Rassegna storica del Risorgimento

BAKUNIN MICHAIL ALEKSANDROVIC; SCANDINAVISMO; SVEZIA (REGNO) E
anno <1976>   pagina <296>
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Silvio Furiarli
tranciarsi contro tale interpretazione lesiva dell'autonomia costituzionale della Norvegia, alla Camera dei Borghesi, Bianche ed i liberali sopra nominati, la cui posizione era motivata da una interpretazione giuridicamente più razionale, che escludeva qualsiasi riconoscimento di un rapporto, tra i due membri del­l'Unione, su livelli di competenza interna ineguali. Influirono sull'assunzione di tale atteggiamento la natura delle convinzioni politiche coltivate dagli inte­ressati diametralmente opposte a quelle di coloro che intendevano vedere nel-l'Unione solo uno strumento mascherato per riaffermare l'illusione di un diritto esercitato per effetto di una conquista, e non, come realmente era accaduto, in seguito a duri negoziati con i rappresentanti' legittimi del popolo norvegese,43ì Bianche e gli amici che i schierarono al Riksdag accanto a lui condussero la loro battaglia anche per motivi di politica interna, in opposizione alla strut­tura della rappresentanza politica degli Stati, alla quale volevano vedere sosti­tuita un'altra rappresentanza di estrazione popolare più estesa, sul modello pro­prio dello Storting e dell'ordinamento vigente in Danimarca. Era questa, per essi, una delle premesse necessarie per la preparazione del terreno su cui potesse attecchire rigogliosa la pianta della nazione scandinava, di uno scandii-navismo che sorgesse dalla volontà popolare. Per giungere a tanto era tuttavia indispensabile promuovere in Svezia una maggiore coesione associativa e spi­rituale tra le forze più genuinamente popolari per superare la resistenza delle classi che erano espressione dell'immobilismo costituzionale. Tra gli elementi costitutivi di tale programma di aggregazione è da iscriversi la nascita della Società del tiro a segno (skarpskyUeròrèlsen), che ebbe in Bianche, ed in molti altri liberali, uno dei promotori più accesi. Solo mediante la diffusione dei nuovi principi negli strati popolari era plausibile coltivare la speranza che, estesa la sensibilità dell'eguale capacità giuridica e politica a tutti i cittadini, potesse ripetersi, in Svezia ed in Scandinavia, quanto era avvenuto nella peni­sola italiana. Ivi, come ritenne Gustav Lallerstedt, l'unione era stata resa possi­bile dalla spontanea rinuncia alle gelosie reciproche da parte di tutti i membri sull'altare della grande patria comune.i5) In considerazione delle polemiche sulla convergenza e sull'opposizione tra guerra regia e guerra del popolo nel Risorgimento italiano, non credo che ai possa, in sede critica, accogliere senza riserve l'opinione del Lallerstedt. È certo che essa è stata suggerita soprattutto dall'auspicio del trionfo dell'iniziativa regia in Scandinavia, in analogia a quanto si era verificato nella penisola italiana: auspicio naturale in chi, come il Lal­lerstedt, apparteneva alla cerchia dei confidenti di Carlo XV. La coincidenza temporale dell'opinione del Lallerstedt con i momenti in cui più rovente dila­gava la disputa sull'abolizione della luogotenenza non eselude comunque che egli avesse avvertito l'importanza determinante che assumeva, per lo scandìna-
*) P. STANC, Stattholdersak og unionsstrid 1856-1862* Oslo, 1943.
43) su fui; negoziati vedi la sintetica esposizione divulgativa, ma criticamente prege­vole, di S. STEEN, Hvordan Grunnloven blev tUy in Amen fra Eidsvoll. Norges Grunnlov, Oslo, 1945, pp. 7-74.
44) Bianche fu nel novembre 1860 uno dei promotori della Società del tiro a segno di Stoccolma e si racconta che egli avesse affermato in un comizio che scopo della fonda­zione del movimento era istituire uno strumento di difesa contro la Russia esteriore e quella interiore , cfr. NiLS F, HOLM, Den svenslca sharpkytter'órelsens uppkomst, in Risto-rish Tidskrift, a. 74, 1954, p. 192.
45) S. ERIKSSON, Cari XV, Stockholm, 1954, p. 306.