Rassegna storica del Risorgimento
BAKUNIN MICHAIL ALEKSANDROVIC; SCANDINAVISMO; SVEZIA (REGNO) E
anno
<
1976
>
pagina
<
291
>
La Svezia e il Risorgimento 291
dell'unico conservatore, quello del colonnello Hazelius. Egli, con argomenti diversi ma univoci, volle presentare all'uditorio una interpretazione della figura e dell'azione di Garibaldi, tutta tesa a scolpirne l'onestà della fede nazionale, sul cui altare aveva sacrificato quella politica, senza rinunciarvi; Garibaldi è una grande spada, ma sulla punta di questa spada si trova un'idea, un'idea alla quale egli consacra tutta la sua vita, l'idea del Risorgimento dell'Italia mediante la libertà politica. Egli è repubblicano di sicura fede, ma il suo programma assomiglia a quello di Lafayette: la sua repubblica si chiama Vittorio Emanuele. Il richiamo a Lafayette non suonava nuovo alle orecchie degli Svedesi bene informati. Pochi mesi prima, nel novembre 1860, dopo la costituzione della Società del tiro a segno (skarpskytterarelse) di Stoccolma, orientata apertamente verso un indirizzo liberal-radicale, era circolata la voce di uno scambio di battute tra il principe ereditario Oscar e Knut Bonde, che era stato nominato presidente di quell'associazione. Incontrandolo per strada, si raccontava che il principe avesse apostrofato il Bonde con la frase: Stai facendo la parte di Lafayette (Du leker Lafayette), cui il Bonde replicò: Certo, ma non ho il suo cavallo bianco . Al che il principe, di rimando: Infatti, ne cavalchi uno rosso!. Era noto che la società (skarpskytterórelse) di Stoccolma, di cui erano esponenti di rilievo August Bianche, Lars Johan Hierta, August Sohlman e Julius Mankell, propugnava una struttura associativa ed una linea programmatica ispirata ai più avanzati ideali democratico-radicali. Il Lallerstedt aveva addirittura confidato al consigliere di Stato norvegese Ketil Motzfeldt che il movimento in fase di costituzione era destinato a diventare lo strumento principale per imporre la riforma della rappresentanza degli Stati.24J In realtà nel corso dei due anni che delimitano, tra l'autunno del 1859 e l'estate del 1861, la fase decisiva della formazione dell'unità italiana, nella storia della Svezia eventi, altrettanto indicativi vengono a costituire l'indizio del passaggio ad una fase diversa dell'evoluzione politica del paese. La crisi dei rapporti con la Norvegia sulla luogotenenza (stathàllarstriden) ; i tentativi in continuazione rinnovati e l'impegno politico mai affievolitosi per una soluzione unitaria dello scandinavismo; l'iniziativa, assunta da parte di un comitato centrale istituito il 27 ottobre 1860, per la raccolta di petizioni in tutto il paese per ima nuova struttura della rappresentanza politica, furono tutti eventi che prefigurarono, negli indirizzi e ned limiti, le linee direttrici dell'azione futura delle individualità e delle forze politiche. Il concorso delle linee direttrici originate da questi eventi di rottnra provocò contrasti, opposizioni, convergenze temporanee, identità tattiche tra persone e forze politiche impegnate, fino a coinvolgere, nello svolgimento del contorto processo di elaborazione ideologica, a finì strumentali di strategia politica, anche il movimento d'opinione formatosi, sotto la spinta di una all'in ila sentimentale, per la causa nazionale italiana.
Per misurare il livello di degradante umiliazione al quale poteva condurre ogni richiamo inavveduto all'unificazione italiana, può servire di esempio la disavventura toccata al Lallerstedt nel corso di un colloquio con il ministro norvegese Motzfeldt nel dicembre 1860. Lallerstedt, nel tentativo di convincere l'interlocutore dell'opportunità di superare ì crisi dell'Unione mediante la co-
23) NlLS F. HOLM, Den svenska skarpskytter'órehens uppkomst, in Historisk TidskrìfU n. 74, 1954, p. 194.
2*) STIC EKMAN, Slutstriden om repreaentationsreformen, Uppsale, 1966, pp. 50-51.