Rassegna storica del Risorgimento

CRISPI FRANCESCO CARTE; MANCINI PASQUALE STANSLAO CARTE; MUSEO
anno <1976>   pagina <262>
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Libri e periodici
Numerosi sono stati gli interventi e proficuo il dibattito. La rappresentanza di tutti i comitati del Mezzogiorno è stata attribuita al prof. Domenico Demarco.
BRUNO DI PORTO
GIOVANNI SPADOLINI, II Cesare Alfieri nella storia d'Italia. Nascita e primi passi della Scuola fiorentina di scienze sociali. Con documenti inediti e un'antologia di testi curata da SANDRO ROGARI (Quaderni di storia diretti da Giovanni Spadolini, XXXV); Firenze, Le Monnier, 1975, in 8, pp. XI-378. L. 7.000.
Momento, o frammento, di quella storia delle istituzioni e delle strutture politiche e civili del nostro paese , cui Fautore ha dato un cosi vasto ed incisivo contributo sia con i suoi personali contributi d'indagine storiografica, sia attraverso l'attività didattica e scien­tifica dell'istituto di storia contemporanea da lui stesso fondato un quarto di secolo fa presso il fiorentino Cesare Alfieri , questo libro ricostruisce non solo le circostanze e le vicende specifiche della nascita e della prima fase di assestamento della prestigiosa scuola di scienze politiche e sociali, ma anche la personalità intellettuale e morale di uno dei più caratteristici rappresentanti di quella classe dirigente postunitaria, quale si espresse nella ristretta cerchia degli uomini della Destra. (Cerchia ristretta, certamente; ma, si dovrebbe subito aggiungere, augusta più che angusta). Storia delle istituzioni e storia della cultura, biografia individuale e studio di una mentalità collettiva, si fondono cosà nelle cento pagine del saggio introduttivo di Spadolini, come pure nelle duecento e più della non meno inte­ressante parte documentaria.
Intorno alla figura del marchese e senatore Carlo Alfieri di Sostegno e della sua ini­ziativa fiorentina si dispongono ed acquistano rilievo e corposità sociale i problemi, le alter­native, le occasioni mancate del processo di formazione della classe dirigente del nuovo Stato; in una cornice ben limitata, ma che proprio per questo consente una analisi precisa delle intenzioni programmatiche e dei risultati a breve e lungo termine, nell'ambito di una specifica situazione politica e culturale. Le questioni allora e poi tanto vivacemente, ma spesso anche tanto genericamente dibattute su politica e amministrazione, accentramento ed autogoverno locale, burocrazia e classe politica, e più latamente ancora su governo e governati in regime rappresentativo, si definiscono, nella riflessione di Alfieri e degli uomini politici e di cultura a lui vicini, come concreto problema di scelte per una politica della pubblica istruzione in uno Stato moderno. Alla base di questo problema, il nodo del rap­porto fra preparazione di carattere generale alla direzione ed alle responsabilità politiche, e formazione professionale per la conduzione tecnica dell'apparato dello Stato. Un nodo che in Italia non è stato mai sciolto; anzi, con il passare del tempo e delle generazioni, si è fatto sempre più inestricabile, tanto che non sarebbe esagerato parlare di progressiva ri­nuncia sia alla prima sia alla seconda.
ALBERTO AQUARONE
ANGELO ARA, Ricerche sugli austro-italiani e l'ultima Austria; Roma, Editrice Elia, 1974, in 8, pp. 347. L. 4.800.
Tra i lavori che in questi ultimi anni sono stati dedicati ai vari aspetti della orisi finale dell'impero austro-ungarico, un posto tutto particolare occupa questo libro di An­gelo Ara che raccoglie alcuni saggi sei per l'esattezza costituenti una ricerca ed una riflessione legate da una tematica unitaria. La peculiarità del discorso di Ara sembra si possa cogliere nel tentativo di ricostruirò, certo non in maniera globale, cosa d'altronde che la natura stessa del libro non consentiva, la vita degli Italiani in Austria negli anni del crepuscolo della duplice monarchia. L'indagine condotta dall'Autore si sofferma a stu­diare lo svolgersi della vita dell'elemento italiano nella monarchia danubiana in alcuni