Rassegna storica del Risorgimento

BAKUNIN MICHAIL ALEKSANDROVIC; SCANDINAVISMO; SVEZIA (REGNO) E
anno <1976>   pagina <290>
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Silvio Furiarti
norme diplomatiche nascondeva così in sostanza l'intenzione di seguire una linea politica ufficiale che non collocasse il governo svedese in una posizione di avanguardia tale da destare sospetti in qualche capitale europea.
Quando il marchese Migliorati, con nota datata 22 aprile 1861, in confor­mità alle istruzioni di Cavour, richiese ufficialmente il riconoscimento del regno d'Italia, Manderstrom si affrettò a comunicargli una settimana dopo il consenso di Carlo XV il quale desiderava tuttavia che la notifica del nuovo titolo assunto da Vittorio Emanuele avvenisse mediante una lettera personale del re. Cavour accolse prontamente tale suggerimento e decise di approfittare di questa occa­sione per dimostrare, con un atto di particolare solennità, l'importanza che an­netteva a relazioni più strette e più cordiali con la Svezia. Nacque così l'idea di far pervenire la lettera reale di notifica non per il tramite del marchese Migliorati, ma mediante una missione straordinaria, da affidarsi al marchese Vincenzo Fardella di Torrearsa. La lettera di Vittorio Emanuele, che recava la data del 5 maggio,20) fu, però, recapitata solo due mesi dopo, perché la par­tenza del Torrearsa subì un rinvio che si protrasse poi oltre il termine previsto a causa della morte di Cavour, sopravvenuta il 6 giugno.
Durante il soggiorno del Torrearsa a Stoccolma fu tenuto, con l'inviato italiano quale ospite d'onore, l'il luglio un banchetto offerto dalla città di Stoc­colma che si trasformò dn una entusiastica manifestazione tanto a favore del­l'Italia quanto dello scandinavismo. Vi presero la parola, da parte svedese, Adam Christian Bab, deputato moderato-liberale alla Camera dei Nobili, che era -intervenuto anche nella discussione della mozione Lallerstedt nel 1859; Gustaf Lallerstedt, che ancora una volta insistette -sulle analogie tra i due mo­vimenti nazionali; di pubblicista ed nomo politico liberale Per Reinhold Tersmeden, collaboratore deìTAftonòladet; ed il colonnello Hazelius, pubbli­cista di tendenze conservatrici, del cui discorso fu data lettura, non avendo egli potuto Intervenire di persona a causa di una caduta da cavallo.21)
La cornice esteriore ed i discorsi pronunciati rendevano assai bene l'atmo­sfera di italianità che aveva ispirato l'iniziativa dei promotori. È interessante, ci sembra, però, constatare che, pur trattandosi di una manifestazione cui parte­cipavano, come rilevarono i giornali dell'epoca,22* cittadini di ogni estrazione sociale e di opposta opinione politica, tra gli oratori non figurasse August Bian­che, noto quale sostenitore dell'iniziativa popolare più che fautore di soluzioni progressiste attuate con il concorso e sotto la guida delle classi politiche ege­moni. Sotto questo profilo l'azione svolta da Garibaldi nel Mezzogiorno d'Italia veniva ad assumere un particolare valore indicativo sulla natura politica del suo comportamento. Da una parte era un esempio di iniziativa popolare che aveva trovato la sua soluzione mediante il concorso della iniziativa politica delle auto­rità legittime; dall'altra parte era la testimonianza dell'imbrigliamento della volontà autenticamente nazionale e popolare da parte delle forze che tutelavano l'esistenza ed il mantenimento delle strutture politiche e sociali da una distru­zione istantanea. Illuminante può apparire, con tale riferimento, l'intervento
2) È riprodotta in facsimile da E. NAUMANN, op. cit. p. 11.
21) Sulla missione Torrearsa e sul banchetto di Stoccolma efr, per maggiori partico­lari S. FURI,ANI, La missione Torrearsa ed il riconoscimento del Regno d'Italia da parte degli Stati scandinavi, in Storia e Politica, I, 1962, pp. 278-303.
22) Vedi ad esempio VAftonbladet ed il Nya Dagligt Allehanda del 12 luglio 1861.