Rassegna storica del Risorgimento

CRISPI FRANCESCO CARTE; MANCINI PASQUALE STANSLAO CARTE; MUSEO
anno <1976>   pagina <254>
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Libri e periodici
delle situazioni, l'intreccio delle circostanze, e confermano le qualità dello studioso che ri­stampa cose edite o pubblica testi inediti. Utilmente il Pescasio ha tratto dall'oblio un'ope­retta che, in modo puntuale e attento, descrive e analizza (dal punto di vista austriaco) l'assedio di Mantova tra il 1796 e il febbraio del '97; le note, le illustrazioni e i documenti completano la presentazione che sommariamente offre i dati per un giudizio sulle vicende mantovane, non adeguatamente inquadrate forse nel più generale problema della pre­senza francese in Italia. È da dire che la presa di Mantova da parte delle truppe francesi (2 febbraio 1797) rappresenta veramente una ce svolta da un'epoca all'altra, come il trat­tato di Campoformido, o la caduta del Regno italico; tanto che essa venne salutata dai contemporanei, giacobini o difensori dell'antico regime, come un momento particolarmente importante della guerra rivoluzionaria in Italia, della diffusione delle ideologie giaco­bine, del dominio austriaco nella penisola, stando alle ripercussioni nella pubblicistica o alle valutazioni dei diplomatici. Ma da una cronaca vissuta non si può sperare molto di più sul piano dell'interpretazione storica.
RENATO GIUSTI
GIOVANNI MANZONI, Briganti in Romagna, 1849-1850; Imola, Galeati, 1976, in 8, pp. 244, con tav. f.t. L. 5.000.
Questo è il quarto volume che ci offre documenti sul brigantaggio romagnolo, custo­diti nell'Archivio dei conti Manzoni di S. Lorenzo di Lugo. E riguardano, come si legge nel titolo, il biennio 1849-1850.
Sono in preparazione altri due volumi che hanno riferimento agli anni 1851-1853 e 1854-1873. Con quest'ultima data si chiude la documentazione brigantesca del citato Ar­chivio; il che non ci impedisce di pensare ad altri briganti di tempi meno remoti e magari vicinissimi, i quali in armonia con la legge del progresso eccellono nella genialità dell'inventiva, nella potenza e pluralità dei mezzi, nella ferocia e nel cinismo, e di con­seguenza nelle pretese pecuniarie riguardanti il riscatto.
Questo quarto volume che, non meno dei precedenti, getta paurosi baleni sugli anni del nostro Risorgimento, ci mette in confidenza documentaria col ce re della strada e re della foresta , che rese un servizio a Zvani (Giovanni Pascoli), nel momento in cui il caro poeta aveva l'urgente bisogno di rimare con Malatesta. Perdonabile licenza poetica; per cui, insieme col re, possiamo impaludare anche la sua Corte, e cantare una furtiva lacrima su Stuvanè (Stefano) il quale, per effetto di una pallottola centrata nella sua schiena, e già mezzo morto di sifilide, si levò dai piedi il 23 marzo 1851.
Che questo re della malora (Corte compresa) non sia mai stato un coadiuvante del riscatto nazionale (e tale leggenda continua a blaterare in questo mondo particolarmente bugiardo) è documentato anche da questo volume, e in abbondanza.
Quindi possiamo dire che l'unico contatto (ideale!) del Passatore col Risorgimento, lo si deve a Garibaldi quando gli scappò detto che... quél Passatore poteva essere l'Achille della sua quarantottesca coorte.
Ahimè, non si può dire male di Garibaldi! Per privilegio di natura, egli suonava, all'occorrenza, la grancassa dell'entusiasmo, il cui rimbombo era anche allora la vera mu­sica ... all'italiana.
Il volume è dunque la porzione di un utile archivio ed è un aiuto provvidenziale, anche se si tratta di briganti. La presentazione è dettata da Lorenzo Graziani che, ai bandi, alle notificazioni, alle sentenze ed ai fattacci orrendi, aggiunge di suo un episodio in cui è stato protagonista un suo avo, fattore dei conti Rasponi di Ravenna, che una sera fu costretto ad ospitare il re con la sua corto, ed a servirlo di minestra, di pollastri e di vino buono, per aver salva la pelle.
Di qui è nata (secondo la logica degli sprovveduti) la storia di un Passatore nemico della borghesia, difensore del proletariato, e dispensatore generoso delle ricchezze (altrui).
PIERO ZAMA