Rassegna storica del Risorgimento

BAKUNIN MICHAIL ALEKSANDROVIC; SCANDINAVISMO; SVEZIA (REGNO) E
anno <1976>   pagina <302>
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Silvio Furlani
polìtica estera, ma l'elemento essenziale di un piano di unificazione scandinava attentamente elaborato e ponderato.6*) Il fallimento, imputabile in notevole mi-j sura all'ostilità delle autorità governative svedesi, rese palese al Sohlman l'im­possibilità di continuare sulla via dello scandinavismo diplomatico, sia pure con­fortato da una parallela azione popolare. Dalla delusione subita sorse così, per lui e per altri, il convincimento di affidare la soluzione nazionale in Scandinavia al concorso unitario del movimento popolare-democratico, della cui organizza­zione internazionale in quel momento, Bakunin si era fatto il promotore. Della forza insita nel movimento popolare lo stesso Sohlman era stato testimone nel corso -della manifestazione scandinavista del 6 marzo 1864, durante la quale ave­vano preso la parola anche Adolf Hedin e Harald Wieselgren, > e che era de­generata in gravi atti di vandalismo.66) L'opinione pubblica ne rimase impres­sionata, e nel timore di un rivolgimento sociale si schierò compatta intorno al governo, in opposizione ai fautori di ogni avventura bellica sotto il vessillo dello scandinavismo.
Dopo il 1864 lo scandinavismo subisce una sostanziale trasformazione. Come ebbe ad osservare Clausen, da quel momento cominciò a radicarsi il convinci­mento che esso, per avere un futuro, doveva essere sottratto al mondo accade­mico ed a quello politico per divenire patrimonio comune di tutti i popoli nordici. Si fa strada la necessità di fare di esso un movimento popolare.
Il sorgere di questa visione segna anche la fine dell'illusione italiana in Svezia dal momento che il motivo fondamentale dell'interessamento degli Sve­desi per il Risorgimento, come scriverà nel 1873 Oscar II,69) era stata l'aspira­zione di poter assumere nel Settentrione scandinavo il ruolo svolto dal regno di Sardegna nella penisola italiana.
Sohlman ed alcuni amici suoi, credettero, per un attimo, di aver trovato una via nuova verso lo scandinavismo nella Società segreta costituita da Bakunin* che, tra l'altro, sia pure indirettamente poteva mantenere viva anche l'illusione di un concorso italiano.
Si persuasero, però, ben presto dell'inconsistenza di questo miraggio. È pro­babile, anzi, che ne fossero convinti a priori e ohe la loro adesione all'associa­zione non fosse stato altro che un atto generoso di stima verso la persona del rivoluzionario russo, al quale, mossosi appositamente da Firenze, non volevano infliggere l'umiliazione dì un rifiuto.
64) È l'opinione di K. STENBERG, Det ryktbara telegrammet 22.000 man komma och Han sjalv , in Historisk Tidskrijt f'ór Fintanti, 22, 1937, pp. 1-20.
65) Su H. Wieselgren vedi 0. WIESELGREN, Wieselgren H.y in Svenska man och Kvinnor, Stockholm, 1955, VTII, pp. 354-355 e CABL LAURIN, Harold Wieselgren 1835-1906, in Ora och Bild, 1935, pp. 642-648. Sull'attività da Ini svolta a Parigi nel 1856 quale emissario di re Oscar I presso i giornali francesi cr. S. ERIKSSON, Svensk diplomati och tidningspress cit., pp. 49 sgg.
66) Sulle dimostrazioni del 6 marzo cfir. E. MOLLER, Skandinavisk straeben cit., pp. 376 sgg.
*> 0. GASSLANDER, /. A. Gripenstedtt Land, 1949, p. 311.
68) j. CLAUSEN, Skandinavismen historisk fremstillet, Kobenhavn, 1900, cit. da HANS LENNART LUNOH, Fràn skandinavism till neutralitet, Trollhattan, 1950, p. 16.
6?) OSCAR II, Mina memoarer, III. Med fòretal och Kommentarer utgivna av NILS F. HOLM, Stockholm, 1962, p. 193.