Rassegna storica del Risorgimento

BAKUNIN MICHAIL ALEKSANDROVIC; SCANDINAVISMO; SVEZIA (REGNO) E
anno <1976>   pagina <301>
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I La Svezia e il Risorgimento 301
mente dubbia ed equivoca. Sohlman approvò il principio secondo il quale a tutti fosse riconosciuta una eguale opportunità di sviluppo della propria perso­nalità -e che il lavoro divenisse Tunica base dei diritti del cittadino e dell'uomo, ma dichiaro di rispettare in primo luogo la libertà dell'individuo e di opporsi a qualsiasi costrizione organizzativa e di ravvisare anche nell'abolizione del di­ritto ereditario un attentato Ha libertà individuale.
Non intendeva poi rinunciare Sohlman, né alla patria, né alla famiglia, ma unicamente a quelle che ne erano manifestazioni palesi di egoismo e di ingiuste pretese. Tanto la patria quanto la famiglia potranno promuovere l'in­staurazione della nuova società solo mantenendosi fedeli alle basi stesse del­l'umanità, che sono la libertà, la giustìzia e l'eguaglianza.
Per quanto riguardava lo scandinavismo, Sohlman si dichiarava convinto della necessità di collegare il movimento scanditi a vista con il -movimento rivo­luzionario generale europeo e di affidare la guida di quest'ultimo ad un unico centro di azione, ma egli affermò anche con fermezza l'intenzione dà salva guar-dre l'autonomia dello scandinavismo contro il principio di una assoluta subor­dinazione. Aggiungeva poi di riservarsi il diritto, a tutela della sua libertà di uomo e di patriota, di non accettare gli ordini emanati dal Centro di azione, che gli sembrassero contrari tanto alla sua dignità personale quanto al bene ed alla sicurezza del suo paese. Con tali precisazioni promise di fare tutto il possi­bile per propagare, rafforzare e diffondere i principi e la potenza della Società, ma di riservarsi anche il diritto di uscirne nel caso in cui gli fossero richieste cose contrarie alle sue convinzioni e qualora l'Associazione seguisse un indirizzo contrario ai suoi principi.
Degli impegni assunti con questa promessa, da parte di Sohlman e di altri fratelli scandinavi, di svolgere un'intensa azione politica a favore dell'Associa­zione cui avevano dato la loro adesione, non esistono tracce. Le sollecitazioni di Bakunin ad essi rivolte per ottenere informazioni sui progressi registrati nei paesi scandinavi rimasero senza risposta. Alla domanda posta da Krusius-Ahren-berg al termine del suo saggiotì) se i fratelli svedesi avessero fatto qualcosa e lavorato intensamente, si deve rispondere con le stesse parole dello studioso finlandese: Essi non fecero praticamente niente (De gjorde sannolikt sa gott som ingenting).
In verità, l'adesione di Sohlman alla Società segreta di Bakunin e l'interesse dimostrato da altri scandinavistì per le velleità eversive del rivoluzionario russo erano nuH'altro che una naturale reazione psicologica allo sconforto donde erano stati presi al momento del crollo di ogni loro illusione. Sohlman ne era rimasto colpito in modo particolare dopo il famoso telegramma del dicembre 1863, sul promesso invio di 22.000 uomini da parte svedese ai Danesi nell'eventualità in cui gli Austro-Prussiani avessero passato l'Elider. Ne era rimasto colpito, perché, sembra che la promessa non fosse, come comunemente si ritiene, una improvvisa ed irresponsabile manifestazione del dilettantismo diplomatico di Carlo XV in
) Pubblicata nell'originale francese con traduzione russa da RUDNICKÀJÀ-D'JÀKOV, O dejatel'nosti revoljucionerov 60-h godov v Skandinavii cit., pp. 289-290. Di essa esiste, una versione italiana redatta da TJ. FEDELI, Michele Bakunin e la sua corrispondenza negli anni 1863-64, in Volontà, 1959, n. 3, pp. 148-149, che ha pubblicato anche nella nostra lingua le lettere indirizzate da Bakunin a Sohlman, conservate a Stoccolma.
63) L. KRUSIUS-AHBENBERC, art. cit., p. 74.