Rassegna storica del Risorgimento

BAKUNIN MICHAIL ALEKSANDROVIC; SCANDINAVISMO; SVEZIA (REGNO) E
anno <1976>   pagina <294>
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Silvio Furiarli
sia pure indirettamente, dal rivoluzionario russo, Ira lo scandinavismo ed il co­siddetto partito d'azione italiano.
La permanenza a Stoccolma aveva favorito, da parte di Bakunin, la forma­zione di mia rete di conoscenze con molti eminenti sostenitori del liberalismo politico e dello scandinavismo ed, in genere, con diverse personalità di rilievo delle alte sfere governative. È radicata in Svezia Fopànione che Bakunin fosse stato ricevuto persino da re Carlo XV che nel raccomandargli una certa riser­vatezza gli avrebbe dato assicurazioni contro un'eventuale espulsione dal regno, ma il Nettlau, nella sua biografia di Bakunin, ritiene poco attendibile tale con­vincimento e tende invece a condividere la testimonianza di Herzen senior, su di un colloquio che Bakunin avrebbe avuto solo con il principe ereditario Oscar. Yale la pena, tuttavia, ricordare le persone che, per testimonianza diretta di Bakunin, entrarono in rapporti con Ini. Il rapido elenco dei loro nomi risulta di per sé eloquente della larga convergenza politica che la sua azione aveva stabilito con quanti in Svezia, con la loro attività amministrativa, parlamentare e giornalistica, condizionavano i movimenti dell'opinione pubblica a favore dello scandinavismo e di una trasformazione apertamente liberale dell'ordinamento rappresentativo esistente. Tra i simpatizzanti di Bakunin abbiamo i membri della Camera della Borghesia Albert Wilhelm. Bjòrck, Lars Johan Hierta, Gustaf Lallerstedt, il redattore-capo deWAftonbladet August Sohlman e Karl Adam Lindstròm che rivestiva la medesima funzione nel Nya Dagligt AUehanda;35* il generale Gillis Bildt, primo aiutante del re, inviato nel luglio 1861 a Torino in missione straordinaria per comunicare ufficialmente a Vittorio Emanuele II il riconoscimento del Regno d'Italia da parte della Svezia; il giurista e politico Johan Nordstrom, archivista del Regno, ed infine August Bianche, figura ben nota a tutti gli Svedesi, uno dei capi come si legge in un dispaccio tra­smesso a Torino dal ministro d'Italia a Stoccolma dopo la dimostrazione a favore di Garibaldi del 1862 del partito d'azione che si è prefisso di spingere il paese nella via del progresso, non arrestandosi che ai limiti imposti dal principio monarchico ,37) ed il suo amico Victor Enblom.38)
Come si vede, personalità di estrazione sociale diversa e di formazione ideologica non sempre affine si erano con entusiasmo raccolte intorno alla figura
33) NETTLAU, op. cit., I, p. 162. Sulla base del libro delle udienze di Carlo XV NILS F. HOLM, Sverige och 1800-talets polska frihetsrorelser, in AktueUt och Historiskt, 1972, p. 132, afferma che Bakunin sarebbe stato ricevuto dal re sotto il nome di Laurier. Non saprei entro quali limiti sia accettabile la identificazione di Bakunin con la persona re­cante il nome di Laurier, ricevuta il 13 maggio 1863. È noto che Bakunin, giunto in Svezia, aveva assunto il nome di Henri Soulé.
34) Lettera di Bakunin a Herzen junior, Goteborg, 24 marzo 1863, cfr. RUDNICKAJA-D'JAKOV, op. cìt., pp. 281-282.
35) Lettera di Bakunin a Per Reinhold Tersmeden e Sohlman, Londra, 29 ottobre 1863, cfr. RUDNICKAJA-D'JAKOV, op. cit., p. 286.
36) per l'indicazione di Bildt e Nordstrom vedi lettera di Bakunin a Herzen junior, Goteborg, 24 marzo 1863, citata.
37) Taliacarne a Durando, Stoccolma, 24 settembre 1862, in Archivio Ministero Af­fari Esteri. Serie II, Pacco 208 (Stoccolma).
3S) Enblom è nominato, insieme a Bianche ed a Hjerta, tra coloro che segnalarono a Bakunin il nome del libraio Stroube quale persona indicata a provvedere all'invio clande­stino della letteratura rivoluzionaria in Finlandia, cfr. NETTLAU, op. ci*., 1, p. 165.