Rassegna storica del Risorgimento
BAKUNIN MICHAIL ALEKSANDROVIC; SCANDINAVISMO; SVEZIA (REGNO) E
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1976
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Silvio Furlani
i rappresentanti delle grandi potenze europee dal 25 febbraio per i negoziati di pace con la Russia al termine della guerra di Crimea, il primo riferimento da parte svedese al significato dell'iniziativa politica assunta dal Piemonte con la sua alleanza militare con la Francia e la Gran Bretagna. Nel volume uscito in francese il 29 febbraio a Parigi : La Scandinavie, ses craintes et ses espérances, che apparve anche in inglese ed in svedese con modifiche ed aggiunte,3* l'autore, forse deluso nelle aspettative da lui riposte nella conclusione del Trattato di novembre del 1855 e del mancato intervento militare contro la Russia, traccia un parallelo tra la funzione-guida che il Piemonte stava svolgendo in Italia e l'occasione perduta dalla Svezia a favore della Scandinavia. Con il suo libro Gustai Lallerstedt, l'autore, volle richiamare l'attenzione delle potenze europee sulla minaccia russa e sull'importanza di opporsi ad essa anche mediante il rafforzamento della posizione dei Regni uniti di Svezia e Norvegia mediante l'inserimento dei particolari problemi della Scandinavia nel quadro generale europeo. Con l'insistere su uno stretto collegamento della particolare situazione scandinava con l'interesse generale europeo a motivo della comune minaccia russa l'autore, fin dalla prefazione, confuta quanti sostengono l'inopportunità, per gli Stati di secondo ordine, di svolgere una politica attiva. Al contrario, il Lallerstedt afferma: 4)
Gli Stati secondaci a torto credono che con una loro adesione ai combattenti di primo ordine, di poca importanza sia la loro posizione. È loro missione rappresentare gruppi di interessi che appaiono deboli quando sono isolati ma che assumono una grande importanza se hanno una bandiera. Il Piemonte a tale proposito ha dato un esempio degno di nota, ed è motivo di rammarico il fatto che la Svezia non abbia potuto assumere l'iniziativa. Tutte le speranze dell'Italia si sono rivolte al Piemonte; nell'identico modo le speranze della Scandinavia si sarebbero raccolte intorno alla Svezia.
Con le testimonianze di simpatia da noi indirizzate alle potenze alleate noi siamo certi di essere l'eco fedele di tutti gli Scandinavi, e, saremmo felici se tutti all'identico modo consentissero a condividere le idee politiche che hanno ispirato questo libro. Essi non vi cerchino solo un'opera di circostanza, ma una formula politica, una dottrina nazionale, dalla quale la Scandinavia non potrà allontanarsi senza suo danno. Sia nel caso in cui la guerra continui sia nel caso in cui si faccia la pace, nulla abbiamo da mutare nelle righe che seguono. I grandi avvenimenti in corso hanno potuto conferire al nostro libro un carattere di opportunità; ma per noi risulta importante che gli Scandinavi non tanto vi vedano una questione passeggera del momento quanto un'eterna questione di principi.
A questa professione di fede nello scandinavismo Lallerstedt si mantenne coerente per tutta la vita, chiusa tragicamente con il suicidio il 4 febbraio 1864. Nato nel 1816 a Norró, nello ÓBtergotland, era stato addetto alle Legazioni di Berlino e di Parigi, dove risiedeva tuttora. Nel 1851 era diventato il maggiore azionista del consorzio che aveva acquistato l'importante quotidiano liberale Aftonbladet. Era politicamente un grigio , un liberale moderato. In stretto contatto con i circoli di Corte, aveva esercitato, durante la guerra di Crimea,
23 S. ERIKSSON, Svemk diplomati och tidningspress under Krimhriget, Stockholm, 1939, p. 377.
3) Scandinavia, ita hopes and fears, London, 1856; Skandinavien, dess farhàgor och forhoppningar. Efter fransìca hufvud-upplagan med àndringar och tillàgg, Stockholm, 1856.
4) LÀLLASTEHDT, La Scandinavie, ae* craintes et ses cspérances, pp. V-VI