Rassegna storica del Risorgimento
BAKUNIN MICHAIL ALEKSANDROVIC; SCANDINAVISMO; SVEZIA (REGNO) E
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Silvio Furloni
spanta di propulsione alle iniziative scandinaviste ed al movimento per la riforma della rappresentanza politica.
L'iniziativa popolare era, per Baknnin, l'unico strumento in grado di assicurare il trionfo del movimento nazionale scandinavista e di quello democratico-rappresentativo. Tale iniziativa era in ogni caso destinata a vedere spuntati i suoi tentativi di trasformazione liberale e democratica delle strutture se non dotata di una organizzazione internazionale. A dimostrazione del fatto che quella fosse Tunica via di una reale azione politica Bakunin preparò per Sohlman una memoria esplicativa di ottanta pagine sui principi e sulle fondamenta ideologiche della sua Società -segreta.61)
Tra le considerazioni svolte da Bakunin assumono per noi, in questa sede, interesse solo quelle che implicano un giudizio sulla validità di un coordinamento dell'azione politica svolta dalla Svezia e dall'Italia. Un giudizio di tale natura non viene espressamente pronunciato da Bakunin, ma esso nondimeno risulta chiaramente negativo dal ragionamento di base, che costituisce la premessa del suo programma d'azione. Dall'affermazione apodittica dell'intesa tacita tra i monarchici d'Europa, ivi compresi i re di Danimarca, d'Italia e di Svezia, di non tollerare l'avvento di movimenti popolari nazionali e liberali, che potesse sfociare nella caduta dei troni e delle classi dominanti, viene dedotta l'impossibilità per la reazione europea, installata sul -continente, di favorire le aspirazioni liberali in Scandinavia sia sotto il profilo dell'unità nazionale, sia sotto quello di una democratizzazione interna. La libertà della Svezia aveva, d'altra parte, bisogno dell'appoggio esterno ed il futuro dello scandinavismo dipendeva dall'evoluzione dell'Europa. Ne risultava palese, anche nel caso della Svezia, la necessità di unalleanza di tutte le forze popolari europee. Con simile conclusione ogni affinità elettiva tra i popoli come singoli veniva sostituita dal convincimento dell'esistenza di una divisione netta, in ciascuno di essi, tra movimento reazionario e movimento popolare. La condanna di ogni diverso indirizzo di integrazione nazionale e liberale al di fuori di ogni iniziativa coordinata tra i movimenti popolari veri e propri, ne risultava irrevocabile.
L'accettazione della piattaforma ideologica di Bakunin si traduceva così nel riconoscere la necessità di una rivoluzione sociale in Europa, accompagnata dall'emancipazione non solo politica, ma anche economica delle masse popolari. Essa portava anche ad un'abiura della propria nazionalità ed ad una subordinazione dello scandinavismo al generale movimento rivoluzionario europeo.
August Sohlman fece atto di adesione alla grande famiglia internazionale segreta e rivoluzionaria . Ne rende testimonianza una nota redatta il 12 ottobre 1864 a Stoccolma da Bakunin, e conservata tra le carte della Biblioteca reale. L'adesione fu, comunque, accompagnata da riserve tali da renderla sostanziai-
<5i) La memoria, redatta in francese è stata largamente utilizzata e riassunta da L. KRUSIUS-AHRENBBRC, art. cit., pp. 50 sgg. Qualche citazione testuale trovasi in A. LEH-NINC, Bakunin' conceptions cit., pp. 62 sgg. Una versione non completa in russo è stata pubblicata da RUONiCICAJA-D'JAKO V, Novye malerialy cit., pp. 315-329. Sull'importanza della memoria vedi anche C. CASTELLI, Confronto fra due storiografie; il V convegno degli storici Ualo-sovieUei di Mosca, in Studi Storici, XIII, 1972, pp. 648-649; A. LEIININC. Bakunin e La formazione dell'Internazionale in Italia, in Anarchismo e socialismo in Italia, 1872-1892. Atti dei Convegno di studi a Marxisti e * Riministi ' , Rimini 19-21 ottobre 1972, Roma, 1973, pp. 153-170: L. VA LI ANI, Questioni di storia del socialismo, nuova ed., Torino, 1975, soprattutto pp. 72 sgg.