popolare subiscono una metamorfosi tale da scon­volgere dalla radici l'ottica politica e la normativa, costrette da allora per molti anni, a vivere in una situazione di soffocante interdipendenza. In altre parole, il mutamento di termini socialmente tanto qualificati farà si che nulla possa più muoversi nelle due strut­ture senza alta eco reciproca e risalto nell'ambito della storia generale.
Il a secolo dei lumi aveva preparato il terreno ideale e fecondato gli animi, ma nulla aveva prodotto nella politica e nel diritto di veramente sostanziale e di vitale per i secoli successivi. Mancava allora completamente in Francia, e la carenza va commisurata con i criteri contemporanei, la coscienza del suffragio universale, quale chiave di un si­stema autenticamente democratico: si indirizzavano, non senza rilievi critici, le norme esclusivamente in senso censitario o quanto meno si passava sotto silenzio il principio della Sovranità popolare, lasciato alle dispute dei teorici. In un discorso tenuto alla Camera il 10 giugno 1881 (in Arri PARLAMENTO ITALIANO, Discussioni, VI (1880-81), p. 5971), Francesco Crispi ha riepilogato in termini, al di là della polemica strumentale interna, del tatto correnti, la parabola e la fortuna del concetto nella nazione culla del moderno Stato: a ... Si avverta innanzitutto, che durante la grande rivoluzione il suffragio universale non fu decretato che dalla sola Convenzione. Tutti sapete che la Costituzione che lo ammise non fu attuata. Prima che la Costituzione si mettesse in pratica, fu proclamato il governo rivoluzionario ... Poscia venne il Direttorio e, con esso, una nuova costituzione; indi il Consolato e poi l'Impero. Con siffatti Governi non funzionò il suffragio universale. Se nelle costituzioni del Consolato e dell'Impero vi fu scritto, il suffragio universale in realtà non fu praticato. Lo sapete quale era l'ufficio del suffragio universale sotto il Consolato e l'Im­pero? Gli elettori facevano le Uste di notabilità, ed il grande elettore, quell'alto funzionario storico inventato dal Sieyès, nominava, scegliendoli in quelle liste, i cittadini agli uffici pubblici. Bisogna giungere al 1848 per vedere realmente il suffragio universale applicato in Francia. Esso continuò fino al giorno d'oggi. Le giornate di giugno 1848, l'Impero, Sédan, la Comune del 1871, sono essi l'effetto del suffragio universale? Signori, coloro che lo credono s'ingannano, o, per lo meno, non hanno meditato abbastanza sulla storia dei nostri vicini .
Per tornare al volume del Saitta, con scelta indovinata adottato nei corsi universitari della facoltà romana di Scienze Politiche, i problemi invero scottanti di quegli anni cosi fervidi sono soppesati con sicurezza, solida padronanza della materia e accuratezza nell'in­tarsio dei vari elementi.
Anche nel!'esaminare (la trattazione non è mai avulsa dal contesto politico, che ne è